<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067</id><updated>2011-07-28T15:50:17.954+02:00</updated><category term='Ufficio e Lavoro'/><category term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><category term='Violenza'/><category term='Se e il tempo'/><category term='Thanks to'/><category term='Storie di vite incontrate'/><category term='Profumi e sapori'/><category term='Le tante arti'/><category term='Gocce'/><category term='Matrimoni'/><category term='Il caso'/><category term='Riflessioni'/><category term='Storie di Storia'/><category term='Viaggi'/><category term='Aforismi'/><title type='text'>Il castello del piccolo folletto</title><subtitle type='html'>Diario di bordo di una vita fra le vite dei mondi.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>144</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4612596476445364179</id><published>2010-08-11T19:06:00.007+02:00</published><updated>2010-08-11T19:51:11.822+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Improvvisamente un flusso</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non ho ben capito perchè improvvisamente un flusso si blocca, una mano invisibile chiude un massiccio rubinetto di ottone e interrompe il flusso di acqua calda. Il rubinetto è di quelli di foggia antica le cui estremità, a mo' di pomelli allungati, si incastrano fra le dita. Quei rubinetti che non ti permettono di miscelare. Aprendo il rubinetto può e deve uscirne solo acqua calda, bollente, ustionante. Fiumi di parole laviche. Il flusso tiepido non è ammesso nè accettabile, quello freddo tollerabile per poco. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mano ha afferrato di nuovo il rubinetto, ha dato uno strattone, l'ottone si è lamentato, ha cigolato ma ha concesso il passaggio dell'acqua, dei pensieri, delle parole. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perchè si scrive? Perchè si racconta? Perchè si fotografa? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per firmare un attimo, per fermare un tempo, per imprigionare un luogo, per ritrarre una persona, per arginare il senso della fugacità di cui siamo impregnati. Scrivere è puro egoismo venato di labile sentimentalismo, è moto dello spirito indomito alla finitezza e schiavo del senso di conservazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scrivo della mia vita, di ciò che accade, di ciò che sulla pupilla e sulla pellicola del cervello rimane impresso per evitare che tutto, l'immagine, il ricordo, la persona, il luogo, transiti verso l'infinito limbo della dimenticanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi scrive colleziona le sue esperienze, le cataloga come un bravo antiquario, scrive la targhetta, li mette sullo scaffale e ogni tanto spolvera leggendo. E io da bravo antiquario (certifico l'esperienza reale!) cerco, vedo, compro le esperienze, i luoghi con il cuore gli occhi e i sensi per potere bloccare la transitorietà di uno sguardo, la sensazione di una carezza, il brivido di un sorriso o la barca a secco sulle spiagge di zanzibar. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E come in un attimo infinito tutto ha fine in questo punto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Punto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4612596476445364179?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4612596476445364179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4612596476445364179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4612596476445364179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4612596476445364179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2010/08/improvvisamente-un-flusso.html' title='Improvvisamente un flusso'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-963924380237696221</id><published>2010-01-01T02:56:00.000+01:00</published><updated>2010-03-25T23:02:49.511+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>capodanno</title><content type='html'>ho solcato milioni di persone che formavano onde di movimento,&lt;br /&gt;sono scappata da un mare di teste ondeggianti in attesa di insinuarsi in una roccia di cemento&lt;br /&gt;la prua della mia nave mi ha condotto, dopo avere doppiato Capo Nord,&lt;br /&gt;alle falde di una scalinata rocciosa,&lt;br /&gt;ha mollato gli ormeggi&lt;br /&gt;e quando la stella del Nord ha trovato il suo posto,&lt;br /&gt;milioni di piccole luci sono rimbalzate sul cielo e si sono consumate in un battere di fuoco.&lt;br /&gt;Il freddo è pungente nelle notti, nelle prime notti di mare.&lt;br /&gt;Buon inizio di navigazione, la polena l'abbiamo restaurata, confido nel lavoro fatto.&lt;br /&gt;andiamo capitano,&lt;br /&gt;l'onda ci muove di nuovo, salpiamo, non è nostro destino l'immobilità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-963924380237696221?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/963924380237696221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=963924380237696221' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/963924380237696221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/963924380237696221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2010/03/capodanno.html' title='capodanno'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-923649451956739734</id><published>2009-12-27T22:50:00.002+01:00</published><updated>2010-03-25T22:56:24.676+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>tavole di infinito</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è forse il nostro infinito, bidimensionale?&lt;br /&gt;Guardiamo dal piano di una prospettiva che pensiamo 'alto' ma in che in realtà è a livello di una linea retta. &lt;br /&gt;Il nostro massimo infinito è la finitezza del secondo.&lt;br /&gt;Mi chiede S. perchè se mai è per sempre perchè per sempre non è per sempre.&lt;br /&gt;Perchè mai è un finito come lo è per sempre. Mai e per sempre finiscono con l'ultimo battito del cuore e l'ultimo soffio di fiato.&lt;br /&gt;Il nostro infinito è irrimediabilmente bidimensionale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-923649451956739734?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/923649451956739734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=923649451956739734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/923649451956739734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/923649451956739734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/12/tavole-di-infinito.html' title='tavole di infinito'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8234366745478360170</id><published>2009-12-19T23:42:00.003+01:00</published><updated>2010-02-02T15:54:18.762+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>Due occhi sette cuori</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quando arriva si è girato e rigirato nella sua cacca, è sporco, maleodorante e ti guarda con degli occhi assolutamente sciropposi. Allunghi le mani dentro la piccola prigione che lo ingabbia e lo tiri fuori, trema come una foglia questo francobollo peloso che sta in una mano e ha la coda a cuore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Senti tua madre che urla che non vuole animali in casa e l´índomani la trovi alle 6 di mattina mentre lo culla riparandolo dal freddo, questo meraviglioso figlio di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo guardi adesso, cieco, sordo, senza pelo ma con la sua solita inarrestabile fame e con il suo indomito carattere da rompiballe che vuole, pretende ed impone la sua presenza e ti chiedi quando finirà. Rosa, Africa e gli altri sono zompettati nel paradiso pieno di ossi da spolpare e coccole da ricevere. E lui? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lui invecchia sul suo divano, scodinzola ogni tanto e vegeta, sarà ancora piu triste che per gli altri migliori amici a 4 zampe, vederlo andar via con San Bernardo e San Francesco. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anni di vita, morsi e morsetti, risate e giochi che andranno via in un warf. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8234366745478360170?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8234366745478360170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8234366745478360170' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8234366745478360170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8234366745478360170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/12/due-occhi-sette-cuori.html' title='Due occhi sette cuori'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3886545082196433481</id><published>2009-12-19T23:02:00.000+01:00</published><updated>2010-03-25T23:16:52.617+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>il Suo natale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;sparge, riso bianco alla fermata dell'autobus per nutrire gli uccelli.&lt;br /&gt;sale, aggiustandosi la gonna rattoppatta&lt;br /&gt;spinge il suo corpo sopra un sedile&lt;br /&gt;siede affaticata dal peso del isolamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scruta i miei occhi distratti gettati fuori dal finestrino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sibila la sua bocca nervosa: Spiriti, Spiriti, Spiriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sta, in silenzio per tre secondi, soffia di nuovo i suoi spiriti verso di me e raccoglie le mie pupille distratte.&lt;br /&gt;sa lei quanti spiriti ci sono qui? sei, sette, attorno a me, attorno a lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;squarcia il velo di stupore che si è creato intorno e comincia a urlare, inveire.&lt;br /&gt;spiriti, chi vi capisce.&lt;br /&gt;solo io, qui sono tutti ingannati, non capiscono, non ascoltano, non vedono.&lt;br /&gt;sono solo menzogne, vi ha detto solo menzogne. La chiesa ha mentito.&lt;br /&gt;salva i tuoi bambini dalle bugie del natale, sono loro che hanno inventato tutto e ti dicono Natale.&lt;br /&gt;sappilo, sono loro che ti hanno ingannato.&lt;br /&gt;suore, maledette.&lt;br /&gt;so io cosa dicono, mentono ma a me no, adesso non più.&lt;br /&gt;stavo davanti a loro e ho urlato ieri che erano bugiarde. Non hanno detto niente, niente, niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scende un silenzio imbarazzato mentre la sua voce sovrasta ogni risatina isterica. Le sue dita mi chiamano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono qui gli Spiriti che mi parlano. Loro sanno che io li vedo. Io li accarezzo.&lt;br /&gt;sentili anche tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scivola il suo dito sui miei capelli, s'attenua la sua voce.&lt;br /&gt;sussurra Spiriti Spiriti Spiriti, andranno via le menzogne che ci hanno imposto. Non fate ai Vostri figli quello che vi insegnano. gli spiriti vi seguiranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scivola via dal bus con la sua voce roca, ammonitrice medievale, lascia una&lt;br /&gt;Scia di inquietudine e mistero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3886545082196433481?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3886545082196433481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3886545082196433481' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3886545082196433481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3886545082196433481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/12/il-suo-natale.html' title='il Suo natale'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4057361975613085729</id><published>2009-12-17T22:59:00.000+01:00</published><updated>2010-02-03T15:10:54.002+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thanks to'/><title type='text'>Spargimenti di ... cultura</title><content type='html'>Ci risiamo bella gente, spargo, domani, un altro pó della mia ineguagliabile cultura.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scherzo! (ma non troppo) Domani conferenza a Tirana sulla mia tesi, devo dire che non sono preoccupata per me ma infastidita da una simpaticissssssima donna alquanto ingessata nel suo ego smisurato, rigida nell´orifizio anale e prolificamente prodiga di cattiverie orali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non posso scriverne il nome tantomeno posso dichiararne il ruolo peró posso ringraziarla per i nervi che mi ha fatto prendere, per come ha tentato di denigrare mio padre e per la bella figura (con mio sommo disdoro) di cui beneficerá per merito mio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non se lo merita ma me lo merito io e questo basta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dunque grazie anche se mio malgrado ho scoperto che scuse o ringraziamenti, anche se fatti col cuore, non sempre sono graditi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A ben pensarci anche a me non importa piú di tanto, quando si é umanamente, sentimentalmente e cerebralmente un gradino sopra gli altri lo scarto dei pensieri e delle azioni degli altri non contano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Oggi é la giornata Claudia über alles e va strabene cosí)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4057361975613085729?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4057361975613085729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4057361975613085729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4057361975613085729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4057361975613085729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/12/spargimenti-di-cultura.html' title='Spargimenti di ... cultura'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-6414499081646993030</id><published>2009-12-08T11:05:00.003+01:00</published><updated>2010-02-02T15:38:47.447+01:00</updated><title type='text'>Siamo tutti Indiana Jones</title><content type='html'>Chi termina di fare una ricerca sa quello che c´è ma inevitabilmente sa anche quello che non c´è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semplice, razionale e chiarissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Iniziare è relativamente semplice. Línizio puo´essere frutto di un caso (manca qualcosa, senti il bisogno di sapere, sbadigli e vuoi sapere perchè, una crepa ha invaso il muro della tua vita) oppure ti focalizzi su un oggetto/soggetto di ricerca e cominci a cercare, normalmente il tempo della ricerca è un tempo finito sia che lo vogliamo sia che non lo vogliamo. Conosco persone che ancora cercano una risposta e continuano a scavare nei meandri di libri, di conversazioni, di sguardi, di fotografie, di appunti. E´molto probabile che sarà il Tempo a tirare il filo della loro ricerca e a tagliarlo sulle loro teste canute scrivendo la parola fine ma ci sarà anche chi padroneggierà il tempo e farà un nodo scorsoio sulle sue lancette. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli ultimi possono essere, non so, studenti laureandi, gli altri li possiamo definire i ricercatori tipo Indiana Jones. Chi ricerca il Santo Gral cerca LA risposta e LA risposta è nel labirinto della conoscenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non parlo solo di ricerca del senso della vita ma anche del senso che si vuole dare alla propria vita, in questo caso la ricerca ha da tenere in considerazione anche la variante dell essere sociale e del modo di relazionarsi. Mettiamo che qualcuno abbia trovato, alla fine di una lunga ricerca la formula per stare bene insieme con il suo altro e con gli altri e abbia trovato un giusto equilibrio per la sopravvivenza, intervenendo la variante della casualità (cane trovato in mezzo alla strada ed accolto in casa che fa pipi´ovunque, amica del fratello che litiga con la cognata, meteorite che atterra sul giardino) il ricercatore si accorge di quello che manca ed inizia un nuovo processo di ricerca. E si entra in un loop anche involontario, fosse anche per la scatola di pelati dal pizzicagnolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In fondo cerchiamo tutti e tutti sappiamo quello che c´è e quello che manca e quando quello che manca supera quello che c´è, forse è meglio chiedersi perchè e ricominciare con la ricerca. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo tutti Indiana Jones.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-6414499081646993030?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/6414499081646993030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=6414499081646993030' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6414499081646993030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6414499081646993030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/12/siamo-tutti-indiana-jones.html' title='Siamo tutti Indiana Jones'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5623683792553385246</id><published>2009-12-03T10:50:00.000+01:00</published><updated>2010-01-16T00:52:25.799+01:00</updated><title type='text'>Miseria</title><content type='html'>Ho perso il quaderno con i miei appunti, luoghi, persone, volti, pensieri, idee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ho perso, non lo trovo più, spero tanto sia sepolto nel mio disordine primordiale e che poi da quello uscirà magari con le freasi assemblate, pronte all'uso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi mi dispiace tanto avere perso il mio quaderno di appunti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5623683792553385246?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5623683792553385246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5623683792553385246' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5623683792553385246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5623683792553385246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/12/miseria.html' title='Miseria'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4635651413103068552</id><published>2009-12-01T00:46:00.003+01:00</published><updated>2010-01-16T00:50:09.127+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>ci sono le stelle</title><content type='html'>ci sono le stelle in cielo?&lt;br /&gt;ci sono davvero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;io li ho alzati gli occhi quando mi hai detto di farlo, non avevi detto che quella stella a destra vicino a quella grande era il tuo regalo per me?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non le vedo stasera, non la vedo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi avevi regalato una stella?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per favore Angioletto dì al tuo capo di spostare le nuvole, ho bisogno di vedere le stelle, di vedere la mia stella.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4635651413103068552?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4635651413103068552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4635651413103068552' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4635651413103068552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4635651413103068552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/12/ci-sono-le-stelle.html' title='ci sono le stelle'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1500056990489095775</id><published>2009-11-24T23:26:00.003+01:00</published><updated>2009-11-24T23:31:53.353+01:00</updated><title type='text'>che nome</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ha il reato di andare a spese della società in paesi lontani per andare a trovare l'amante?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del reato contro la famiglia, moglie e figli, il nome lo so: tradimento ma in questa società sappiamo tutti che è assolutamente derubricato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno dirò la mia su questo argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1500056990489095775?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1500056990489095775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1500056990489095775' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1500056990489095775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1500056990489095775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/11/che-nome.html' title='che nome'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8903168864427804025</id><published>2009-11-23T22:54:00.002+01:00</published><updated>2009-11-23T23:43:03.821+01:00</updated><title type='text'>Quel gran simpatico di saturno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un mio buon amico mi ha rimproverata perché non scrivo più. Gli ho detto che si è esaurita la mia vena e lui di tutto punto ha risposto: no sei esaurita tu.&lt;br /&gt;Non posso contestarlo, sono esaurita, c’è stato un periodo relativo di felicità personale, poi è saltata una molla e mi ha graffiato di nuovo, poi ne è saltata un'altra ed un’altra ancora e mi sono ricordata che Saturno è ancora lì che ondeggia vertiginosamente sulla mia testa.&lt;br /&gt;Qualcuno all’inizio dell’anno mi aveva detto che Saturno era comodo a casa mia e che stava ben seduto. Sento le sue chiappe calde sulle mie spalle e notoriamente le mie spalle non reggono più pesi. Io spero tanto che Saturno non soffra anche di flatulenza perché di sterco nel 2008 e in questo 2009 ne ho visto e odorato abbastanza.