sabato 19 dicembre 2009

il Suo natale

sparge, riso bianco alla fermata dell'autobus per nutrire gli uccelli.
sale, aggiustandosi la gonna rattoppatta
spinge il suo corpo sopra un sedile
siede affaticata dal peso del isolamento

scruta i miei occhi distratti gettati fuori dal finestrino

sibila la sua bocca nervosa: Spiriti, Spiriti, Spiriti.

sta, in silenzio per tre secondi, soffia di nuovo i suoi spiriti verso di me e raccoglie le mie pupille distratte.
sa lei quanti spiriti ci sono qui? sei, sette, attorno a me, attorno a lei.

squarcia il velo di stupore che si è creato intorno e comincia a urlare, inveire.
spiriti, chi vi capisce.
solo io, qui sono tutti ingannati, non capiscono, non ascoltano, non vedono.
sono solo menzogne, vi ha detto solo menzogne. La chiesa ha mentito.
salva i tuoi bambini dalle bugie del natale, sono loro che hanno inventato tutto e ti dicono Natale.
sappilo, sono loro che ti hanno ingannato.
suore, maledette.
so io cosa dicono, mentono ma a me no, adesso non più.
stavo davanti a loro e ho urlato ieri che erano bugiarde. Non hanno detto niente, niente, niente.

Scende un silenzio imbarazzato mentre la sua voce sovrasta ogni risatina isterica. Le sue dita mi chiamano.

Sono qui gli Spiriti che mi parlano. Loro sanno che io li vedo. Io li accarezzo.
sentili anche tu.

scivola il suo dito sui miei capelli, s'attenua la sua voce.
sussurra Spiriti Spiriti Spiriti, andranno via le menzogne che ci hanno imposto. Non fate ai Vostri figli quello che vi insegnano. gli spiriti vi seguiranno.

Scivola via dal bus con la sua voce roca, ammonitrice medievale, lascia una
Scia di inquietudine e mistero.


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