giovedì 21 agosto 2008

Santiago de Compostela arrivi e partenze

A Santiago, la sera davanti ad un boccone, il cuore torna ad essere inquieto, è già in tumulto, Santiago ti porta a chiedere, non ho i piedi piagati come i pellegrini ma le scaglie hanno cicatrici e parlare, pregare è impellente. Lancio l'amo e vedo spegnarsi una luce. Ho sbagliato di nuovo? Dove vanno le anime quando peregrinano? Quando non trovano neanche un ricovero notturno? Quando non si danno tregua? 
Le anime sono come i piedi dei pellegrini cercano la strada e non si fermano finche non sono stanche. Le anime tormentate cercano riposo ma anche dopo mesi di cammino, mesi di sofferenza non lo trovano.
Per una serie di casi fortuiti veniamo guidati davanti la cattedrale proprio per la Messa del Pellegrino. Riesco a vedere anche il lancio del turibolo che contiene l'incenso, è qualcosa che avrei voluto vedere quando ho vissuto in Spagna ma che non ero riuscita a fare. Raggiungo il salmone che mi fa cenno di seguirlo e, in un incredibile serie di ondate di turisti che escono e pellegrini che vogliono entrare, ecco che ci troviamo lì quasi in prima fila fa turisti, veri pellegrini con i loro zaini, sporchi, polverosi e commoventi. 
E' l'Assunzione di Maria, è la messa del pellegrino. Celebra il vescovo. 
Mi sembra tutto incredibile, non può essere un caso che siamo lì, che siamo davanti a tutto questo mentre torme di pellegrini vorrebbero entrare. seguiamo la funzione, ci sediamo ed alziamo a e da terra fra bastoni, zaini, conchiglie e concentrazione. E' l'omelia. 
Il vescovo dà il benvenuto in molte lingue e poi dice delle frasi che mi ronzano ancora in testa e assumeranno sempre più significato nei giorni a venire: fare il pellegrinaggio è fare un percorso di silenzio, di solitudine. Si entra in dialogo con se stessi, ci si mette alla prova, ci si sfida, si dialoga con se stessi e durante il percorso questo fanno i pellegrini: dialogano con la parte di loro che non sentono più, che non parla più e che deve ritrovare la voce. Sofferenza, concentrazione, stanchezza aprono il dialogo a voi stessi. E qui si arriva chiedendo. E qui si avranno delle risposte.
Ma nel cammino ci sono tanti altri pellegrini ed è con loro che cominciate a parlare perchè siamo anche fratelli e non possiamo sempre vivere soli. Bisogna conoscere gli altri per arrivare a capire se stessi. Molti compagni di cammino saranno ora e poi mai più ma ci sono stati e ci sono stati perchè dovevano esserci, altri li ritroverete dentro le vite che vivrete e saranno le vostre voci silenziose.
Potrei dire tanto di Santiago, della piccola chiesetta dentro la cattedrale dove un raggio di sole filtrava nel buio come una voce che rompe un silenzio, potrei dire della pausa pranzo con una pizza al polpo alla gallega o dei colori straordinari che tagliavano il cielo in onde ritmate di azzurro e di blù, potrei dire dei mille pellegrini che affollano la piazza, potrei dire delle risate dei bambini, delle coppie che si stringevano per mano, felici di avere compiuto il cammino fino alla fine ma non lo dirò. 
Dirò di Santiago che è un punto fermo, che capirò perchè è capitato esserci il 15 agosto, perchè esserci con i compagni di viaggio, perchè dalla mia bocca sono sgorgate le domande, perchè nell'incertezza e nel timore di rispondere ho avuto subito la chiarezza di ciò che sarebbe stato. Dirò che il vescovo ha ragione che a Santiago ottieni delle risposte quando ti fai delle domande.  Dirò che ho iniziato un cammino a Santiago svoltando una curva a gomito verso una strada scoscesa e ripidissima che sale verso il cielo e scende verso le viscere della terra. Dirò che a Santiago ho sentito spezzarsi una corda di violino che ha rimbalzato sul cuore come una scudisciata, dirò che a Santiago è iniziato il mio pellegrinaggio che mi farà avere i piedi piagati, i vestiti laceri e lo zaino più pesante di prima. 
Dirò che a Santiago tornerò da vera pellegrina perchè adesso che tutto è Silenzio, adesso che tutto urla senza suoni, adesso che la corrente riprende forte, fortissima e devo risalirla, adesso che il viaggio volge al termine, dirò che adesso sono una pellegrina della vita che deve iniziare a parlare con se stessa nella solitudine che la circonda e dare un senso alle domande e dare un senso alle risposte perchè alcune risposte, per me, davvero non hanno senso.

Un ultima cosa: torno in Spagna con i miei compagni dopo 5 anni. Arrivi e Partenze. 


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