&lt;br /&gt;Ho la vaga impressione che dovrò fare un bel po’ di sforzi per scrollarmelo di dosso. Vorrei che lui con la sua targa ‘contro’ veleggiasse fuori da me e che non si facesse mai più vedere. Ma è più facile passare dalla cruna di un ago che non avere saturno contro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per la cronaca, non ho scritto più in pubblico ma mi sto concentrando su un racconto che farò leggere prima alle persone care e poi si vedrà.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8903168864427804025?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8903168864427804025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8903168864427804025' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8903168864427804025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8903168864427804025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/11/quel-gran-simpatico-di-saturno.html' title='Quel gran simpatico di saturno'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-6112949374508743342</id><published>2009-11-18T22:40:00.000+01:00</published><updated>2009-11-23T23:41:42.019+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ufficio e Lavoro'/><title type='text'>I tempi sono grami</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I tempi sono grami e questo è un dato di fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A casa mia, dalle terre da dove provengo tutto il male si scrivo sotto cinque lettere, incisive e precise&lt;br /&gt;M A F I A.&lt;br /&gt;Nella terra dove sto è molto peggio perché non c’è una definizione precisa e di quello di cui non c’è definizione poco si può parlare.&lt;br /&gt;Nella terra dove sto corruzione, concussione, peculato, terrorismo psicologico sono diluiti nei meandri dei fiumi del potere e dello scambio dei voti.&lt;br /&gt;I sistemi da STASI sono all’ordine del giorno. Il mio ex AD una volta ci disse ‘Voi siete numeri di matricola e come tali non valete un cazzo’, lo sproloquio fallico aveva un inattaccabile fondamento.&lt;br /&gt;Gli alti papaveri si muovono deresponsabilizzati da ogni disastro che hanno fatto con centinaia di mila euro in tasca e saltano di poltrona in poltrona e di letto in letto. I numeri di matricola vengono polverizzati dallo schiacciasassi della crisi che loro stessi hanno provocato.&lt;br /&gt;C’è un'altra parola di cinque lettere incisiva come l’altra F U F F A. ecco io ascolto la fuffa tutti i giorni, chilometri di morbida fuffa ci viene propinata in questi giorni terribili in cui la gente verrà mandata a casa senza colpo ferire.&lt;br /&gt;Un esempio di terrorismo psicologico e di slaughter marketing (ehi Mr Kotler ci avevi pensato a questo tipo di Marketing?) è stata una simpatica riunione avvenuta qualche tempo fa: ci si riunisce per comunicare la nuova direzione che si vuole dare al’azienda agricola: c’è il pastore, due vice pastori, un consulente di pastorizia. Il pastore capo parla parla e parla mentre gli agnellini nel recinto sanno che 2/3 di loro saranno mandati, fra poco meno di 24ore, al macello anche se non si è  in periodo pasquale. &lt;br /&gt;L’argomento non è quello della macellazione preventiva ma della nuova impronta da dare all’azienda agricola, si insinuano frasi del tipo ‘come si chiama lei pecorella?’ ‘vorrà ancora pascolare qui con noi?’, alcune pecorelle cedono e cercano di collaborare sperando che di loro si prenda solo la lana e non la carne, le altre stanno zitte, basite. Il new deal per l’azienda non è granchè, sono azioni già trite e ritrite, e l’aia dell’azienda è stata lastricata troppe volte di buone intenzioni mentre i fattori rubavano raccolto e mandrie per gozzovigliare a casa loro.&lt;br /&gt;Verso la fine, mentre il pastore cerca di rassicurare con fare contrito il suo gregge, alla porta dell’ovile compare l’uomo che conta le pecore e le ricolloca o le colloca all’interno dell’azienda.&lt;br /&gt;Gambe aperte, mani dietro la schiena, squadra tutti incutendo un qual certo timoroso rispetto.&lt;br /&gt;Poi il suo sguardo si fissa su un prescelto che pronuncia una frase già sentita: Sono qui per me.&lt;br /&gt;Il primo rito sacrificale è compiuto. Lo sono venuti a prendere, lo hanno fatto infilare lo stesso dentro al recinto anche se già sapevano che lo avrebbero macellato e la loro mannaia cade.&lt;br /&gt;I soldati del sinedrio hanno pagato i loro trenta denari ma Giuda che ha tradito, in questa commedia degli orrori, non si suiciderà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-6112949374508743342?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/6112949374508743342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=6112949374508743342' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6112949374508743342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6112949374508743342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/11/i-tempi-sono-grami.html' title='I tempi sono grami'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1039067582130777380</id><published>2009-11-15T21:05:00.002+01:00</published><updated>2009-11-23T23:37:00.434+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>Shunga  Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo</title><content type='html'>&lt;meta name="Titolo" content=""&gt; &lt;meta name="Parole chiave" content=""&gt; &lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt; &lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt; &lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt; &lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt; &lt;link rel="File-List" href="file://localhost/Users/Claudia/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt; &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:documentproperties&gt;   &lt;o:template&gt;Normal&lt;/o:Template&gt;   &lt;o:revision&gt;0&lt;/o:Revision&gt;   &lt;o:totaltime&gt;0&lt;/o:TotalTime&gt;   &lt;o:pages&gt;1&lt;/o:Pages&gt;   &lt;o:words&gt;740&lt;/o:Words&gt;   &lt;o:characters&gt;4218&lt;/o:Characters&gt;   &lt;o:lines&gt;35&lt;/o:Lines&gt;   &lt;o:paragraphs&gt;8&lt;/o:Paragraphs&gt;   &lt;o:characterswithspaces&gt;5180&lt;/o:CharactersWithSpaces&gt;   &lt;o:version&gt;11.257&lt;/o:Version&gt;  &lt;/o:DocumentProperties&gt;  &lt;o:officedocumentsettings&gt;   &lt;o:allowpng/&gt;  &lt;/o:OfficeDocumentSettings&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:donotshowrevisions/&gt;   &lt;w:donotprintrevisions/&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:displayhorizontaldrawinggridevery&gt;0&lt;/w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery&gt;   &lt;w:displayverticaldrawinggridevery&gt;0&lt;/w:DisplayVerticalDrawingGridEvery&gt;   &lt;w:usemarginsfordrawinggridorigin/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:"Times New Roman"; 	panose-1:0 2 2 6 3 5 4 5 2 3; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:50331648 0 0 0 1 0;}  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} table.MsoNormalTable 	{mso-style-parent:""; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;!--StartFragment--&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Domenica di pioggia e grigio, le notizie che mi circondano hanno il peso grave di una tonnellata di di piume. Non voglio tornare a casa, vado a Palazzo reale a vedere qualche mostra. Mi dirigo verso quella di Hopper, la fila è infinita. Supero tutti e mi dirigo all’altra, quella sugli Shungha giapponesi. Non c’è quasi nessuno, forse solo quelli che come me hanno deviato su una mostra delusi di non avere potuto vedere l’altra.  &lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Devo dire che è una sorpresa non stupefacente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pago il mio biglietto, calzo le cuffiette (comprese nel prezzo biglietto se le volete chiedere) e mi inoltro nell’esposizione che si snoda per il mondo dell’erotismo nell’arte giapponese nel periodo Edo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Or dunque tutti i verbi di ‘penetrazione’, di moto verso un luogo specifico e movimento sono assolutamente appropriati per questa mostra. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Val al pena spiegare il termine SHUNGA: letteralmente vuol dire "immagini della primavera", sono una riflessione etica ed estetica sulla densità e transitorietà della vita nel periodo Edo, in cui il ceto borghese, molle nei suoi lussuosi costumi non decideva delle sorti politiche e militari del paese ma esprimeva il contrasto fra i suoi modi d’essere e la rigidezza militare della classe dei samurai.. Due modi a confronto: Edonismo contro neo confucianesimo,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;guerra di katana e guerra di futon. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La ricerca del superfluo, del piacere di ogni piccolo particolare della vita accompagna l’uomo fino alla fine e si riversa nel mondo dell’arte designando una produzione erotica e di piacere: è l’ ukiyo-e &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;o&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;‘immagini del mondo fluttuante’, stampe o dipinti con la tecnica della stampa xilografica prima in bianco e nero poi a colori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Accanto al mondo iconografico si affianca quello letterario con i romanzi del mondo fluttuante in cui la carnalità, la sensualità, la vita dietro i paraventi di carta di riso è fatta di parole e non di tratti pittorici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La mostra è un profluvio di genitali, corpi quasi mai nudi ricoperti di kimono riccamente decorati, di corpi aggrovigliati in&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;pose più che plastiche direi gommosamente elastiche. Il percorso parte dalle stampe in bianco e nero o da rotoli destinati a dividere le pareti nelle case di piacere in cui l’erotismo è più divertente e didattico: due corpi in bianco e nero che si intrecciano senza alcuno sfondo. Una concessione ad una sensualità spinta: un tocco di rosso sulle labbra di lei… tutte e due i tipi le labbra.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quando il bianco e nero cede al policromo e la tecnica si affina, quando il governo centrale non è più riottoso alla diffusione di questi manuali e stampe, i rotoli diventano fogli singoli o raccolte in libri, i corpi assumono una pesantezza bidimensionale, le scene vengono riprese negli interni in mezzo ad oggetti di uso domestico e lo spettatore sembra guardare dalla fessura della porta o da dietro il velo e coglie l’intimità fra l’uomo e la donna in casa, nelle case di piacere o in esterni come un balcone o in mezzo ad un campo pieno di neve. I kimono sono sempre più ricchi e fastosi, le acconciature complicate ed i capelli setosi. Le donne sono icone di porcellana, sensuali ma mai volgari, piacevoli e piacenti. Sono ritratte in colori delicati, tenui, i tratti pittorici sono finissimi, i particolari degli inetrni studiati e a volte pudichi, come la cortina trasparente che copre il corpo di due amanti facendo sentire lo spettatore come uno di più, un ladro di immagini. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il periodo più forte sia a livello di immagini che di gioco pittorico è quello della massima fioritura con le opere di Utamaro. La forza del gioco psicologico e di dominio passionale, dell’istinto, della ricerca del piacere, la ricerca del colore, la descrizione dei kimono, delle cose del quotidiano è fortissima e traspare da tutte le stampe. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le donne sono sempre tese nell’atto del&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;piacere, i loro piedi sono arricciati, il viso abbandonato mentre l’uomo è avvolgente, dominante, perifrastico e per nulla metaforico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La donna è al centro del centro dell’uomo e non c’è un minimo cenno alla volgarità o alla lascivia, c’è la descrizione del puro piacere, la nudità è quasi inesistente, la massima espressione dell'erotismo giapponese non è costituita dal corpo nudo, bensi' dalla nudità che trapela attraverso il rivestimento dell'abito. Poco spazio è dato alla fantasia dell’atto ma il corpo avvolto nel vestito ricopre tutto di intimità e non di nefandezza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il trionfo del parossismo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;è svelato attraverso i piedi arricciati nel piacere o, in uno splendido rotolo,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;attraverso della polvere d’argento che dissimula l’orgasmo maschile. Tutto è ironico e leggero, è una lente di ingrandimento sul sesso e sui giochi dell’alcova. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mai la prostituta è ritratta come tale, ad esclusione dell’ unica stampa in cui una donna minuta viene sovrastata da un uomo grasso, sudato e molle che approfitta di lei. Il senso del lavoro di lei si definisce nel piede piatto e teso ad indicare il senso del dovere del suo lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Forse è l'unica stampa di ukiyo-e che dà il senso della condizione della donna giapponesi di quei secoli, divisa fra essere madre, figlia, nuora, geisha o prostituta di bassa lega e comunque sempre schiava.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'ultima parte è la trasformazione di un arte che verrà assorbita dall'occidente e dalle avanguardie del '900.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'eredità è tutta nei fumetti manga e anche nel nostro Crepax, provate le onde del suo mare con quello di alcuni Shungha.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Shunga&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fino al 30 gennaio Palazzo Reale, Milano &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1039067582130777380?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1039067582130777380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1039067582130777380' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1039067582130777380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1039067582130777380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/11/shunga-arte-ed-eros-nel-giappone-del.html' title='Shunga  Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1863378802793773039</id><published>2009-11-06T03:57:00.000+01:00</published><updated>2009-11-24T00:00:23.555+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>quanto dura l'infinito?</title><content type='html'>Uno, due tre volte, quante e quante volte nella vita bisogna sopportare, comprimersi, dolersi, masticarsi e poi ributtarsi.&lt;br /&gt;Un vetro si incrina e puoi cercare di sistemarlo ma sai che alla prossima botta non resisterà, non potrà resistere ma chissà perchè lo farà.&lt;br /&gt;Spezzato, contratto e stracciato è lo stato d’animo.&lt;br /&gt;Partire di nuovo, ricominciare, quante volte ha inizio l’infinito?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1863378802793773039?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1863378802793773039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1863378802793773039' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1863378802793773039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1863378802793773039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/11/quanto-dura-linfinito.html' title='quanto dura l&apos;infinito?'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8525838760757539896</id><published>2009-10-31T21:29:00.003+01:00</published><updated>2009-10-31T21:46:11.840+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Violenza'/><title type='text'>Endo...che?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Tutto quello che faccio di questo post è un banale copia e incolla, mi spiace solo non citarne l'autrice che se dovesse riconoscere ciò che ha scritto, prego di contattarmi così da renderle la 'maternità' del pezzo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E se la violenza si presentasse sotto forma di malattia cronica, dolorosa, invalidante ed i medici ti trattassero da isterica ed esaurita oppure peggio ignorassero quello che gli racconti? E se per avere una diagnosi precisa della malattia, dopo che ti hanno detto che sei stressata, stanca e che sei esagerata, si debbano attendere tra i 7 e 9 anni, possiamo definire anche questa una violenza? E se il tuo desiderio di diventare madre venga a trovarsi tragicamente, improvvisamente di fronte ad una malattia che invece ha lavorato in silenzio e ti ha occluso le tube, ha creato aderenze, sconvolto e distorto i tuoi organi riproduttivi e chi ti sta intorno ti consola con un “E’ la volontà di Dio”? E se per avere un figlio devi spendere tra i 10.000 ed i 20.000 euro andando in terra straniera perchè a casa tua hai una legge che violenta quotidianamente le donne (dicasi legge 40/2004)? E se in pochi anni subisci dai 2 ai 3 interventi in anestesia generale perchè la malattia si è riformata e magari il medico non ha operato in modo degno, si può definire violenza anche questa?&lt;br /&gt;Questa violenza che colpisce circa 3 milioni di donne in età fertile in Italia ha un nome, ENDOMETRIOSI un nome che quando nella maggior parte dei casi lo pronunci ti dicono: Endo…che??&lt;br /&gt;Ecco, questo sentirsi dire endo…che?, è la violenza più grande nonostante tu abbia già fatto decine di visite ginecologiche, decine di volte hai raccontato le tue sofferenze, decine di volte hai pianto e pregato che i dolori passassero, ma quell’endo che?, ti riporta sempre e soltanto a sentirti sola e con un grande senso di smarrimento.&lt;br /&gt;La tua autostima, i tuoi rapporti sociali, la tua vita di coppia, il lavoro va a ramengo a causa sua, dell’endometriosi che si è intrufolata nella tua vita e si è fatta immediatamente viva con dolori al ciclo mestruale sempre più forti, dolori all’ovulazione che ti piegano in due, dolore ai rapporti sessuali che preghi solo che finisca in fretta e con un dolore lancinante nel cuore perchè ti hanno appena detto che a causa dell’ ENDOMETRIOSI, non potrai avere figli.&lt;br /&gt;Però lei è violenta e tenera come nessun’altra malattia perchè con tutte noi si è comportata in modo diverso:c’è chi non ha quasi mai dolore, chi dopo un intervento di pulizia ottimale (quando trovi il chirurgo competente) è riuscita ad avere un bambino anche due e chi invece con terapia ormonale continua (estroprogestinici) riesce a condurre una buona qualità di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è chi invece ha subito dei danni permanenti come una resezione intestinale, la perdita di un rene o lo strazio del vivere 6/8 mesi con un ano artificiale (il cosiddetto sacchetto); chi invece deve fare i conti con un danno chirurgico permanente come la vescica neurologica ovvero non sentire ed avere più la capacità di urinare spontaneamente e quindi doversi autocateterizzare. E questo senza che si possa rientrare in una categoria protetta per le esenzioni o per il lavoro…niente di niente!” L’ ENDOMETRIOSI di fatto non esiste e se ce l’hai ed in sala operatoria hanno sbagliato pazienza, ti tieni le infezioni batteriche e vai avanti e cerchi almeno di attivarti per aiutare altre donne.&lt;br /&gt;Ora io mi rivolgo a tutti coloro che leggeranno questo post e mi rivolgo in particolare alle giornaliste: ritenete giusto che in Italia nel 2007, l’ENDOMETRIOSI (dopo quello che ho raccontato, che è solo una piccola parte) non sia ancora stata riconosciuta malattia cronica? E che nonostante gli sforzi di tre parlamentari donne (Bianconi, Bianchi, Zanotti) e l’impegno delle associazioni di pazienti, non sia ancora stata approvata la legge che riconosca alle donne affette da endometriosi la possibilità di ottenere l’esenzione del ticket per le ingenti spese farmaceutiche sostenute? Le donne con endometriosi sintomatica sono circa il 65% del totale delle pazienti e purtroppo per chi lavora nel privato, ma anche nel pubblico, l’assentarsi per malattia almeno 3 giorni al mese o diverse settimane a causa degli interventi chirurgici, il rischio licenziamento o mobbing è dietro l’angolo.&lt;br /&gt;L’ignoranza ed il silenzio complice di una parte della classe medica, fa si che le donne con ENDOMETRIOSI si ritrovino a doversi battere con un mostro che le divora all’interno e con i mass media che snobbano o relegano in quart’ ultima pagina le notizie relative agli eventi organizzati dalle associazioni di pazienti. I mass media che dovrebbero fare su larga scala quanto noi stiamo cercando combattivamente di fare: INFORMARE PER PREVENIRE! PER UNA MALATTIA PER LA QUALE NON E’ POSSIBILE FARE PREVENZIONE, L’UNICO MODO DI ARGINARE I DANNI PROCURATI DALLA MALATTIA, E’ INFORMARE. Informare le ragazzine di 20 anni che non è NORMALE soffrire durante il ciclo, che non è normale fare l’amore ed avere dolore nel retto o sotto la pancia, che non è normale avere continuamente la cistite o il colon irritabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una donna forte e coraggiosa ha voluto raccontare la sua vita con l’endometriosi, con le difficoltà legate alla fecondazione assistita ed il suo viaggio “della speranza” in Austria.&lt;br /&gt;Una donna che sostiene ed è parte attiva dell’Associazione Progetto Endometriosi A.P.E. Onlus e che ha fatto della sua esperienza un libro dal titolo forte, ma significativo: “CANTO XXXV - INFERNO - DONNE AFFETTE DA ENDOMETRIOSI”. Il libro è uscito a fine novembre 2007 ed al momento in fase di ristampa.