La creazione dei primi uomini viene narrata nel libro della Genesi secondo due versioni: la prima in 1,26-28 e la seconda in 2,7-22.
Ma come i libri di scuola ci insegnano la storia è sempre raccontata dai vincitori.
E i falsi storici incuneati nella mente e nel cervello agiscono sempre in modo costante ed incessante e formano nell’immaginario collettivo stereotipi.
Diciamo la verità, l’amanuense – biografo di Dio era un uomo piccolo, preciso e meticoloso col simpatico vizietto di andare al di là dei suoi compiti ma, nonostante questi difettucci, era fidato agli occhi di Dio. Il biografo avrebbe fatto meglio a scrivere solo la prima versione, quella vera, dei fatti della creazione e cioè ‘Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.’ Ma com’è, come non è, ne scrisse un' altra e tutti o quasi tutti ricordano solo la seconda versione «Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.» Il punto è che i più ricordano la versione mista delle due, che sulla Genesi non c’è, che solo l’uomo fu creato ad immagine e somiglianza a cui fanno seguire la storia della costola.
La versione di Dio a mio avviso era quello della parità con una strizzatina d’occhio verso la donna che era ancora più a somiglianza Sua per via della possibilità di creare e generare e, considerata la sua onniscienza, mentre dell'uomo aveva creato la versione Beta, nella donna era arrivato già alla versione 10.1 con possibilità di sviluppo del software 'Partenogenesi'. Non a caso la sua donna la fece chiamare da Adamo, EVA che voleva significare ‘che suscita la vita’ (genesi 3.20). Sono sicura che al momento della approvazione del testo si distrasse e quando si accorse della aggiunta impropria, il libro era già andato alle stampe e i costi di gestione e di ritiro dal mercato avrebbero fatto più danni che altro.
Questioni di insondabile marketing soprannaturale.
Così facendo però, Lui, il Sommo, non aveva tenuto in considerazione la forza corrosiva del potere becero acquisito per grazia ricevuta e Adamo così si era trovato, unico uomo, potente re del mondo, libero dai dolori, dalla morte e dalle complicazioni. Giardino curato direttamente dal padrone, ruscelli canterini e casa con vista mare e convinto che al costo di una costola aveva avuto anche un bel donnino accanto. Insomma tutto era suo.
Ad Adamo e prole, e prole della prole, e prole della prole della prole faceva comodo il focolare caldo, il pasto al rientro, le sue mutande lavate e l’organizzazione delle cose familiari. Insomma niente rotture di sferici gioielli personali. Non gli dispiacevano neanche quegli alberi della conoscenza, facevano un bel fresco nelle giornate canicolari. Il biografo racconta ufficialmente che il serpente con fare sinuoso ghermisce la curiosità di Eva e le fa mangiare il frutto proibito, che Adamo lo mangia pure senza troppo recriminare e che nel giro di qualche secondo, allo strisciare dei piedi di Dio sull'erba del Giardino dell'Eden, i due si nascondono per la vergogna e alle domande incalzanti di Dio si danno la colpa l'un l'altro mettendo di mezzo il serpente. Conclusione: Dio punisce i primi nudisti e la peggiore punizione tocca ad Eva, partorire con dolore ed essere dominata dagli uomini. All'uomo un pò di sudore di fronte per guadagnarsi la pagnotta.
Il dialogo non andò esattamente come era stato trascritto (il biografo aveva tendenze misogene ed era pure invidioso della creatività del capo che ne sapeva una più del diavolo).
A mio avviso Dio chiese ad Eva perchè era la sua preferita, Eva gli rispose a tono che che uno non si capiva bene perchè aveva inventato il serpente se questo era pericoloso e il mondo invece doveva essere perfetto, due non si capiva bene perchè loro in quanto progenitori dell'umanità non dovevano arrivare alla conoscenza e, pedantemente purtroppo, aggiunse che se Adamo di quegli alberi gradiva solo l'ombra e non li voleva capire era perchè era stato progettato in versione Beta e che se anche Adamo aveva accettato il frutto era tanto colpevole quanto lei.
