mercoledì 20 agosto 2008

Evora e la caducità della vita.

Arriviamo di sera anche stavolta al limite estremo della chiusura cucina, cerchiamo il ristorantino indicato da Fiona (la nostra guida cartacea) ma come sempre è accaduto non abbiamo mai potuto giudicare le scelte della moglie di Shreck. Ci precipitiamo dentro le cinta murarie di questa graziosa cittadina deserta. Colti dal dubbio: tovaglia di carta o tovaglia di stoffa cediamo alla stoffa e proviamo la cucina alentejana con un piatto supremo: maiale con le vongole. LO SO LO SO sembra una follia ma è davvero un piatto delizioso e se poi è servito da un cameriere che sembra Don Camillo con la calma e la lentezza di Lerch è ancora più interessante. 
Evora e piccola e carina, cielo terso, blù cobalto. Ha un luogo che ti ispira riflessione: la Capela dos Ossos, un ossario costruito dai francescani a cui si accede attraverso una grande porta sul cui timpano è scritto:  Nos ossos que aqui estamos pe los vossos esperamos. Noi ossa che qui riposiamo aspettiamo le vostre. 
Potrebbe sembrare macabro ma se hai un minimo di ingranaggio cerebrale oleato e funzionante e se entri nello spirito francescano più puro capisci che quello che hai di caro e di vero lo dovresti stringere a te fortemente perchè la vita è troppo breve per passarla in solitudine, insoddisfatti, spaventati. Bisognerebbe vivere muovendosi come noi salmoni in  controcorrente per apprezzare quanto è dolce il posto del descanso, per capire che quando la corrente non è più forte apprezzi fino in fondo la quiete delle cose semplici. 
Ci sono 5000 teschi e ossa femorali sulle pareti, uno scheletro è appeso ad una parete ed illuminato quando un sensore capta il passaggio di un visitatore. Nonostante quell'intreccio di ossa incastrate tutto è quieto, tranquillo. Una poesia accompagna quel silenzio di vite passate, una poesia che purtroppo non ho fotografato che coglie un attimo di insondabile mistero che è la vita ineluttabilmente intrecciato alla morte. 
Di Evora c'è altro, fra cui un tempio romano al centro di Evora alta ma preferisco lasciare questo souvenir dell'anima che ha un senso che ritroverò nel Nord del Portogallo quasi alla fine del viaggio.  
 

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