&lt;br /&gt;Veronica Prampolini, l’autrice, è una giovane donna di Reggio Emilia che con rabbia e caparbietà vuole, attraverso il suo libro, far puntare i riflettori su una malattia che coinvolge 3 milioni di giovani donne in Italia. Giovani donne che non possono esprimere al meglio ed in pieno la propria capacità lavorativa e personale.&lt;br /&gt;Veronica ha anche creato un sito internet: www.donneaffettedaendometriosi.it ed un blog http://blog.libero.it/librodade/  nel quale vengono raccolte le numerose testimonianze e ringraziamenti per il suo impegno.&lt;br /&gt;A fianco di Veronica c’è l’ A.P.E. Onlus associazione di pazienti a carattere nazionale con sede a Reggio Emilia che fa del fare informazione sulla malattia,la priorità assoluta.&lt;br /&gt;A coloro che leggeranno chiediamo semplicemente che venga fatta informazione corretta ed esauriente e che non si sottovaluti il problema per l’ennesima volta! Siamo stanche di sentirci classificate come malate di serie “C”, le malattie non hanno codici e circa 3 milioni di giovani donne in Italia hanno diritto a ricevere attenzione ed ascolto.&lt;br /&gt;Grazie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Associazione Progetto Endometriosi Onlus&lt;br /&gt;www.apeonlus.info&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8525838760757539896?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8525838760757539896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8525838760757539896' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8525838760757539896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8525838760757539896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/10/endoche.html' title='Endo...che?'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3805047173265264409</id><published>2009-10-13T23:13:00.000+02:00</published><updated>2009-10-29T23:19:40.231+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ufficio e Lavoro'/><title type='text'>La signora delle tazze turche e quella delle rose, temi per indagini sociologiche.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi mai si sia addentrato in una fiera agroalimentare aperta al pubblico sa cosa accade nelle corsie.&lt;br /&gt;Esiste una sorta di magnetica attrazione fra il cibo e la gente che induce ad una sorta di compulsività isterica.&lt;br /&gt;Se in uno stand mettono fuori dei piattini di plastica, improvvisamente artigli rapaci si aprono e chiudono con uno scatto sul contenuto del piatto senza l’utilizzo del senso della vista per rendersi conto del contenuto. Ho visto mangiare palline di plastica decorative e sputarle subito dopo con maledizioni ai proprietari dello stand la cui unica colpa era decorare con dei mok up la loro vetrina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stand che rischiano di più sono quelli che mettono fuori gli espositori con il prodotto esposto sul ring.&lt;br /&gt;Ovviamente ci sono le categorie dei dilettanti, meno scafate, con meno tecnica ed esperienza e che tentennano e si fanno mettere ko.&lt;br /&gt;Seguono, però, le categorie dei pesi medi, così detti perché alla bilancia pesa il loro carrelino/trolley, definibili anche i visitatori alla Óscar De la Hoya. Con stile da  puncher, rapinano con tecnica abilissima: si riscaldano, si fermano nel corridoio, respirano, danno uno sguardo, studiano velocemente gli avversari, saltellano con gli occhi, camminano davanti all’espositore e nell’istante in cui lo coprono con il corpo sferrano un montante sul prodotto, afferrano i pacchetti dal basso verso l’alto prendendone il più possibile (pieni o vuoti che siano, la conta dei punti partita si fa alla fine), segue incrocio del braccio davanti al busto e ricaduta delle prede dentro il trolley aperto. Il tutto avviene in pochi secondi e con classe degna del migliore Cary Grant in Caccia al Ladro. Dopo due o tre attacchi andati a buon fine segue piccolo defatigamento o si ritenta l’attacco fino al raggiungimento punti prefissato per il corridoio prescelto.&lt;br /&gt;I Mini Mosca, Mosca, Gallo, Piuma, Leggeri sono senza attrezzatura, per questo pesano poco, al limite una busta di tela di iuta recuperata in qualche stand. Sono più veloci, colpiscono con ganci precisi e stanno in difesa con l’altra parte del corpo, schivano le occhiatacce, i rimproveri e fuggono rapidamente ai bordi del ring.&lt;br /&gt;Nel panorama variegato trovi anche i picchiatori o anche dette facce di bronzo che afferrano sampler, prodotti interi, gadget, barattoli di salse e marmellate aperte portandole via senza i coperchi o che cercano di portare via, ad esempio, una coppa piacentina saldamente legata allo stand; carenti di tecnica  e di gioco di gambe hanno potenza e capacità di incassare cazziate potenti e rischi di denunce.&lt;br /&gt;Ma i migliori sono gli aggressori. Tendenzialmente donne, di bassa statura, l’essenza dello stile di questi soggetti è l’aggressione senza soste. Così ‘la signora delle tazze’ o The Koeln Blockbuster*, appostata davanti lo stand della Camere di Commercio turca, priva di tecnica compensava con l’aggressività della razzia, con un destro formidabile riusciva ad afferrare le tazze gadget della Turchia a tre alla volta, schivava il rimprovero abbassandosi per riempire il trolley, affondava il secondo ed il terzo colpo senza sosta. In 2 o 3 minuti al massimo aveva 9 tazze che gli valevano il titolo del campionato razziatore.&lt;br /&gt;Caso più unico che raro in cui il ko lo riceve anche il pubblico che rimane sconcertato e senza parole.&lt;br /&gt;Come nei migliori incontri di pugilato, però, si incontra anche chi, fra una ripresa e l’altra passeggia sul grande ring della fiera portando momenti di inaspettata dolcezza. A colonia vedi girare una non proprio leggiadra donna, con cespugli di rose in testa e sul vestito, casacca nera di maglina, leggins blu e infradito d piume bianche che saluta con un leggero cenno della testa, dispensando sorrisi, stringendo le mani, come fosse una principessa in visita di cortesia al Gran Ballo di beneficenza per i diseredati del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stranezze di questo strano mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* mutuo dal soprannome dato a Rocky Marciano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3805047173265264409?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3805047173265264409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3805047173265264409' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3805047173265264409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3805047173265264409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/10/la-signora-delle-tazze-turche-e-quella.html' title='La signora delle tazze turche e quella delle rose, temi per indagini sociologiche.'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1779524940211538460</id><published>2009-10-11T19:10:00.001+02:00</published><updated>2009-10-14T21:56:31.019+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ufficio e Lavoro'/><title type='text'>La donna coi bretzel nella tasca e altre amenità #1</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono a Colonia per la più grande fiera dell'alimentare al mondo.&lt;br /&gt;Nei corridoi incontri tutte le nazioni, lingue, colori, vestiti, sapori che questo pianeta ci dà.&lt;br /&gt;C'é il Burundi con il suo piccolo stand da 18mq (per chi fosse curioso espongono con del te e alcuni semi), c'é il Botswana, la Sirya, il Lebanon, tutti i paesi occidentali, c'é il South Africa dove all´interno degli stand vedi solo bianchi e, giusto per un atteggiamento politically correct, alla reception c´é un ragazzo di colore.&lt;br /&gt;Se ben ci si pensa una fiera altro non é se non un microcosmo o una proiezione di quello che nel mondo una nazione è.&lt;br /&gt;Parto dal Sud Africa: l'idea che balza dalla visione dello stand (devo dire abbastanza esteso) é che il commercio, quanto meno quello da esportazione sia in mano agli Afrikaner. Alias il potere, quanto meno economico e finanziario che è quello che muove le nazioni, è rimasto in mano a chi lo aveva, con buona pace delle rivoluzioni epocali.&lt;br /&gt;Finisco con l'Italia: due padiglioni uno sponsorizzato dall' Istituto Commercio estero al piano più basso, nell' altro Camere di Commercio o Regioni (stessi prodotti che si susseguono uno dietro l'altro)con il risultato che chi deve comprare ha già comprato e non sale al piano di sopra lasciando a bocca asciutta le altre aziende italiane. Proiezione di un paese frammentato da milioni di interessi che non fanno il bene di nessuno fuorché dar da mangiare ad enti, istituzioni, portaborse, portapippe, portabagasce, papponi e vuoti neanche a rendere.&lt;br /&gt;Altro effetto sintomatico del vile asservimento, del bieco vassallaggio a quel potere che con una mano leva e con l'altra dà è stata la visita istituzionale del ministro dell' agricoltura Zaia: mentre lui passava stringendo le mani ai produttori e titolari di stand, dietro di lui la corte dei miracoli e/o dei miracolati avanzava lentamente, con incedere elegante per 20 metri di corridoio. Una folla di uomini e donne compiaciuti di essere ammessi alla corte del Re che, arrivato davanti al funzionario di turno, si trovava davanti un prono gobbo di Notredame con le ginocchia semigenuflesse. Bisognava stare attenti a non scivolare sulla bava.&lt;br /&gt;Guardando questa scena medievale, il ricordo corre al saluto del Ministro della Baviera ai suoi che, con la calma e la tranquillità di un uomo investito dal popolo e che lavora per il popolo e che viene con i mezzi pubblici, si siede a tavola con te e si beve una bella birra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Babele di questa fiera si susseguono feste, incontri, inviti, wurstel, stinchi e quant'altro. Dal confronto con il mondo che incontri e ascolti, stratifichi informazioni: ad una festa incontri dei buyers americani (sia repubblicani che democratici) che ti snocciolano una serie di negatività su Obama che dalla stampa non trapelano (la stampa sarà drogata un pò ovunque?), sono lì a dirti di quanto anche l'Obamone sia stressato dalle lobby di potere che lo tengono in scacco più di quanto non si sappia, di quanto, anche in America, abbiano ritenuto che assegnare a Obama il Nobel sia stata una enormità senza precedenti, di come la sua politica, per riformare la sanità, stia toccando la tasca a destra e sinistra e questo non è gradito a molti e a molti non è gradito che lui si sia dimostrato di ultrasinistra molto più di quanto i suoi elettori avessero capito (al tavolo avevo due democratici e due repubblicani) oltre all'inscusabile vizio di chiedere scusa a tutti per gli sbagli dell'America, perchè se c'é una cosa che l'americano non tollera é ammettere di avere torto (così lapidariamente detto dai quattro)&lt;br /&gt;Chi aveva votato Obama lascia trapelare, forse, che la Clinton avrebbe fatto meglio visto che a lei Mr Obama fa togliere le castagne dal fuego, tutti e quattro si divertono a prendere in giro il vice presidente che fa più gaffe del nostro fu Mike Bongiorno tanto che, per questa sua capacità di accertata incapacità politica, hanno deciso di cassarlo da qualsiasi intervento sia pubblico che privato. Si finisce anche con note tristi sul fatto che la crisi non è affatto finita e che gli esperti stimano il collasso di altre 299 banche in patria entro la fine dell'anno.&lt;br /&gt;Fra un wurstel bavarese e l'altro scopri anche, con rabbia, che la nostra politica regionale fa schifo. Uno dei convitati di nome Paul importa olio, dolci, biscotti e varie dall' Italia e fa parte di una delle due più grosse società di importazione americane, qualche mese fa è stato invitato in Sicilia per degli incontri con le aziende. Insieme a lui giapponesi e russi. Città d'elezione Agrigento. 'Wonderful place, marvellous food, smoothy e.v.o., a delicious cheese, nice bread, but they were totally crazy.' Chiedo il perchè incuriosita e mi dice che negli incontri non avevano previsto uno, dico e ripeto, un solo interprete. Paul aiutato da una collega oriunda italiana ha chiuso dei contratti ma giapponesi e russi sono andati via dicendo, forse, Arigatò e Dasvidania. Mi sono sentita morire dalla vergogna, ringrazio l'intelligenza di quei lecchini che sono stati messi al loro posto da solidi calci in culo e che, distratti dai lividi sulle loro chiappe, se ne fregano delle aziende che investono.&lt;br /&gt;E a proposito di vergogna, accanto a Paul c'è Marsha, altro buyer, tonda, sferica, gonfia oltre l' inimmaginabile, ondeggia mentre si muove e sembra dovere rotolare da un momento all' altro, ha i capelli a caschetto bianchi, tre denti in meno in bocca, il piatto sempre strapieno di cibo ed un' ingordigia atavica. Quando si pare il buffet rivela una dote di ferina grazia nel dribblare ospiti per arrivare prima al buffet. Mi stupisce per delle manovre azzardate più di un paio di volte. Quando la serata volge al termine, mi chino per prendere la borsa e vedo che dalle tasche della sua giacca blu  escono tre bretzel.&lt;br /&gt;Povera donna dopo il decathlon gastronomico avrà esaurito tutte le forze residue e se dovesse calarle lo zucchero...meglio essere previdenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1779524940211538460?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1779524940211538460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1779524940211538460' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1779524940211538460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1779524940211538460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/10/la-donna-col-bretzel-nella-tasca-e.html' title='La donna coi bretzel nella tasca e altre amenità #1'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-6154225636756468044</id><published>2009-10-06T23:50:00.005+02:00</published><updated>2009-10-14T21:40:44.455+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ufficio e Lavoro'/><title type='text'>Sud tirol e lavoro (anche)</title><content type='html'>Silenzio, ascoltate, scoltame, scoltéme,&lt;br /&gt;ve vago a contar de Giganti e Vivéne,&lt;br /&gt;de Stempe, Stemponi, incantesimi e Nani.&lt;br /&gt;Ve vago a contar storie vècie de ani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tre ore per vedere I verdi, tre ore per sentire odore di pulito, tre ore per sentire il freddo terso sulla pelle, tre ore per assaggiare una vellutata di castagne da urlo. Poco importa, se rientrando la prima notte, sei in compagnia di un moscone nella stanza degli gnomi, dove per entrare in bagno devi aprire la porta, infilarti di profilo, chiudere la porta e poi dividere 35cm con il box doccia,  il lavabo e il wc. Importa poco davvero se per far uscire il moscone devi aprire la finestra e respirare l’aria fredda e di mucca attiva, sei proiettato davvero in un mondo di fate e di gnomi dove l’indomani l’ospite ti fa trovare il pane di nocciole e castagne, il pane con i semi di zucca, lo yogurt, la marmellatina, tutto rigorosamente fatto in caso ad esclusione del latte della mucca Guendalina, fatto rigorosamente in stalla**&lt;br /&gt;La colazione consumata prestissimo ci fa decidere di andare a piedi a Santa Maddalena, l’ufficio turistico apre dalle 10 alle 12, non abbiamo, quindi, i tracciati dei sentieri, chiediamo e ci perdiamo, solo l’ultimo giorno capiremo che in Tirolo se ti dicono 50mt la distanza è di circa a 300mt, se ti dicono è facile almeno qualche lieve difficoltà la incontri tipo una pendenza da scarpe da trekking serie, se ti dicono il percorso è segnato, l‘indicazione è molto oltre.&lt;br /&gt;Finite in statale chiediamo, ci chiedono in un italiano con accento tedesco Chi ci ha dato le indicazioni, se amici o nemici e ci spiegano che è mattina. Il terreno è terribilmente scivoloso, meglio prendere il bus, così facciamo, attraversiamo la Val di Funes e arriviamo a Santa Maddalena, centro nevralgico della Festa dello Spek. Si, lo ammetto sono lì per lavoro ma ogni tanto capita di andare a fare una trasferta interessante e rigenerante o no?&lt;br /&gt;Santa Maddalena è un paesino microscopico, ‘a monte’ (così dicono qui) del paese la chiesa di San Giovanni, che svetta in un incrocio di prati erbosi, mucche, una vecchia scuola, un maso e lo scenario impressionante delle Dolomiti alle spalle (esattamente le vette dell’ Odle). La giornata è blu cobalto e i denti delle cime delle Dolomiti sembrano volerlo mangiare.&lt;br /&gt;Parlo con alcuni contadini del luogo e in un misto di tedesco e italiano mi raccontano che la chiesa sorge proprio nel luogo in cui il Rio Fopal trascinò a valle, tra le acque, il quadro miracoloso di Santa Maddalena. Mentre un’altra leggenda vuole che nel maso Oberkantiol vivesse un contadino fortunato. Le sere che precedevano le domeniche ed i giorni di festa quando sentiva suonare le campane abbandonava felice il suo lavoro. Un giorno però le campane suonarono mentre stava tornando al suo fienile con il carro carico di covoni di fieno. Egli volle ancora lavorare e scaricare il fieno. Lo scampanio si interruppe improvvisamente e da allora nessuno lo sentì più e il contadino non ebbe più fortuna, capì di avere commesso un terribile errore e per espiarlo, il contadino decise di fare costruire la chiesetta di Santa Maddalena, individuò un posto che riteneva adatto ma i lavori furono interrotti perché un carpentiere si tagliò una mano ed un altro si tagliò un piede, il loro sangue bagnò i trucioli del legno. Arrivarono strani uccelli che presero i trucioli e li ammucchiarono in cima alla collina dando loro la forma di una chiesa. Il contadino del maso Oberkantiol fermò i lavori nella valle e fece costruire la chiesetta di Santa Maddalena sulla collina.&lt;br /&gt;Il che dà il senso di quanto religiosi e legati alle tradizioni siano queste persone, ed è commovente perché riscontro le radici, il legame al territorio e il senso della famiglia, quello genuino e vero,  anche nei vestiti tradizionali che indossano tutti nelle occasioni.&lt;br /&gt;La domenica ha colori e odori che fanno male per quanto sono belli, parlare con gli americani, gli austriaci di speck, produzione ed importazione fra un bretzel, una birra, il sole che ti brucia la pelle e un muggito di mucca ti fa stare bene.&lt;br /&gt;Ah se si potesse lavorare sempre cosi`.&lt;br /&gt;la campana di san pietro suona le sei è tempo di andare, tutto il bello di tre giorni si accartoccia sul grigio dell´ asfalto interminabile e di sei ore di coda infinita. Milano brucia tutto anche il bello di un bel week end di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;** tengo a precisare, nel caso improbabile che qualche NAS dovesse imbattersi nel mio blog che la signora segue tutte le norme igienico sanitarie richieste dalla legge e che il latte era pastorizzato ma essendo io, me medesima, in quel contesto adoro pensare che una mucca di nome Guendalina facesse il latte e che questo fosse sul mio tavolo. (Garni Turm - Gufidaun 50, 39043 Klausen Eisacktal tel +390472 844121)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-6154225636756468044?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/6154225636756468044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=6154225636756468044' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6154225636756468044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6154225636756468044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/10/sud-tirol-e-lavoro-anche.html' title='Sud tirol e lavoro (anche)'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5988105458197657949</id><published>2009-10-05T11:05:00.000+02:00</published><updated>2009-10-13T11:09:51.239+02:00</updated><title type='text'>Sud Tirol 2 Ricette</title><content type='html'>Normalmente non lo farei pero` quella zuppa di castagne era uno spettacolo quindi datosi che DEVE rientrare nei miei ricordi ne scrivo due versioni fornitemi.&lt;br /&gt;Aggiungo anche la zuppa di vino che non si sa mai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Per 4 persone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;250 g di castagne sbucciate&lt;br /&gt;500 ml di latte&lt;br /&gt;50 g di cipolla&lt;br /&gt;sale, pepe&lt;br /&gt;un po’ d’olio&lt;br /&gt;Rosolare la cipolla tritata finemente nell’olio, aggiungere le castagne e versare il latte. Bollire a fuoco lento finché le castagne sono cotte.&lt;br /&gt;Successivamente frullare il composto e se necessario aggiungere un po’ di latte. Aggiungere il sale ed il pepe alla minestra. Siccome le castagne sono molti dolci, le serve poco sale! Potete servire la minestra con crostini di pane nero.&lt;br /&gt;Suggerimento:&lt;br /&gt;Prima di servire la minestra frullatela con un po’ di latte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra versione&lt;br /&gt;Per 6 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 funghi porcini&lt;br /&gt;500 gr di castagne&lt;br /&gt;1 l di brodo&lt;br /&gt;6 foglie di salvia&lt;br /&gt;timo&lt;br /&gt;25 gr di burro&lt;br /&gt;sale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preparazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una pentola abbastanza capiente lessare le castagne per mezz'ora, scolatele e dopo averle fatte raffreddare privatele della buccia, mettere nel brodo e fatele ancora cuocere.&lt;br /&gt;pulite con cura i funghi ,tagliate a fette le cappelle e grattugiate i gambi.