Adamo intanto si limitava ad indicare con il dito Eva biascicando 'E' colpa sua' mentre Eva teneva testa alle argomentazioni divine.
La situazione era imbarazzante: Dio era il capo, c'era il biografo come testimone, Eva stava minando le basi della perfezione del sistema trovando difetti su difetti al suo progetto di architettura cosmica e non potendo fare brutta figura, dovette assegnare delle punizioni. considerò la tempra forte della donna che, anche se meno potente a livello muscolare, poteva sopportare il dolore e stare in cattività.
Altro errore di calcolo, Adamo e la sua genia virile crebbero con la convinzione di essere potenti.
Sono passati millenni ma la situazione non è cambiata: se sei donna, curiosa, intelligente, attiva, l'unica cosa che ottieni è una risposta sul tuo futuro sbocconcellata a denti stretti in un corridoio dell'ufficio. Se sei donna e hai avuto la dabbenaggine di seguire il naturale corso di essere donna ed Eva, nel senso di dare dare la vita, rientrata in ufficio vieni relegata in un angolino, spostata, accartocciata, rivoltata come un calzino, se chiedi perchè tutti hanno gli incentivi e tu no, ti viene risposto 'Beh cosa vuoi sei stata lo scorso anno a casa per fare tuo figlio', e se non hai il figlio, sei nello stesso ufficio di persone che hanno avuto i benefit ti senti dire 'beh ma tu svolgi lavoro d'ufficio mica sei operativa', se hai idee, ambizioni, capacità e riesci ad ottenere qualcosa devi trasformarti in un uomo. Se hai capacità, ambizioni e idee ma non riesci a ottenere niente ti dicono: Perchè non ti sposi e fai figli e rimani a casa.
Insomma come la metti metti sei donna ed è e continua ad essere fondamentalmente una malattia invalidante soprattutto se hai capi uomini, inchiodati, natiche e finti sferici pallidi tentativi di imitazione di gioielli, sulle loro poltroncine da sette para religiose (vd QU sigla che crittografo poichè il web è grande e spesso ti imbatti in letture che non vorresti leggere o/e che ti si ritorcono contro), da politici di turno o da amici e amici di amici. Poche volte mi sono imbattuta in elementi illuminati e che avevano gioielli quadrati ed erano liberi ed interessanti, con la voglia di ascoltare e la forza di agire, mai stati i miei capi. Raramente mi sono imbattuta in gentiluomini educati e rispettosi, liberali e con le loro idee ed il coraggio di portarle avanti e, questi, che considero i veri uomini, sono diventati i miei amici.
Mi capita sempre più spesso di imbattermi in donne virago che si stanno assuefacendo alle richieste di globalizzazione fallica nello strumento del lavoro e nello stravolgimento delle parti a favore di ricerca di carriera parificata. Noi donne e noi uomini siamo strutturalmente, mentalmente e fisicamete diversi e l'unico modo per dimostrare ciò che siamo è attraverso le nostre differenze. Lato che si può cogliere solo con azioni intelligenti ma l'intelligenza combatte il suo personale stato di mobbing con la madre dei cretini che, quella si, è notoriamente sempre incinta.
Forza ragazze a noi gli aggiornamenti arrivano costantemente dal mondo, molti degli uomini sono ancora inchiodati alla versione Beta i cui parametri sono potere, fallo, soldi, macchina, cravatta, vestito firmato di giorno e avventura con piste di coca o trans la notte.
Forza anche a voi esseri maschili meravigliosi che vi siete evoluti ma che siete ancora nel gruppo della minoranza dei maltrattati dalla versione beta.
Ed un ultima notazione a Dio, la prossima volta scegli me come redattrice.
(note crittografiche: mio nipote al Qaeda junior non sapendo pronunciare il mio nome mi chiamava e mi chiama zia Quaglia)