&lt;br /&gt;Ponete il burro in una padella a bordi alti, soffriggete le fette di funghi per 2-3 minuti a fuoco vivace. Quando le castagne saranno sufficientemente morbide,unitevi i gambi grattugiati,le fette di cappelle saltate e condite con le foglioline di salvia e timo.&lt;br /&gt;Passate il tutto con il minipimer in modo da ottenere una crema e dopo aver regolato di sale servite con una castagna e una fetta di porcino che avrete tenuto da parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zuppa di vino della Valle d'Isarco &lt;br /&gt;Ingredienti:&lt;br /&gt;½ litro di brodo di carne forte,&lt;br /&gt;5 rossi di uovo,&lt;br /&gt;¼ litro di panna,&lt;br /&gt;¼ litro di vino bianco,&lt;br /&gt;cannella Aggiungere al bordo di carne il vino bianco, il rosso del uovo, la panna e un pizzico di cannella. Mettere tutto in una padella sopra una piccola fiamma e montatelo fino allo stato cremoso. Come contorno sono consigliati piccoli cubetti di pane arrostiti in burro e conditi con un pizzico di cannella.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5988105458197657949?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5988105458197657949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5988105458197657949' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5988105458197657949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5988105458197657949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/10/sud-tirol-2-ricette.html' title='Sud Tirol 2 Ricette'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-6331053154970122210</id><published>2009-10-01T15:23:00.007+02:00</published><updated>2009-10-01T15:43:48.345+02:00</updated><title type='text'>‘Antipasti saltati e tutto il resto del pasto a servire’ cronache dal pianeta B-17 Fortezza Volante e non solo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’implosione dell’umore e l’esplosione del corpo emettono segnali aerei, stavolta anche il suono è stanco di vibrare, alcuni apparecchi riceventi catturano il ring del videocitofono interstellare, lassù nel pianeta B-17 Fortezza Volante rispondono:&lt;br /&gt;‘Fra le tante persone conosciute, su di te avremmo scommesso come quella che avrebbe avuto maggior successo e riuscita nella vita’&lt;br /&gt;La trasmittente ha un groppo latteo in gola ed emette due gocce che non fanno in tempo a rotolare per le guance perché sono raccolte e trasformate in panna morbida e soffice:&lt;br /&gt;‘Puoi avere perso l’antipasto ma ancora devono servire primo, secondo, contorno, dolce, frutta, caffè ed ammazza caffè e sei già seduta ad un bel tavolo apparecchiato da te con tovagliato prezioso, bicchieri di cristallo, ceramica finissima, candele che brillano e musica di sottofondo, prendi posto nella tua vita, il banchetto è appena iniziato. Tu sei l’ospite d’onore della tua vita, invita chi ami e gli altri che non ti interessa lasciali dietro le finestre’&lt;br /&gt;La panna riempie la nebulosa nera del petto, si parcellizza in polvere interstellare e gas che si concentra al centro e comincia a tracciare il profilo di una stella luminosa.&lt;br /&gt;Le trasmissioni del B-17 si affievoliscono perché il tempo trascorre anche nelle galassie.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;‘Sursum Corda’ &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri apparecchi funzionano, Hermes ha portato tutto alla Stella Polare e il &lt;strong&gt;Big Bounce&lt;/strong&gt;* dà inizio al solletico ai piedi, alle carezze di cuscini, a locuzioni piccole ma fortissime, a virtuali calci accettati con gioiosa partecipazione, tutto consolida l’ amnesia cosmica di quella parte di universo che di giorno a volte mi schiaccia.&lt;br /&gt;‘Gli alieni sono loro, gioca con le loro carte e non scoprire il tuo gioco'&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un altro grumo latteo si scioglie. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi affaccio un attimo verso l'Universo esterno, respirando l'aria cosmica, rimango piantata coi piedi per terra, c'è altro fuori e ho i messaggi di ritorno in memoria.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SsSvghARB-I/AAAAAAAAAJY/0r_PBbbJQ_s/s1600-h/300px-Universum.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387624027392116706" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 234px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SsSvghARB-I/AAAAAAAAAJY/0r_PBbbJQ_s/s320/300px-Universum.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Universum:&lt;/strong&gt; xilografia di C. Flammarion, Parigi 1888. Colorazione: Heikenwaelder Hugo, Vienna 1998.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* teoria cosmologica elaborata dal fisico Martin Bojowald&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-6331053154970122210?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/6331053154970122210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=6331053154970122210' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6331053154970122210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6331053154970122210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/10/antipasti-saltati-e-tutto-il-resto-del.html' title='‘Antipasti saltati e tutto il resto del pasto a servire’ cronache dal pianeta B-17 Fortezza Volante e non solo'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SsSvghARB-I/AAAAAAAAAJY/0r_PBbbJQ_s/s72-c/300px-Universum.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-629366701178413431</id><published>2009-09-30T21:55:00.003+02:00</published><updated>2009-09-30T22:12:54.585+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>cielo grigio su</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;cosa è la felicità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;felicità è un nome pieno e vuoto di significato come sincerità, peccato, dolore e tutti i concetti generali che sono nel nostro vocabolario. Felicità è dimenticarsi che c'è il cielo grigio milano perchè dentro hai il sole, felicità è essere felice di bere il latte col caffè la mattina con i tuoi tre biscotti integrali, è scrivere su un foglio bianco pensieri che si affollano nella mente e scivolano dolci sulla carta, bere un bicchiere di acqua frizzante dopo un ala di pollo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa fa la felicità? levare la patina di pece che avvolge i simulacri di uomini griffati che si aggirano su tacchi a spillo e vestiti gessati di questo posto. E' camminare per i corridoi moquettati di blu dell'ufficio senza dovere respirare mefitiche arie che passano per il cavo orale, è liberarsi dai miasmi dell'ipocrisia di manichini robottizzati.&lt;br /&gt;E' pensare di non essere soli a Nord di questa porzione minima di mondo quando i tuoi affetti sono a Est, Sud, Nord Ovest, Nord est, Sud Ovest e Sud Est ma non nel tuo Nord.&lt;br /&gt;E' vedere le vesti stracciate di milioni di ipocriti per terra e loro che vengono derisi per la loro verminale nudità e non per la sensazionalità del loro falso gesto.&lt;br /&gt;E' respirare un' aria che qui non c'è, qui la convenzionalità della parola aria è solo malattia del pensiero marcescente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La felicità non è odiare il sistema che ti circonda e di cui non vuoi e non puoi fare parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La felicità è liberta del pensiero, non il gesto mummificato ed ingessato della quotidianeità amorfa di queste teste coronate. la felicità è vedere i Prigioni che tentano da secoli di liberarsi dalla materia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la felicità è domani, almeno per oggi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-629366701178413431?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/629366701178413431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=629366701178413431' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/629366701178413431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/629366701178413431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/09/cielo-grigio-su.html' title='cielo grigio su'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3973317180989460689</id><published>2009-09-21T20:47:00.001+02:00</published><updated>2009-09-22T23:32:33.619+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Luis Vuitton e tanti piani di morbidezza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;'Scusate se mi intrometto'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'....NO NO e NO, non se'&lt;br /&gt;'Ah, hai ragione. Ricomincio'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Scusate quando mi intrometto'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ti parlano nel silenzio parlato dell'intimo momento della giornata, dopo l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;atto &lt;/span&gt;topico della concentrazione e del successivo rilassamente, i fogliolini della carta igienica comprata all'Hard Discount. Cercano di non grattare  dandoti quel brivido apparentato all'effetto carta vetrata numero zero. Loro sì che sono delicati, è la provenienza dalla povertà, è l'umiltà del lavoro che li spinge a fare il meglio possibile anche se la forza loro impressa non può essere gestita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Arrivo, arrivo quante storie - uffa! per quanto valgo dovere fare un ingloriosa fine. Ahi, porca miseria e fai piano quanto strappi, fai male Britney, e poi dico fai il conto $2.500 di rotolo, se usi già tre fogli ma non facevi prima ad asciugarti con 10$ alla volta? Io, al contrario del biglietto verde sono chic, di classe, con colori moda ma dai su asciugati con i soldi e lasciami qui in bella vista.''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così invece urla un foglio di carta igienica Louis Vuitton ai glutei ed oltre della nota Spears che non si fa mancare nulla ma proprio nulla neanche gli insulti a chi muore di fame.&lt;br /&gt;Perchè quei fogli di carta igienica, come tutti quelli che li comprano, non hanno rispetto nè del loro fine nè di niente in generale, neanche dello stupore di chi, come scrive, non avrebbe mai immaginato dell'esistenza di carta igienica griffata.&lt;br /&gt;Il massimo del lusso a cui l'immaginazione della sottoscritta arrivava erano i dieci piani di morbidezza. Povera illusa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3973317180989460689?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3973317180989460689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3973317180989460689' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3973317180989460689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3973317180989460689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/09/luis-vuitton-e-tanti-piani-di.html' title='Luis Vuitton e tanti piani di morbidezza'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3183484642712052108</id><published>2009-09-17T20:49:00.001+02:00</published><updated>2009-09-17T20:53:58.832+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>La fila dei serpenti che si prendono a calci in gluteo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cina: un cinese si trova un serpente dentro il letto, lo prende a randellate sul muso, ne provoca l’ovvio decesso e poi si accorge che il serpente ha un piede. Stupore e meraviglia, lo mette sotto spirito e lo consegna alla scienza, stupefatta.&lt;br /&gt;Non capisco cosa ci sia di strano, forse in Cina è insolito vedere serpenti coi piedi ma Milano è piena, pienissima,  io li vedo ogni giorno: dopo avere avvelenato l’ambiente circostante si infilano nel letto di qualcuno, e di più! cari erpetologi, le loro abitudini vanno studiate: sono loro che prendono a randellate sul muso chi si mette sulla loro strada e, se per caso uno di questi potenti serpenti dovesse rassegnare le dimissioni per piccole ed insignificanti porcate, come è accaduto allo splendido brizzolato, Mr Bilionaire detto Pantofolina che uccide, siate sicuri ma veramente sicuri che li ritroverete avviticchiati su altra e ben più prestigiosa poltrona. Una buffa abitudine che ho notato in questa categoria rettile è che i serpenti con i piedi si mettono in fila, dandosi le spalle, il più forte in fondo alla fila dà il via e questi si cominciano a prendere a calci nei glutei (perché hanno pure un gluteo pazzesco) fra loro, per spingersi sempre più in alto e a volte, raramente, per fare del male al loro simile.&lt;br /&gt;Sempre in tema di animali: Mambo è stato dato alle fiamme, si è spento da solo, è stato curato, è andato in tribunale e ha visto condannare l’ animale  a due zampe che per noia gli aveva dato fuoco. Sono contenta per Mambo e sono strafelice che abbiano condannato in modo esemplare una dei due suoi aguzzini, gente seria i francesi, ma la domanda è: chi riesce a portare in tribunale quelli che bruciano il volto delle donne con l’acido?&lt;br /&gt;In questo mondo di lupi uno si ingegna come può con fantasia ed estroversione: la nota Daddario insegna che, oltre ad usare il suo corpo come salvadanaio, quindi guadagnar risparmiando  nel classico modo da tutti conosciuto e cioè attraverso la fessura, anche una guepiere può essere usata come ferma soldi (solo spicci eh, un milione di euro) facendo guadagnare per il fastidio vasocostrittorio ben 10.000 euro e siccome, notizia scientifica di oggi, contare i soldi riduce il dolore, fa sentire meno soli in questo mondo pieno di commessi viaggiatori, perché non provarci?&lt;br /&gt;E se malauguratamente qualcuno vi dovesse fermare alla polizia di frontiera, arrossite più che potete, sarete perdonati molto più facilmente poiché nell’immaginario di chi vede il rossore, il subconscio lavora producendo tenerezza e propensione al perdono. Se va male c’è sempre il salvadanaio. Nel caso specifico si risparmierà la prigione.&lt;br /&gt;Un’ ultima notazione. Chi legge Kafka sviluppa maggiormente le strutture cognitive, io ho letto avidamente Kafka da adolescente, era il mio autore preferito, mi avrà reso più intelligente ma ci sono volte che, davvero, vorrei non ‘cognoscere’.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3183484642712052108?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3183484642712052108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3183484642712052108' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3183484642712052108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3183484642712052108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/09/la-fila-dei-serpenti-che-si-prendono.html' title='La fila dei serpenti che si prendono a calci in gluteo'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5305584784240609542</id><published>2009-09-03T09:36:00.001+02:00</published><updated>2009-09-08T22:57:48.759+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>The Mayonnaise Jar and 2 CUPS OF COFFEE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SqaAVt5UzEI/AAAAAAAAAJQ/WnAEXOqUFrE/s1600-h/happygolf_id699349_jpg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5379127915526278210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 132px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SqaAVt5UzEI/AAAAAAAAAJQ/WnAEXOqUFrE/s200/happygolf_id699349_jpg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;When things in your life seem almost too much to handle, when 24 Hours in a day is not enough, remember&lt;br /&gt;The mayonnaise jar and 2 cups of coffee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A professor stood before his philosophy class and had some items in front of him. When the class began, wordlessly, he picked up a very large and empty mayonnaise jar and proceeded to fill it with golf balls.&lt;br /&gt;He then asked the students if the jar was full. They agreed that it was.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;The professor then picked up a box of pebbles and poured them into the jar.He shook the jar lightly. The pebbles rolled into the open areas between the golf balls.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;He then asked the students again if the jar was full. They agreed it was.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;The professor next picked up a box of sand and poured it in to the jar. Of course, the sand filled up everything else. He asked once more if the jar was full. The students responded with an unanimous "yes."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;The professor then produced two cups of coffee from under the table and poured the entire contents into the jar, effectively filling the Empty space between the sand. The students laughed.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"Now," said the professor, as the laughter subsided, "I want you to recognize that this jar represents your life.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;The golf balls are the important things - God, family, children, health, friends, and favorite passions, things that if everything else was lost and only they remained, your life would still be full.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;The pebbles are the other things that matter like your job, house, and car.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;The sand is everything else: the small stuff.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"If you put the sand into the jar first," he continued, "there is no room for the pebbles or the golf balls. The same goes for life. "&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;&lt;b&gt;If you spend all your time and energy on the small stuff, you will never have room for the things that are important to you.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;So...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;&lt;b&gt;Pay attention to the things that are critical to your happiness.&lt;/b&gt; Play with your children. Take time to get medical checkups. Take a break from the news! Take your partner out to dinner. &lt;b&gt;Play another 18.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;Take care of the golf balls first - the things that really matter. &lt;b&gt;Set your priorities. &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;The rest is just sand.&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;One of the students raised her hand and inquired what the coffee represented.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;The professor smiled. "I'm glad you asked. It just goes to show you that no matter how full your life may seem, there's always room for a couple of cups of coffee with a friend."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il barattolo di Maionese e due tazze di caffè.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quando le cose nella vita sembrano impossibili da gestire, quando 24 ore al giorno non ci bastano, ricordati del barattolo di maionese e di due tazze di caffè... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Un professore era in piedi davanti alla sua classe di filosofia con degli oggetti sul tavolo, quando inizia l’ora senza dire parola prende un grande barattolo di maionese vuoto e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d'accordo e dicono di sì. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Così il professore prende una scatola piena di sassolini e la versa dentro il barattolo di maionese, lo scuote un po’ ed i sassolini riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il professore chiede nuovamente agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di sì. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Poi il professore prende una scatola piena di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Questa volta gli studenti rispondono con un sì unanime. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il professore tira fuori due tazze di caffè da sotto il tavolo e le versa dentro il barattolo riempiendo tutti gli spazi ancora vuoti tra la sabbia. Gli studenti scoppiano a ridere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quando la risata finisce il professore dice: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;"Questo barattolo rappresenta la vita. Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l'amore e le cose che ci appassionano. Sono quelle cose per cui, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora e sempre piene.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;I sassolini sono altre cose che sono importanti come il lavoro, la casa, la macchina. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto né per i sassolini né per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Se utilizziamo tutto il nostro tempo e le nostre energie nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Per cui fate attenzione alle cose che sono cruciali per la vostra felicità:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; giocate con i vostri figli, prendetevi il tempo per controllare la Vostra salute, andate a cena con il vostro partner a cena, prendetevi una pausa e ‘&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;giocatevi altre 18 buche’&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ci sarà sempre tempo per pulire la casa o per fare delle riparazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Occupatevi prima delle palline da golf, delle cose che realmente sono importanti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Stabilite le priorità: il resto è solo sabbia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;.''&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il professore sorride e dice: "Sono contento che tu mi faccia questa domanda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E' solo per dimostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la tua vita,c'è sempre posto per una tazza di caffè con un amico ..."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5305584784240609542?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5305584784240609542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5305584784240609542' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5305584784240609542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5305584784240609542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/09/please-share-this.html' title='The Mayonnaise Jar and 2 CUPS OF COFFEE'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SqaAVt5UzEI/AAAAAAAAAJQ/WnAEXOqUFrE/s72-c/happygolf_id699349_jpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-31096922059276219</id><published>2009-08-31T22:53:00.000+02:00</published><updated>2009-09-07T22:56:05.024+02:00</updated><title type='text'>penso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;che la storia si ripete, Vico aveva ragione, le curve sinusoidali si ripetono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse quando si arriva in cima, se si ha il coraggio di prendere uno slancio ci si può buttare sotto e sicuramente il paracadute si aprirà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roxi baby hai ragione. NMM.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest' anno sarà l'anno delle decisioni. E la vita si rivoluzionerà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-31096922059276219?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/31096922059276219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=31096922059276219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/31096922059276219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/31096922059276219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/08/penso.html' title='penso'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3979665119477361034</id><published>2009-08-23T22:56:00.001+02:00</published><updated>2009-09-07T23:11:53.970+02:00</updated><title type='text'>Palermo</title><content type='html'>non la puoi capire se non ci sei nato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non sei abituato ai suoi suoni vocali sgraziati e ai suoi modi di fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho trovato Palermo abbandonata sarà per il senso di Cammarata della neve ma quando la rivivi ci sono episodi impagabili.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo un'estenuante partita di sudoku, quando finalmente il sonno si impadronisce di me, insonne per eccellenza, e allungo la mano per spegnere la luce sento un rombo di motorini, nel palazzo accanto al mio si svolge una scena madre di due ragazzi che litigano, lui inferocito, lei che rientra a casa, gli amici di lui che lo esortano ad andare via, I motorini che ruggiscono  nella notte e i cani che cominciano a latrare sempre e sempre di più, la sinfonia prosegue per circa un'ora e poi finalmente di nuovo il silenzio.&lt;br /&gt;Riprendo il sudoku, mi abbandono di nuovo al sonno e da lontano si sente di nuovo il borbottio dei cinquantini all'attacco.&lt;br /&gt;Lui si ferma sotto casa di lei, la invita a scendere più e più volte con veemenza sempre più accesa, i cani riprendono il loro concerto disturbati nel sonno. Lei non scende, il padre non vuole e lui continua all'infinito a ripetere 'Scendi, scendi'. Il fragore è massimo, ampliato dal silenzio della notte. In un millesimo di secondo di silenzio, nella pausa che la spalla fornisce al comico per rendere perfetta la battuta si sente la voce profonda bassa e roboante di un palermitano DOC:&lt;br /&gt;'OOHHHHHHH CI AVETE SCASSATO LA MINCHIA'&lt;br /&gt;Tutto tace improvvisamente, i cani, le voci e anche il lieve stormire delle foglie.&lt;br /&gt;Le comparse vanno via col silenziatore e tutto ritorna notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è Palermo!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3979665119477361034?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3979665119477361034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3979665119477361034' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3979665119477361034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3979665119477361034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/09/palermo.html' title='Palermo'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2767850117090040060</id><published>2009-08-05T15:16:00.002+02:00</published><updated>2009-08-05T15:18:07.589+02:00</updated><title type='text'>coming soon</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;lo so che è passato più di un mese, ma ci sono, ho molto da scrivere, trascrivere solo che non ho avuto tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BUGIA: non l'ho fatto e basta adesso valigina e partenza ci si rivede il prima possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a chi ha scritto :)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2767850117090040060?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2767850117090040060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2767850117090040060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2767850117090040060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2767850117090040060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/08/coming-soon.html' title='coming soon'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-251543457693695772</id><published>2009-06-30T20:52:00.001+02:00</published><updated>2009-06-30T22:58:24.142+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>... i lunedì</title><content type='html'>Anche i lunedì possono essere perfetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sempre lo sono ma quando capitano quelli giusti, perfetti anche le piccole preoccupazioni spariscono e ti godi le vibrazioni che vengono da ritrovate ed intense emozioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lunedì perfetti vibrano e fanno tintinnare le corde del piano accordate per evitare che le corde si sclerotizzino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parte dagli esercizi di Hanon per cercare di non sbagliare più e poi improvvisamente le dita scivolano sui tasti bianchi e neri e si ricompone una melodia nuova e s/conosciuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, ci sono dei lunedì perfetti. E ti senti parte di un progetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-251543457693695772?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/251543457693695772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=251543457693695772' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/251543457693695772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/251543457693695772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/06/i-lunedi.html' title='... i lunedì'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-9174697323864799439</id><published>2009-06-26T00:03:00.005+02:00</published><updated>2009-06-26T01:03:12.553+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gocce'/><title type='text'>temporale</title><content type='html'>C'è un bellissimo temporale lì fuori,&lt;br /&gt;le unghia affilate graffiano la pancia pesante e gravida del cielo lasciando segni bianchi&lt;br /&gt;sulle sue carni nere che si lamentano del dolore in ruggiti continui&lt;br /&gt;emettendo lacrime grosse come noccioline,&lt;br /&gt;lacrime copiose e disperate che si schiantano sul piede del cielo e lo raffreddano,&lt;br /&gt;caldo e gonfio com'è,&lt;br /&gt;costretto,&lt;br /&gt;fino a qualche passo fa, da calde scarpe afose chiuse da lacci brucianti di raggi solari.&lt;br /&gt;Adesso che tutto è coperto di lacrime il respiro del mondo diventa fresco, la polvere dell'uomo affoga nelle pozze tracimanti.&lt;br /&gt;C'è un bellissimo temporale lì fuori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-9174697323864799439?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/9174697323864799439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=9174697323864799439' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/9174697323864799439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/9174697323864799439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/06/temporale.html' title='temporale'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8004534198192008498</id><published>2009-06-24T19:03:00.001+02:00</published><updated>2009-06-26T01:08:57.563+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ufficio e Lavoro'/><title type='text'>Se le anatre fanno mobbing</title><content type='html'>Illuminante.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.corriere.it/cultura/09_aprile_27/giordano_0e575e6c-3308-11deb34f00144f02aabc.shtml&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8004534198192008498?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8004534198192008498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8004534198192008498' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8004534198192008498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8004534198192008498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/06/illuminante.html' title='Se le anatre fanno mobbing'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-6352018910413125787</id><published>2009-06-15T20:14:00.002+02:00</published><updated>2009-06-15T20:26:39.850+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>post manifestazione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so più come mi chiamo, la stanchezza ha cortocircuitato (???) le mie sinapsi, connessioni neurali pari a zero, sonno cronico e visto che ci siamo un attacco di cistite ed un inizio di herpes però va tutto bene sul ponte dei mari e devo dire anche a corso Italia Ovest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No!!! non sono uscita fuori di testa o comunque non ancora, sono i nomi dati alle strade della fiera dove tutto si è svolto abbastanza bene. fare, affronatre la manifestazione, mesi e mesi di duro lavoro per 4 giorni di mostra. Mi ha ricordato la sensazione del teatro, prove fino alle due di notte e poi vai in scena un sabato ed una domenica ed il venerd' se ti va bene. Poi? PUFF, finiti, svanito, qualche foto qualche articolo sul giornale e quattro righe da mettere sul curriculum. Con questa fiera in realtà rimane anche una gran quantità di cibo dentro il frigo ma anche quello sparisce dal frigo e si piazza su fianchi, cosce e sedere. A perenne ricordo!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà sono soddisfatta, contenta, tranne qualche piccolo problema sono orgogliosa di come è andata, a discapèito delle guerre e delle coltellate alle spalle, della gloria che si prendono gli altri, del carro dei vincitori così pesante adesso da spaccare le assi delle ruote e prima così leggero che volava ad ogni soffio di vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' sempre così, il merito non è mai o quasi mai di chi fa ma di chi non fa e fa lo splendido splendente perchè ne ha il tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAAAAA who's care?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo dico adesso in realtà mi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;care&lt;/span&gt; eccome se mi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;care.&lt;/span&gt; A breve si deciderà il destino e di nuovo maaaaaaa farò delle domande, mi farò delle domande, farò altre domande anche a chi non se le aspetta e aspetterò anche le risposte e poi finalmente me le darò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se mi va bene mi darò licenza di tagliare rami secchi, arare la terra, concimarla e vedere nascere nuovi frutti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-6352018910413125787?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/6352018910413125787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=6352018910413125787' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6352018910413125787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6352018910413125787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/06/post-manifestazione.html' title='post manifestazione'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2871844287837098162</id><published>2009-05-26T23:14:00.003+02:00</published><updated>2009-05-28T00:09:49.048+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>Immaginazione</title><content type='html'>Ad un amico che conosco leggendo, immagino:&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' l'angolo? la sponda del letto che è scomoda? Non lo so ma non mi muovo, non mi sposto, non posso più farlo. Paralizzato da un vuoto imperante. 'Perché' è un martello che bussa impertinente alle soglie dello stomaco vuoto come il bicchiere svuotato della mia anima?  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dove posso bere per placare la sete di amore che provo guardando questo letto vuoto?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dove trovo una pozza d'acqua foss'anche piena di fango? sarebbe pur sempre acqua da bere? Acqua torbida del mio quotidiano con faccine dolci che mi salutano?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La pozza, lo specchio d'acqua posso trovarlo in un altro mondo? nell'altro mondo dove la sete la sentono sulle labbra riarse dal sole e dalla fatica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Confonderò il mio fiato spezzato col fiato spezzato di nuovi visi affacciati da poco su una vita che già si presenta grama. Farò percolare il mio dolore in piccoli rivoli paragonati a quelli grande della povertà. Semplicità cerco per tornare a sorridere in mezzo ai sorrisi semplici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;'Perchè' martellerà ma sarà attutito dal pensiero di occuparmi di qualcuno dato che il mio qualcuno non è più su questo letto vuoto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2871844287837098162?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2871844287837098162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2871844287837098162' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2871844287837098162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2871844287837098162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/05/immaginazione.html' title='Immaginazione'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3336503990152603994</id><published>2009-05-24T21:57:00.001+02:00</published><updated>2009-05-27T23:51:42.209+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>Le partenze</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le partenze non sono facili per chi resta coi pensieri che si affollano per la testa facendo perdere la rotta, impigliati nei capelli scompigliati dal vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le strade sono deserte di solitudine e le sedute sono piene di niente, nel singhiozzo del pensiero queste si riempiono di fantasmi di una parte di vita da cui si è fuori. Questioni di segreti spazi, salti temporali e vite in universi paralleli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole è caldo, bacia la pelle diafana, l'aria è un fon caldo impazzito.&lt;br /&gt;Impazziti sono i pensieri che alla fine conducono al fresco di una caverna di cemento e lamiera dove lascerai il cavallino a dondolo a riposare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto poi torna su due gambe che percorrono sempre le stesse strade mentre altre sono di nuovo molto più in là del passo che ritma la vita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3336503990152603994?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3336503990152603994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3336503990152603994' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3336503990152603994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3336503990152603994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/05/le-partenze.html' title='Le partenze'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3046108475749049107</id><published>2009-05-20T22:36:00.000+02:00</published><updated>2009-05-27T22:39:38.024+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>relazionando</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;lo dico orgogliosa. E' andata bene. Stavano tutti lì a sentirmi, andavo a braccio e nonostante le foto non si riuscissero a vedere ho maneggiato la situazione bene e mi hanno chiesto di farlo un' altra volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;grazie ai miei genitori, grazie a me e grazie di nuovo a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Normalmente non sono così ma sono contenta di avere avuto una soddisfazione in giornate in cui di soddisfazioni ce ne sono poche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto è avvenuto in una bella settimana, riempita, fra l'altro, di persone che amo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due anzi tre yahoo per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3046108475749049107?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3046108475749049107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3046108475749049107' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3046108475749049107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3046108475749049107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/05/relazionando.html' title='relazionando'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5348725963990747436</id><published>2009-05-18T23:59:00.003+02:00</published><updated>2009-05-19T00:03:23.850+02:00</updated><title type='text'>Evoluzioni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nulla di buono ovviamente ma resistiamo con i coltelli fra i denti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi l'ennesimo diaframma tirato giù  dal mio passato, tensioni e angoli in cui mi metto per evitare imbarazzi e per non impedire amicizie ed incontri. chissà quando qualcuno mi tirerà fuori dall'angolo di cendo che ci sono anche io nella sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque mercoledì dovrei fare una cosa che mi piace e per cui ho studiato e per cui i miei mi incoraggiano da una vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi vuole alla cattolica a mezzogiorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e quando recupererò una parte di me tornerò a scrivere di molte molte molte cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notte naviganti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5348725963990747436?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5348725963990747436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5348725963990747436' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5348725963990747436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5348725963990747436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/05/evoluzioni.html' title='Evoluzioni'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-6758346235593517624</id><published>2009-04-13T23:45:00.003+02:00</published><updated>2009-04-26T16:57:01.157+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>13 Aprile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è ancora Saturno che gira sui miei capelli, si incastra sui ricci e quando prova a uscire me li strappa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ognuno di noi è messo alla prova, sempre costantemente. Non c'è un limite alla felicità, non c'è un limite agli esami, non c'è un limite alla vita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono cambiamenti a cui non ci si può sottrarre o forse si. Ci sono cose che ti costringono a trovare soluzioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cambierò se c'è da farlo, quello che desidero è avere qualcosa di profondamente mio da tenere legato a me, alle viscere e al cuore e quello che temo è che ci sia l'ennesimo strappo alle budella.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ognuno porta con sé ciò che è, ciò che è diventato, ognuno sa i geni che ha. Ognuno ha un destino, così io. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ognuno ha le sue benedizioni, ognuno ha le sue maledizioni. Troverò la formula per disincantarle le mie maledizioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-6758346235593517624?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/6758346235593517624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=6758346235593517624' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6758346235593517624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6758346235593517624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/04/13-aprile.html' title='13 Aprile'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1202076998595820991</id><published>2009-04-04T21:14:00.003+02:00</published><updated>2009-04-26T16:36:15.021+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se e il tempo'/><title type='text'>Modifiche temporali alfabetiche</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diamo un senso a quello che vediamo, legati ad un alfabeto incatenato ma se in quella catena di vita si applica una cesura temporale voluta, desiderata, inattesa la sequenza delle lettere si interrompe e si inanella una lettura inusuale. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'ora taglia una lettera, un'ora fa saltare una d ed unisce una C ed una E, trasformandole in maiuscole che si stagliano su un letto di lettere minuscole. Nella fusione CE un momento di ritrovata vita parallela in un paesaggio di universo che gli scorre accanto con cieli stellati, frange di stelle comete che si polverizzano in batuffoli dorati ed inconsistenti. Fuori dal tempo ordinario, inchiodati gli occhi nelle pupille si sentono i fremiti degli aliti della giovinezza, un giro di do di una chitarra che vibra sull'acqua del mare, si percepiscono i guaiti di una sirena d'allarme di una corda tagliata troppo presto, in un'ora ci si chiede perché e se, perchè e se perdono di consistenza quando la pelle si intreccia fra le rughe delle nocche. Non ci sono rughe nel tempo dell'anima. Scintille di sguardi accendono fuochi d'artificio le cui luci di ricaduta bruciano le vesti alla parola arrivederci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una strada d'asfalto dilata il tempo della vita e fa rimbalzare la lettera d al suo posto, lì dove è sempre stata perché è lì che in questo mondo doveva essere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'ultimo e laterale universo che ho conosciuto, la C è vicina ad un E, ma in quell'universo, forse, in una contrazione del tempo, di un'ora di batuffoli dorati, la C sarebbe stata vicina ad una P e poi ad una M e ad una N.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma tutto questo è solo un universo parallelo di cui noi umani non sappiamo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1202076998595820991?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1202076998595820991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1202076998595820991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1202076998595820991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1202076998595820991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/04/modifiche-temporali-alfabetiche.html' title='Modifiche temporali alfabetiche'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8411607306084211613</id><published>2009-03-31T22:03:00.004+02:00</published><updated>2009-04-01T23:12:53.224+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Indignazione</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stamattina ho letto una notizia che mi ha lasciato di stucco: una legge in Afganistan obbligherebbe le mogli ad avere rapporti sessuali anche non consensuali con il marito (=VIOLENZA LEGALIZZATA) e vieta loro di cercare lavoro, istruirsi o farsi visitare da un medico, senza aver prima il permesso del consorte. Come se non bastasse affida al padre o al nonno, se il padre non può, la custodia dei figli in caso di separazione della coppia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo anche una dichiarazione del leader del partito politico hazara, Ustad Mohammad Akbar, che dice:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Gli uomini e le donne hanno gli stessi diritti in base all'Islam, ma ci sono differenze nel modo in cui sono stati creati la donna può rifiutare di avere rapporti sessuali con il marito se è indisposta o ha un'altra ragionevole "scusa"»&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;SCUSA. SCUSA! SCU-SA?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scusa ma non ho capito bene 'Gli uomini e le donne hanno gli stessi diritti'? scusa ma l'apice di un rapporto non è fare l' amore insieme? Scusa ma violenza fa rima con coscienza? Scusa ma una ragionevole scusa è non avere i lividi delle botte addosso, è non provare terrore se ti si avvicina l'uomo con cui dovresti dividere la tua vita? Scusa ma vi siete bevuti il cervello? Scusa ma io non credo che Allah, nè Maometto intendessero per parità 'ti prendo quando ne ho voglia e stai zitta perchè tanto sei un pezzo di pollo da sfilacciare per la mia insalata? scusa ma credi che qualsiasi altro profeta o Dio possa confondere la violenza con l'amore, scusa ma il giogo non annulla il rispetto? la violenza non annienta la dignità?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scusa ma ti pare giusto che il tuo presidente per garantirsi un pò di consensi della tua minoranza sciita condanni generazioni di donne e di riflesso di uomini alla legalità della violenza? Cosa? Ah! non è detto che le violentino. Certo ma se anche non le violentassero (è violenza &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;SEMPRE&lt;/span&gt; QUANDO NON C'E' IL CONSENSO) negare loro le cure, l'istruzione, lavorare o negare loro i figli non è anche questa una forma di violenza terribile, disperante, asfissiante?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scusa non dico che in Italia siamo dei tocchi di santi visto che ogni giorno c'è una media di due stupri compiuti da estranei e uno da parenti/mariti/amici di famiglia e se parliamo della Spagna le statistiche aumentano soprattutto all'interno delle mura domestiche e così anche in tutti gli altri paesi, scusami questo lo so ma almeno i 'mostri' li stigmatizziamo, li puniamo (dovremmo!!!) non li legalizziamo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso scusa ma spero che la legge non venga approvata per una promessa elettorale, e spero che il mondo 'civile' che ha alzato giustamente scudi e bandiere per la guerra di Gaza, seppur dimentica dei bambini morti in Darfur, dei bimbi morti in Somalia, delle giovani generazioni morte di fame, malaria  e stenti, anche se, stavolta non c'è una ideologia dietro cui rifugiarsi e vantarsi e gonfiarsi il petto, dico, SCUSA spero si indigni. Scusa ma questo me lo aspetto, se no noi facciamo leggi ideologiche che ci violentano e decidono un perenne 'ius primae noctis' sulla coscienza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E scusa se ti ribadisco due o tre concetti IO DONNA, da donna fortunata quale sono perchè cresciuta nel rispetto e rispettata: la donna è uomo, una donna ha generato Maometto, una donna ha generato Gesù Cristo, una donna è tua madre, quella che ti accarezza mentre piangi, mentre ti asciuga le ferite mentre le sue sanguinano, quella che piangerai in segreto quando non ci sarà più, una donna è la tua vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricorda  la donna è il cucchiaio di Dio, raccoglie il brodo primordiale della vita e dà sostentamento. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, ti prego, non addurre più 'scuse' alla tua malevole misoginia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_31/afghanistan_legge_stupro_matrimonio_66612000-1de3-11de-84d3-00144f02aabc.shtml&lt;br /&gt;http://www.guardian.co.uk/world/2009/mar/31/hamid-karzai-afghanistan-law&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8411607306084211613?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8411607306084211613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8411607306084211613' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8411607306084211613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8411607306084211613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/indignazione.html' title='Indignazione'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1917595176896465721</id><published>2009-03-29T21:35:00.005+02:00</published><updated>2009-03-29T23:20:32.912+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>Centenario Futurista</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Visto che pioveva tanto, visto che la schiena non mi faceva poi così tanto male, visto che c'ero mi sono infilata dentro un' altra mostra. Altro giro, altra corsa e che corsa. Di corsa attraverso la velocità, il movimento, la genialità, la lettura scomposta della realtà passando dalla visionarietà del dissolvimento di linguaggi convenzionali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo trentennio del '900 percorso da correnti e scariche elettriche sconvolgenti per le arti e anche per i mestieri attraverso 400 opere mozzafiato e sconvolgenti per la loro rivoluzionaria inventiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Metti nello shaker le nuove scoperte scientifiche sull'uso del colore, l'impressionismo francese con la derivazione del puntinismo, traslocale in Italia e dalle il nome del divisionismo in cui i puntini diventano filamenti frastagliati che invece di accostarsi spesso si sovrappongono. Posa lo shaker giù e versa su una tela, stendi la matassa di fili lucenti, aggiungi una spruzzata di Simbolismo, dagli il cognome di Previati e il nome di '&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Maternità'&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc_SqyvBBcI/AAAAAAAAAIo/ZUdAMwxs6Bc/s1600-h/Maternit%C3%A0+Previati.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 84px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc_SqyvBBcI/AAAAAAAAAIo/ZUdAMwxs6Bc/s200/Maternit%C3%A0+Previati.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318701317563155906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;siediti un attimo sull'unico sgabello circolare imbottito davanti a questo grandioso quadro e sorseggia la spinta ascensionale dei fili d'erba che in piccole zone terminano e si arrotondano nella fioritura dei fiori violetti e che in altre proseguono la corsa fino alle ali dei possenti angeli mentre le linee si curvano a proteggere la figura ovale della donna madre che culla il suo figlio, tuorlo di un movimento dal colore albumina che interrompe la corsa verso l'alto nella linea dell'orizzonte spezzata dall' albero di melograno (che ti fa intuire che donna madre è la Madre) e dalla luce abbagliante dello sfondo, in cui le linee seguono altri movimenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parti da questo, sbircia alla dilatazione degli spazi, lascia alla tua volontà la ricostruzione unica del soggetto, bussa alla porta dei giovani Balla, Boccioni e Severini fatti accompagnare nei primi anni del '900 e arrivati al 1909 compra il Le figaro del 20 febbraio e leggi il Primo Manifesto futurista di Marinetti: "... &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla fetida cancrena di professori, d' archeologi, di ciceroni e d' antiquari&lt;/span&gt;"  e visto che ci sei allunga l'udito verso i fremiti storici, economici e scientifici di quegli anni: opposizione alla mercificazione e alla serialità delle opere d'arte in tutte le loro forme, rivendicazione dell'artista come intellettuale, (punto 3 del manifesto: La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno), la nascente arte della fotografia, il cinema, i fermenti di guerra, la velocità, l'industria, i nuovi materiali come acciaio e vetro, il positivismo di Bergson, la teoria della relatività di Einstein, Pirandello con la verità relativa ad ogni singolo soggetto,   il passaggio da ragione-sentimento a conscio-inconscio. Prendi fiato e perdilo davanti all'impressionante, massiccia, potente scultura di Umberto Boccioni, 'Forme uniche della continuità nello spazio' (si, è quella lì, proprio quella delle monetine da 20 centesimi) in cui il corpo a contatto con l'aria viene precisato in forme mosse da un vento invisibile, che plasma, liquefa e condensa. Assapora la genialità di Balla nei Ritmi dell'archetto che riproducono la velocità e la scomposizione del movimento (4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità [...] 5-Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. 6-Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc_iQTrLIzI/AAAAAAAAAIw/eclxQpQ-Tlc/s1600-h/65185.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 146px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc_iQTrLIzI/AAAAAAAAAIw/eclxQpQ-Tlc/s200/65185.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318718454734988082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se cominci a sentire la stanchezza, hai i piedi un pò gonfi e la schiena che ti punge aspetta paziente che si liberi uno dei due puff davanti alla ricostruzione della scenografia meccanica di Balla, Feu d’artifice, a suon di musica di Stravinskij per i balletti russi di Djiagilev, in cui i ballerini non servono ma le luci, il ritmo illumina i volumi scenografici. Quando hai tirato il fiato, sorprenditi dai costumi da teatro di Balla, dal suo paroliberismo, dagli influssi cubisti di Prampolini, Depero e Fillia, fatti spruzzare da un pò di costruttivismo e immergiti nell'areopittura. Ehi metti la cintura di sicurezza perchè se ricordi il punto 11 -Noi canteremo [...] le locomotive dall'ampio petto, [...] &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;il volo scivolante degli areoplani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo[...]&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc_iZkVyEUI/AAAAAAAAAI4/eYj3t0S7R3Q/s1600-h/65187.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 174px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc_iZkVyEUI/AAAAAAAAAI4/eYj3t0S7R3Q/s200/65187.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318718613827490114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il quadro di Crali 'Incuneandosi nell'abitato' ti toglierà il fiato, ti darà la sensazione di quegli Icaro senza ali che è la maggior parte di noi. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;So che adesso sei stanco, ma ti dò uno spunto per sorridere e per riflettere: alla tua sinistra, in un colore celeste improbabile, la riproduzione di una scultura di Renato di Bosso dal titolo Pilota stratosferico. E' del 1938. hai il muscolo corrugatore attivo, ti ricorda qualcuno. Anche a me, vedo che strizzi gli occhi per spremere il cervello. Ecco! Adesso ricordi, il muscolo zigomatico ti allarga il sorriso. E' uguale a Buzz Lightyear di Toy Story.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ok, le luci della ribalta futurista si stanno spegnendo ma c'è un piccolo omaggio in fondo in fondo, prima del corridoio che ti porta all'uscita, ci sono tre Fontana e due Burri. Se ti piacciono goditeli a dispetto dei tuoi piedi agonizzanti, della tua schiena cedente e della stanchezza dilagante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;FUTURISMO - 1909 - 2009 Velocità + Arte + Azione&lt;br /&gt;MILANO, PALAZZO REALE&lt;br /&gt;6 FEBBRAIO al 7 GIUGNO 2009 &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1917595176896465721?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1917595176896465721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1917595176896465721' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1917595176896465721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1917595176896465721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/centenario-futurista.html' title='Centenario Futurista'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc_SqyvBBcI/AAAAAAAAAIo/ZUdAMwxs6Bc/s72-c/Maternit%C3%A0+Previati.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-662888700468345434</id><published>2009-03-29T17:29:00.010+02:00</published><updated>2009-03-29T21:32:12.552+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>E fuori piove</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono appuntamenti a cui non puoi mancare, neanche se Milano decide che deve avere di nuovo i tetti, le strade e i suoi cittadini bagnati fino all'osso. E' un anno piovoso, mettiamo radici e produciamo muschi e licheni ma i fiori sugli alberi ci fanno timidamente sperare che prima o poi i cieli blù cobalto di giovedì scorso si ripresenteranno copiosi ed in fila per due.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Piove più o meno distrattamente, attraverso l'acqua delle pozzanghere per vedere l'acqua dell'arte. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vado a vedere Anima dell'Acqua, da Talete a Caravaggio, da Segantini a Bill Viola. Grondante acqua sfilo accanto ad una fila chilometrica che acqua sfida per vedere la mostra sui Samurai. Piove acqua dentro l'ombrello nero, sgangherato e prestato visto che, grazie alla mia sbadataggine, il mio mini ombrellino azzurro, che dall'acqua ripara solo la chioma, non lo trovo più. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Salgo gocciolante le scale di Palazzo Reale, pago il biglietto e mi incuneo per i percorsi della mostra: gli spazi sono piccoli, stretti e angusti, c'è folla. Accedere alle spiegazioni è difficoltoso così come vedere le opere ma quelle che ci sono, sono talmente belle che ti scordi di tutto il resto. Allo spettatore viene chiesto se l'acqua ha un'anima e a partire dai miti di teogonia acquatica delle antiche civiltà, passando dalle ipotesi sull'origine del mondo formulate dalla filosofia di Omero, Socrate, Platone, Aristotele, e attraverso Bellezza, Viaggio, Morte, Paura Trasformazione e Purificazione la risposta affermativa alla domanda arriva fluida. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'acqua si trasforma, si rigenera, piove dal cielo, 'passa attraverso' così come lo spettatore passa attraverso le sale, strette, labirintiche o ampie come attraverso le anse di un percorso fluviale. (lettura di un concept di mostra a cui invece più prosaicamente la tortuosità è attribuibile alla ristrettezza dello spazio assegnato)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;''Water, is taught by thirst'' dirà Emily Dickinson nella sezione Trasformazione, l'acqua è insegnata dalla sete.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Simbolica sete di conoscenza, inizialmente, che si intuisce dai busti di vari filosofi e di  Talete che ci introduce con il suo pensiero:&lt;br /&gt;Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima.&lt;br /&gt;E’ fiume, è mare, è lago, stagno, ghiaccio e quant’altro.&lt;br /&gt;E’ dolce, salata, salmastra.&lt;br /&gt;E’ luogo presso cui ci si ferma e su cui si viaggia&lt;br /&gt;E’ piacere e paura, nemica ed amica&lt;br /&gt;E’ confine ed infinito&lt;br /&gt;E’ cambiamento e immutabilità, ricordo ed oblio,&lt;br /&gt;Principio e fine.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Acqua archetipo di vita, placenta fertile della Dea madre, elemento femminino per eccellenza, bellezza incontrastata delle grandi Madri di tutta la tradizione mediterranea, sostanza preponderante del corpo umano, alveo di tutte le cose, urna carnale di vita portata da Tuaret, la dea protettrice delle donne incinte con corpo da ippopotamo gravido e coda di coccodrillo, o da Iside che con un liquido magico e terapeutico rigenera il mondo, acqua simbolo di vita ma anche di paura, di morte (L’armadio dell’acqua nera” di Fabrizio Plessi).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Acqua madre di vita, liquido amniotico, fluido nutritivo raccolta in una sala dalle pareti rosse, evocative del ventre, che diventa latte versato dai teneri seni delle Madonne che allattano, nuove dee madri, iconograficamente sdoganate dal Concilio di Efeso e trasformate in Madri di Dio, colte nel gesto supremo di dare la vita dopo il parto, di dare nutrimento e sostanza al Figlio, metafora di tutti figli dell'umanita. Seno rigonfio di latte che si trasformerà da quello della “Madonna dell’Umiltà” di Masolino da Panicale ad Arca dell'alleanza nella Madonna del Parto di Piero della Francesca (non presente in mostra). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Acqua che, come il latte materno, disseta e rigenera, divenendo fonte a cui abbeverarsi, acqua sorgente di amore a cui si appressa la giovane coppia di Segantini ne “L’amore alla fonte della vita'', acqua sorgente di Bellezza eterna, pioggia che dà vita, pioggia dorata di fertilità che inonda la fonte in cui Venere si bagna, fonte fra le pareti degli affreschi pompeiani in cui sembrano vivere i versi allegri degli uccelli mediterranei…l’usignolo, la rondine, la quaglia…nascosti tra le rigogliose fronde delle piante. Ancora fonte di salvezza dalla morte per Ismaele sulla tela di Cantorini "L'arcangelo Michele con Agar e Ismaele nel deserto" o nella statua raggelante per il suo verismo di ''Ismaele abbandonato nel deserto'' di G. Strazza&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;L'importanza dell'acqua per lo sviluppo delle civiltà mediterranee attraverso pezzi archeologici strabilianti come crateri a figure nere e rosse, o letta attraverso le peregrinazioni di Enea, degli Argonauti,  e di Ulisse simbolo del viaggio per eccellenza provato, stremato, assetato di conoscenza e curiosità, ritratto, fermato incorporato nell'attimo in cui le sirene ghermiscono l'anima con il canto in uno struggente, evocativo ed affascinante "Ulisse e le  Sirene" di Herbert Draper. Il mare è distesa enigmatica, inquietante. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc-zUxgeFbI/AAAAAAAAAIY/y-E2FLDgRYo/s1600-h/Sirene+e+Ulisse+di+Herbert+James+Draper.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 165px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc-zUxgeFbI/AAAAAAAAAIY/y-E2FLDgRYo/s200/Sirene+e+Ulisse+di+Herbert+James+Draper.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318666854416127410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La fonte come specchio in cui ci si riflette, ci si trova, ci si perde come Narciso alla Fonte di Caravaggio, immagine di chi va verso le oscure acque della Morte per troppo amore di sè (Chi guarda allo specchio dell'acqua vede per prima cosa, è vero, la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l'incontro con se stesso. C.G. Jung); l’acqua sempre in movimento, permeante si trasforma nuovamente in urna di morte, bara trasparente, grembo materno a cui si abbandoni Ofelia, mai consapevole di sè, destinata a pagare per le colpe altrui con l'oblio della morte. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E l'acqua è ancora il mare con il mito del ratto di Europa e il terribile mito della Gorgone &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc-8DVo1_wI/AAAAAAAAAIg/bXo4ossUfVs/s1600-h/Gorgone.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 192px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc-8DVo1_wI/AAAAAAAAAIg/bXo4ossUfVs/s200/Gorgone.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318676450481929986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mare che nasconde  ansia e paure inconscie: ''Ricordati che i mostri non muoiono, quello che muore e' la paura che incutono'' (prometeo di Cesare Pavese)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Acqua fluviale dei riti abramatici, dell'immersione, del battesimo, della rigenerazione, della purezza che lava i  peccati, che monda le colpe chiude la mostra con quadri, fra gli altri di Mattia Preti e Tintoretto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per chi come me dall'acqua del mare viene, per chi dal mare ha tratto origini, per chi l'acqua del mare la sente dentro, per chi dell' acqua specchio infinito, mutevole e saccheggiato, inquinato, impoverito, martoriato, presente nell'anima anche quando lo sguardo è soffocato dai palazzi, non fa a meno nel pensiero, nel sospiro e nella melanconica nostalgia, per chi ama l'acqua del fiume scorrere, per chi ama gli schizzi dei piedi di un neonato nella vaschetta da bagno, per chi sciupa l'acqua e per chi l'acqua la risparmia,  consiglio di vedere la mostra aperta fino al 13 Aprile. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"E' dall'acqua che tutto scaturisce!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;E' nell'acqua che tutto si conserva!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Oceano,dacci la tua azione eterna.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Se tu non mandassi le nuvole,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Se tu non gonfiassi i torrenti,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;se non portassi acqua ai grandi fiumi,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;che sarebbero i monti,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;le pianure e il mondo?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Sei tu che conservi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;la vita più florida"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Goethe&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Anima dell'Acqua, da Talete a Caravaggio, da Segantini a Bill Viola a cura di Elena Fontanella e Cosimo Damiano Fonseca,la mostra è inserita all’interno del progetto EnergiAcqua ideato e realizzato da Fondazione DNArt condiviso e sostenuto da Regione Lombardia Assessorato alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 10px;"&gt;Palazzo Reale Milano fino al 13 Aprile &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-662888700468345434?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/662888700468345434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=662888700468345434' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/662888700468345434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/662888700468345434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/e-fuori-piove.html' title='E fuori piove'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/Sc-zUxgeFbI/AAAAAAAAAIY/y-E2FLDgRYo/s72-c/Sirene+e+Ulisse+di+Herbert+James+Draper.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-7746633646474238852</id><published>2009-03-25T23:20:00.004+01:00</published><updated>2009-03-29T18:23:59.565+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>Ricettario della Memoria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' accaduto per caso, potrei scrivere, ma sono certa che il caso non esiste e quindi è accaduto perchè doveva accadere. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' ancora febbraio, cammino in quella strada a me così familiare, la strada di e per casa e lo vedo scritto: &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;Ricettario della Memoria, corso di scrittura creativa&lt;/span&gt;. Fremo perché iscriversi, seguendo gli orari della segreteria mi è impossibile, poi prendo il numero e mi dico che devo chiamare. In ufficio vengo risucchiata dal gorgo infernale dei telefoni, delle urgenze, delle emergenze e arrivo a casa stramazzando a  terra dalla stanchezza e fuori tempo per chiamare. Il giorno dopo, fra una fiammata di Lucifero e una punzecchiata di Belzebù, si apre una finestra di razionalità. Compongo il numero, chiedo ed una voce allegra e simpatica (che scoprirò appartenere al corpo di Luciana, la bibliotecaria) mi dice 'Lei è l'ultima, la Ventesima'. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono felice come la Pasqua che verrà. L'ultima!!! mai come in questa occasione un ultimo può essere felice di esserlo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arriva il primo dei quattro mercoledì del corso, pioggia, vento, stanchezza, dimentico di prendere l'indirizzo ma bene o male so dov'è e arrivo zuppa, infreddolita, in leggero anticipo e con un sorriso stampato fra le guance umide.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo di me una signora alta, magra di una certa età, dopo di lei segue una bassina, grassoccia e di una certa età, a ruota un signore, bassino, col viso simpatico e di una certa età, sulla sua scia una donna esile, minuta, con i capelli a crocchia bianchi e di una certa età. Saluto e rimango a pensare cosa sarà. Poi i corsisti diventano sempre più un magma eterogeneo e si inizia un corso che non è come quello che ho immaginato ma è particolare, divertente e interessante soprattutto dal punto di vista umano. Ricco di storie, di giochi 'creativi', di spunti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi tiene il corso è Paola Buonacasa, seguita da un suo numero di fan accanite, è una donna dolce, riflessiva, attenta e gioiosa. Legge brani di libri che associano la creatività alla cucina, al cibo, è un corso che ti fa venire fame, in tutti i sensi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gruppo si disvela solo l'ultimo giorno, giorno in cui tutti avremmo dovuto portare un lavoro (io sono stata trattenuta da Cerbero &amp;amp; Co. e mi sono vergognata come non mai), attraverso il racconto, il Ricettario della Memoria, il gusto dei dolci o delle ricette fatte in casa, i ricordi lontani di due donne-nonne meravigliose ed incredibili ed attraverso quello di tutti quelli che hanno fatto, scritto, impastato, imbottito, siamo arrivati alla fine. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imboccato la strada di casa con la torta alla ricotta della Signora dei taralli neri foggiani e con la promessa del mio racconto di fine corso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-7746633646474238852?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/7746633646474238852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=7746633646474238852' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7746633646474238852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7746633646474238852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/ricettario-della-memoria.html' title='Ricettario della Memoria'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8749882062328645950</id><published>2009-03-24T21:22:00.001+01:00</published><updated>2009-03-29T17:29:24.712+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aforismi'/><title type='text'>Dice Einstein</title><content type='html'>Il ricordo della felicità non è più felicità, il ricordo del dolore è ancora dolore.&lt;div&gt;Vero verissimo, il ricordo della felicità è sospiro, nostalgia per ciò che è stato, rimpianto che sia finito. Il ricordo del dolore è dolore mutato, necessario, utile per apprezzare di nuovo la felicità dimenticata, scrostata dall' affresco dei giorni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io sto restaurando l'affresco, sono stata e sono di nuovo serena, tranquilla, felice. Ho in mano i colori e una sinopia. Procedo con l'ordine  disordinato di una vita in balia del futuro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Adesso la mia felicità non è ricordo, è presente pressante. La vivo nel miglior modo possibile, quando svanirà avrò fatto di tutto per viverla dentro. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8749882062328645950?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8749882062328645950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8749882062328645950' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8749882062328645950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8749882062328645950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/dice-einstein.html' title='Dice Einstein'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2035836127753072325</id><published>2009-03-11T21:25:00.004+01:00</published><updated>2009-03-29T17:09:08.680+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>L' Augusto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è che quando sali sull'autobus e ti siedi in uno dei posti usuali puoi pensare che ti commuoverai fino alle lacrime. Eppure è successo così.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al solito sono con la borsetta di iuta rossa, pesante, a tracolla, l' immancabile zainetto sulle spalle accompagnata dalla mia goffaggine post camminata rapida per salire sul bus ed attraversamento pedonale al limite del suicidio per rincorrere il mio mezzo di trasporto verso l'Inferno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi siedo, mi sistemo, poso, scartoccio il giornale, provo ad aprirlo quando gli occhi mi si bloccano su mani d'uomo macchiate sul dorso, con le unghia quasi piatte, scanalate come le mie, e le dita 'a paletta'. Mi sale dentro un'onda di efferata tristezza, devo girare gli occhi direzione finestrino, li sento pesanti, disastrosamente vicini alla tracimazione, un quadruplo nodo ha chiuso glottide ed epiglottide impedendomi di deglutire. Chiudo gli occhi e le lacrime bruciano il respiro. Poi una voce mi distrae strappandomi via dalla realtà del ricordo e riportandomi alla vividezza del presente. L'uomo di fronte a me, 84 arzilli e lucidi anni, commenta la scadenza dei termini e la scarcerazione di un pericoloso latitante, si indigna, si schifa per l'operato di un giudice che 'non ha avuto tempo'  e ha rimesso in libertà un assassino seriale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Borbotta il suo sdegno, abbandona il suo giornale, avvolge con le sue dita poco mobili, il bastone e gesticola con l'altra. Il suo linguaggio é d'altri tempi, comincio a sorridere, penso fissamente a qualcuno e confondo i suoi tratti somatici con quelli del ricordo del mio gentiluomo. Gli chiedo di dov'è e lui mi dice che è a Milano dal 1943, che ancora si sente l'accento della terra di provenienza ma che a sua sorella rinnega il suo luogo di nascita: la Calabria, la Calafganistan, come la definisce lui. E' stato un venditore d'auto e si è goduto la vita, ha avuto un'amante dalla quale ha avuta una 'bambinetta' rimasta orfana della madre presto e di cui si è preso cura economicamente, presentandosi alle ricorrenze come un amico della nonna, l'ha fatta studiare, l'ha mantenuta all'Università e si commuove quando me la presenta come un ottimo avvocato, coscienzioso e pulito. Mi racconta di come non si sia voluto fare chiamare papà quando la 'bimbetta', divenuta ormai adolescente, chiede lumi su quest' uomo che si prende cura di lei. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sfiora i nomi dei figli avuti in costanza di matrimonio (successivo all'amante, ci tiene a precisare) e della delusione avuta dalla figlia che smette gli studi di medicina a sua insaputa per lavorare subito come ferrista. 'Mi ha tradito' sentenzia e negli occhi si legge la delusione di una scoperta fatta alla prima busta paga della figlia. Cerco di mitigare ma è uomo d'altri tempi e alcune cose non si conservano piegate nel cassetto dei fogli gialli della memoria. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'autobus procede verso il mio  'fermata prenotata', vorrei potere ascoltare ancora i suoi racconti ma non posso, prima di scendere chiedo il suo nome e lui si alza sulle gambe malferme, facendo leva sul suo bastone, accenna ad un inchino, leva il capello afferrandolo con le mani dalle dita rigide e pronuncia 'Cesare'. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sale magmaticamente l'onda calda del ricordo che si era zittita durante quel racconto e rivedo un altro gesto, antico, splendido e ripetuto. Il gesto di un gentiluomo colto, bello, virile, impettito e dolcissimo: mio nonno. Giacomo. Sento le sue mani 'a paletta', incapaci di fare qualsiasi lavoro manuale per la loro mancanza di prensilità, adatte solo a fare il caffè e vergare fogli di sinfoniche parole, passarmi sul viso in una goffa carezza mentre mi dice 'ciao nipote mia'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciao nonno, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;a pesar de la historia&lt;/span&gt;, so che eri tu il signor Cesare, piombato nella mia frenetica vita a dirmi che ci sei, so che mi prendi la mano di bambina mentre in realtà io afferro il tuo palmo di nonno che non chiude le dita sulle mie e mi continui a portare in su e in giù per Palermo a svelarmi i segreti delle pietre, delle chiese, della storia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciao nonno, attore del mondo, bellezza infinita di tratti del viso e gentiluomo senza pari. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2035836127753072325?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2035836127753072325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2035836127753072325' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2035836127753072325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2035836127753072325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/l-augusto.html' title='L&apos; Augusto'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4533631619449909495</id><published>2009-03-10T23:54:00.000+01:00</published><updated>2009-03-29T16:25:38.867+02:00</updated><title type='text'>continua il post</title><content type='html'>pre post, del post che non fu  che avrebbe dovuto essere a suo tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4533631619449909495?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4533631619449909495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4533631619449909495' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4533631619449909495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4533631619449909495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/continua-il-post.html' title='continua il post'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5882134843146277379</id><published>2009-03-09T13:30:00.002+01:00</published><updated>2009-03-09T13:33:27.961+01:00</updated><title type='text'>Sconnessa e riconnesa</title><content type='html'>Sono stata sconnessa per così tanto…poi ieri un mio amico al telefono mentre si informavasulla mia salute, mi ha detto:&lt;br /&gt;‘Ehi dove sei finita? Lo sai che leggerti mi fa compagnia’.&lt;br /&gt;Poche semplici parole messe in fila che mi hanno dato una scossa.&lt;br /&gt;Un brivido lo avevo avuto sabato a colazione quando mi era stata fatta la stessa rimostranza.&lt;br /&gt;Ho provato a scusare la mia assenza con il fagocitante lavoro ma mentre parlavo mi sono pentita perché in realtà scrivo.&lt;br /&gt;Scrivo sui fazzolettini di carta, scrivo sugli scontrini, scrivo sui dorsi delle copertine, scrivo ovunque ci sia un angolo. La mia grafia è minuta, microscopica, sembrano zampette di formiche laboriose passate per sbaglio su una pozzanghera di inchiostro.&lt;br /&gt;A febbraio ho scritto molto perché molto c’era da scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei non potermi dare la colpa ma tutte le nostre azioni e l’inanità dipendono da noi. Da me dipende la mancanza di capacità di ritagliare il mio tempo per ciò che amo fare e fra questo c’è lo scrivere e quindi il trascrivere sui fogli digitali.&lt;br /&gt;Io sono qui anche se a volte non ci sono ecco perché oggi ho recuperato un po’ di me, di Voi e del mio passato proiettato nel futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una promessa fatta a me per tramite del mio prezioso e premuroso amico. Anzi di due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Questo è davvero un post-post perchè seguendo la logica andrebbe pre recupero ma voglio che sia post così si sa che ho recuperato il pre, tutto chiaro no?)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5882134843146277379?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5882134843146277379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5882134843146277379' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5882134843146277379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5882134843146277379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/sconnessa-e-riconnesa.html' title='Sconnessa e riconnesa'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5983759098937655842</id><published>2009-03-06T00:40:00.001+01:00</published><updated>2009-03-29T18:20:10.039+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>Boris godunov</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fuori diluvia, dentro sale la tensione. Siamo Elena ed io, sappiamo i contenuti dello spettacolo e abbiamo individuato anche uno dei sequestratori ma siamo tese e stanche da una ordinaria folle giornata di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si abbassano le luci, va in scena il Boris Godunov zar eletto sul sangue dell'ultimo zarevich di Russia, va in scena il sopruso che si ripete, le trovate scenografiche sono geniali, lo sfondo della Piazza Rossa è una lunga carrellata trasmessa su un telone di fondo che si muove mentre gli attori passeggiamo o aprono le finestre o fanno dialoghi al balcone. Improvvisamente senti il clangore di mitra, bombe ad orologeria vengono sistema sui sedili vuoti, una pistola ti viene piazzata in faccia e ti chiedono se c'è da ridere. Sei sequestrata, lo spettacolo si interrompe e i terroristi irrompono in scena passamontagna sul viso, tute mimetiche e cinture esplosive. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si mette in scena un' altra storia vissuta a Mosca nel 2002 in cui dei terroristi tennero sequestrati dentro un teatro attori, spettattori e operatori del teatro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scena si sussegue frenetica, la meschina natura umana si prostra alla paura, l'ideale della guerra che si combatte con la guerra risalta in echi gelidi da panico, ognuno porta le sue ragioni, il suo vissuto, il suo passato, il suo futuro, i suoi rammarichi, i rimpianti, la vita  e la morte. Anche qui si mostra l'informazione drogata, il cedimento al sensazionalismo. In un'alternanza fra passato e futuro si segue il filo rosso della lotta armata che provoca morte, disperazione e distruzione e che da morte, disperazione e distruzione nasce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un vortice infinito di ragioni non ragionevoli che si perdono nel gorgo della non trattativa. Sequenze delle arti (cinema, teatro, video riprese, spezzoni audiovisivi) si alternano su supporti materici come teloni  bianchi, oggetti di scena, teli neri, videocamere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La lingua che rimbomba è lo spagnolo (mi beo di sentirla così a lungo e recitata) e quello che trasuda è una variegata umanità con portati differenti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ticchettio delle bombe si perde nella coscienza coi ritmi teatrali e ti rilassi capendo che è finzione. La trattativa giunge al termine così come lo spettacolo. Rimani un filo delusa perché ti aspettavi di più ma rimmergendoti nella doccia aperta sui tetti di Milano ti accorgi che quello che è stato è stato troppo per 700 ostaggi e per i popoli oltraggiati. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5983759098937655842?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5983759098937655842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5983759098937655842' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5983759098937655842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5983759098937655842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/boris-godunov.html' title='Boris godunov'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2334651539959573182</id><published>2009-03-02T04:00:00.003+01:00</published><updated>2009-03-17T01:09:47.323+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>Sbattere il muso</title><content type='html'>Quante volte hai sbattuto il muso su una paura che avevi cercato di domare? Quante volte hai dovuto fare i conti con la tua baldanzosa insicurezza? quante volte hai costruito una capanna di paglia con la porta blindata convinta che il lupo soffiando non l'avrebbe abbattuta? &lt;div&gt;Io ho i denti spezzati per lo stridore della paura passata, il livido sul naso lungo che sbatte sempre ma nonostante i lividi e i tagli sulla pelle, nonostante i mattoni mi abbiano sommerso ho trovato uno spazio per tirare fuori una mano e ho capito che sbattere e fracassarmi mi è servito, farmi travolgere dallo tsunami è stato terapeutico, utile e necessario.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;So, per certo, che adesso quel muro non mi fa paura perché è già crollato, posso solo temere altri muri ma adesso sbircio le crepe ci incollo un pezzo di vetro e guardo che non si incrini e intanto lavoro su di me perché non accada di nuovo. Perché i muri crollano quando le fondamenta cedono.  &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2334651539959573182?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2334651539959573182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2334651539959573182' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2334651539959573182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2334651539959573182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/sbattere-il-muso.html' title='Sbattere il muso'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-7937892585875335859</id><published>2009-02-26T00:00:00.003+01:00</published><updated>2009-03-29T18:20:23.451+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>Coscienza e biscotti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esco dopo molto tempo, l'occasione è ghiotta, teatro libero, sperimentale ma non tanto, ha un testo, una logica, una storia anzi affonda gli artigli nella storia, una storia drogata che ci hanno consegnata come sana. il percorso è quello della libertà, libertà di pensiero, libertà di parola, liberta di dire. Inizia leggero con un attacco di panico grondante acqua a profusione sul corpo e sul viso dell'attore e si libra attraverso l' ingloriosa e rapida fine dei coniugi Ceauşescu e della Romania, passando per Piazza Tienanmen e il ragazzo con i sacchetti bianchi davanti ai carrarmati, passa per l' ignoranza di questa nuova generazione, per l'idealismo spappolato di quella precedente, per una prostituta canterina e per l'angoscia di una scelta di una scatola di biscotti prodotta chissà dove, chissà quando e chissà come.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli attori bravi, scenografia nulla, storia in primo piano, pubblico 2 e gatti 4, prezzo del biglietto basso, coscienze da far riflettere poche. Meglio un aperitivo e due chiacchiere che quattro chiacchiere su come la scelta della scatola di biscotti sia la scelta fra la verità e l'impossibilità che questa ti venga detta. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bravo'! lo spettacolo finisce e la coscienza si richiude inghiottita dal tram 9 che ti riporta a casa con l'eco di pochi ma sentiti applausi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-7937892585875335859?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/7937892585875335859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=7937892585875335859' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7937892585875335859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7937892585875335859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/spettacoli.html' title='Coscienza e biscotti'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3134804541685688062</id><published>2009-02-20T18:15:00.000+01:00</published><updated>2009-03-17T00:23:54.402+01:00</updated><title type='text'>Per quanto</title><content type='html'>per quanto possa essere strano, strano non è. &lt;div style="text-align: justify;"&gt;attraversare questa città sotto la pioggia battente è incontrare fantasmi bagnati che non si fermano allo stop chiusi sotto i loro cappucci, infreddoliti dentro i loro cappotti, nascosti dai loro ombrelli. Non hanno più volti, espressioni, colori e sapori eppure ci sono, come questa pioggia infinita, come questo cielo plumbeo, come ricordi sbiaditi scritti con l'inchiostro delebile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;per quanto possa essere strano, strano non è: scegliamo di stare soli anche se soli potremmo non essere, avvinghiandoci al manico di un ombrello, cercando sconosciuti con cui condividere qualcosa che non ti daranno mai quello che cerchi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fatalità e per quanto strano possa essere, strano, in fin dei conti, non è!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3134804541685688062?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3134804541685688062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3134804541685688062' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3134804541685688062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3134804541685688062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/02/per-quanto.html' title='Per quanto'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3615699347371553642</id><published>2009-02-14T03:07:00.000+01:00</published><updated>2009-03-17T00:15:41.211+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>DATE</title><content type='html'>Che cos'è una festa commerciale in cui l'unico battito non è quello dell'amore ma solo il tintinnio dei soldi che cadono in cassa? Non è una festa.&lt;div&gt;l'ho sempre pensata così ma oggi avrei voluto festeggiare e non per festeggiare la festa ma per stare con chi amo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosa è poi l'amore? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un tintinnio dello stomaco in un cuore sovraeccitato da pensieri erranti di un cervello instabile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Avrei tanto desiderato condividere questo giorno, non per il giorno in sè ma perchè prima era stato il risultato di un ennesimo abbraccio mortale che i miei sensi avevano percepito ed oggi sarebbe stato un pò di rimedio contro il veleno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma non sempre si può avere ciò che si desidera, non si può desiderare che le persone siano così come noi vogliamo, non si può aspettare una parola per capire; bisogna capire senza parole, bisogna lottare se il drago sta per ucciderti e, dopo avergli chiuso la bocca, allora si festeggia l'amore nella forma pura: dare senza pretendere di ricevere, dare perchè ti fa stare bene, dare perchè il tuo dolore va messo da parte quando il tuo altro ha bisogno di ricevere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sarà il giorno in cui tu riceverai e non sarà una data sul calendario a decidere quando festeggiare ma quella data sarà la tua personale festa e ogni giorno sarà la tua festa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3615699347371553642?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3615699347371553642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3615699347371553642' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3615699347371553642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3615699347371553642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/02/date.html' title='DATE'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4141924825490127223</id><published>2009-02-10T23:55:00.001+01:00</published><updated>2009-03-17T00:06:22.006+01:00</updated><title type='text'>Lavorii</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho buttato giù una lettera lunga e piena di dolore, sono stata ferma sul tasto invia con il dito bloccato a mezz'aria per dieci minuti in una forma autistica di tremolio incontrollato. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho deciso di dividere il mio cervello con una linea dritta, precisa senza sbavature, ho diviso i due emisferi incidendoci sopra PRO e CONTRO.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le due liste si equiparavano, allora ho deciso di dividere a metà con una linea il mio cuore e ho scritto PRO sul ventricolo sinistro e CONTRO su quello destro. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi ha fatto male incidere la linea, mi ha fatto male scrivere i PRO, è stato peggio scrivere i CONTRO. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio dito, mentre il cervello e il cuore altalenavano fra il giusto e il meno giusto, fra il mio dolore e quello che avrei provocato, ha scelto per tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è ritratto, chiuso a scatto e non ha più ceduto alla richiesta di apertura, le altre dita, mai coinvolte hanno fatto spallucce e hanno girato sui tacchi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cuore e cervello sono rimasti aperti a metà come un cocco mentre liquido cerebrale e sangue percolavano dai bordi e il mio dito, avvicinatosi al mio lungo naso, mi mostrava un tatuaggio con su scritto BUON SENSO. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4141924825490127223?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4141924825490127223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4141924825490127223' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4141924825490127223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4141924825490127223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/03/lavorii.html' title='Lavorii'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3432917824169283631</id><published>2009-02-10T13:23:00.000+01:00</published><updated>2009-03-17T00:04:36.936+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ufficio e Lavoro'/><title type='text'>Folaghe</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno sa in che ambiente lavoro ma traccerei una piccola pennellata con qualche parola sullo stesso: misogino, assassino, falso, ipocrita, stupido, pericoloso in quanto stupido con qualche sprazzo di onestà, sincerità e dabbenaggine innocua.&lt;br /&gt;Per far sì che tutte queste qualità si amalgamassero e si frullassero in un’ ottima pozione velenifera il Pastore un giorno decide con fare democratico (‘Vi prego mandare la conferma della partecipazione che non è facoltativa…’) di fare una riunione ops scusate una convention (fa moolto più chic) in un romantico ed evocativo luogo (si, si va bene!!! Location fa molto più…) dai tratti medievali.&lt;br /&gt;Partenza dagli stalli in pulman formato gita scolastica e via verso il luogo che sarà di cementificazione dei rapporti (da buona siciliana quando si parla di cemento l’unica immagina evocativa che ho sono le scarpe di cemento, &lt;em&gt;sed sic transit&lt;/em&gt; il mio pensiero).&lt;br /&gt;Ho la fortuna di prendere il pulman silenzioso, sull’altro pare si sia scatenato il Buon Pastore con canti di Giubilo e di lode alla gioia.&lt;br /&gt;Arrivati a destinazione, sguardi estatici si fermano sulle mura merlate e le orecchie vengono deliziate da lì a breve da altre Lodi mattutine del Pastore, del Vice Pastore e di un incerto gruppo di belanti pecorelle.&lt;br /&gt;A pro della giornata il sole splende su un blù cobalto. Ma la ricreazione dura poco e comincia il ballo, le danze vengono aperte dal Giovane Pastore che in un profluvio di IO IO IO IO e IO, Io SONO, IO HO, IO FACCIO, C’è chi può e chi non può IO PUO’, IO CANTO, IO SUONO, IO ORGANIZZO, IO COMANDO si lancia in un ode agro pastorale che costruisce rampe di lancio per lanci di stormi aviari a ripetizione.&lt;br /&gt;‘Arrivato qui non me ne fregava un cazzo di Voi, eravate numeri di matricole’.&lt;br /&gt;Si lo so, manca la rima baciata ma la ricerca del bacio era solo delle chiappe del Pastore da parte della sua pletora adorante. Che volete fare? Ad ognuno la sua letteratura.&lt;br /&gt;‘Poi dopo qualche mese IO ho pensato che IO dovevo conoscere le persone prima di licenziarle e così adesso penso che non me frega un Cazzo di Voi ma non vi licenzio’&lt;br /&gt;Giubilo muto da parte della platea, attonita dallo stormire sempre più rumoroso.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Io&lt;/em&gt; sospiro.&lt;br /&gt;L’esaltazione bucolica, il profluvio di presenze avicole, l’orgia di colorite espressione prosegue e si sofferma sulla importanza di una donna che lavora.&lt;br /&gt;‘Non capisco che cazzo gliene frega, le segretarie non contano un cazzo, le trovi a mazzi sui banchi dei supermercati’&lt;br /&gt;Crassa risata del gruppo di sciocchi di turno asserviti al ruolo di munti dal Pastore anche in assenza di mammelle e con presenza di protuberanze riproduttive (per intenderci quelli che volano in sala conferenze dall’inizio).&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Io&lt;/em&gt; mi vergogno per loro.&lt;br /&gt;‘IO HO VOLUTO dare fiducia e porto ad esempio due casi’&lt;br /&gt;Sulla natura di uno dei due preferirei soprassedere ma voci di corridoio, rumors e quant’altro vorrebbero che uno dei due casi sia una dispensatrice di saggezza orale con declamazione puntuale di parabole nei momenti difficili dell’esistenza del Pastore, ma mi astengo dal pensarlo anche se, portare il soggetto come case history aziendale, un solletico alla mia astinenza lo comporta.&lt;br /&gt;L’altro caso viene presentato così: ‘Io devo fare i complimenti a Y perché del suo progetto xxxx non se ne è capito un cazzo di quello che è però lo ha fatto bene’&lt;br /&gt;Io annichilisco.&lt;br /&gt;La ballata dell’IO e la declamazione dell’ enciclopedia &lt;strong&gt;‘Uccelli a tutte le ore’&lt;/strong&gt; termina di lì a poco, dopo qualche altra preziosità lessicale che si è un po’ persa nella mia memoria.&lt;br /&gt;Il pomeriggio è a dir poco noioso e soffocante, siamo costretti a stare nelle stanze poiché il giro del paese comporta un tempo di periplo di 21 minuti fatto a piede lento.&lt;br /&gt;I pasti sono dozzinali e tristi (ma immagino costosi), le danze e le scenette ti divertono un po’ ma la perplessità è sempre in agguato. La mattina del giorno dopo il Giovane Pastore è affiancato da un altro Pastore, maggiore di lui, che guida un altro gregge la cui scenografia è simile alla nostra. Il Pastore maggiore, però, non ha propensioni etologiche come il nostro ed il suo linguaggio è misurato e controllato ma le palle di cannone di deiezioni hanno la stessa portata di quello giovane, anzi no forse sono a amggiore gittata perchè il suo gregge è più grande.&lt;br /&gt;L’apice delle s…cannonate si raggiunge quando LORO si chiedono, pagati, strapagati, raccomandati, protetti e blindati più di Dio sul suo trono, perché lo fanno.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Io&lt;/em&gt; digrigno i denti dalla rabbia.&lt;br /&gt;‘perché amiamo raccogliere le sfide, perché abbiamo una missione da svolgere’&lt;br /&gt;Si è vero la missione c’è ed è quella di occupare le poltrone finchè c’è lo scirocco, quando viene il maestrale spostarsi verso lidi diversi e continuare a pensare che le persone sono matricole, che le matricole sono numeri e che delle persone non gliene frega una beneamata folaga. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3432917824169283631?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3432917824169283631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3432917824169283631' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3432917824169283631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3432917824169283631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/02/folaghe.html' title='Folaghe'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-436681882714443193</id><published>2009-01-28T23:34:00.002+01:00</published><updated>2009-03-29T18:24:28.581+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se e il tempo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il caso'/><title type='text'>Persone e personaggi dentro eventi di volo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Metti una sera un evento mondano, sempre i soliti vestiti alla moda, metti nel frullatore sempre quelli che ci devono essere per  noia, per presenza, per dire 'io c'ero' (e non era l'elezione di Obama!!!) e metti anche quelli che ci vanno per lavoro. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stavolta metti anche me, passeggio fra i tavoli, spilucco e mangio, bevo il prosecco, guardo, ascolto e vedo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Metti in una serata così, freddissima fuori e con temperature tropicali dentro, che ti si avvicina un tipo fuori di testa, tendenzialmente alcolico o strafatto di vita e si presenta come l'organizzatore dell'evento. Metti che ti chieda come ti sembra il tutto e metti che tu, che quando menti tiri le labbra in un sorriso forzato, gli rispondi 'interessante' ma sai che a questo non basta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Metti che lui si fa una crassa risata ti dà una pacca sulle spalle e ti dica 'hai ragione'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Metti che inizia uno scambio di battute e che la serata diventi divertente improvvisamente e metti che scopri che ci sia gente interessante anche in eventi di volo a cui non volevi andare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Metti tutto questo e, forse, inizia un' amicizia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-436681882714443193?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/436681882714443193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=436681882714443193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/436681882714443193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/436681882714443193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/persone-e-personaggi-dentro-eventi-di.html' title='Persone e personaggi dentro eventi di volo'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2691331982867856741</id><published>2009-01-26T19:58:00.006+01:00</published><updated>2009-02-03T12:34:29.885+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Contorni</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;Si sta come il mezzo pomodorino di guarnizione sul piatto della bistecca.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2691331982867856741?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2691331982867856741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2691331982867856741' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2691331982867856741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2691331982867856741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/contorni.html' title='Contorni'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-7229265301336665203</id><published>2009-01-21T20:04:00.001+01:00</published><updated>2009-02-03T12:30:37.789+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Gambero a 4 stelle e Socrate</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche io sono stata Socrate quest'anno passato, sono andata alla ricerca della verità. L'ho partorita nella mia mente, poi l'ho fatta partorire e tutto è stato di nuovo diverso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La verità nasce dentro di noi ed è solo entrando dentro di noi che si ricerca la verità. Ma la verità non è mai assoluta o non lo è fino a che non diventa manifesta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando però, finalmente viene fuori e si inizia un dialogo, pur anche sostenendo le proprie verità ecco che si arriva ad uno stato di consenso. Socrate la chiamava &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;omologhia&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il bello è che non ci sono verità assolute ma verità da mettere sempre in discussione, come un torrentello sempre in piena. Perché, si, la verità è un pò come l'acqua pulita, deforma il fondale ma finalmente ti dà la possibilità di vederlo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Socrate si soffermava sui vari tipi di verità ma quella che secondo lui era la più importante era quella attorno alla vita dell'uomo e al senso che ha all'interno del mondo di quest'uomo. Questa verità, quella interna, quella più difficile, quella più nascosta è difficile da comunicare ed è difficile da far partorire. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando lo diventa, anche se dentro ne avevi consapevolezza, il mondo appare con colori diversi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La verità ha saturato l'aria e, benchè avessi fatto di tutto per farla nascere, partorire e vivere allo scoperto, lei diventa ingombrante, più di quanto avessi immaginato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di questo Socrate, per penna di Platone, non ne parla o ne parla in altri modi etici che non descrivono la sensazione della verità che si materializza come compagna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La verità, parziale o totale che sia, ti spinge la mattina fuori dal letto con un  bel calcio sul sedere, si accoccola accanto a te sul divano la sera e ti fa stare in un angolino piccolo piccolo, ti sovrasta, ti schiaccia e anche quando ridi spensierata lei è lì che ti bracca, smorzando il sorriso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La verità si nasconde fra i fazzolettini di carta, fra gli spiccioli del portafogli, in un frame di un film che stai vedendo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non si convive bene con la verità finché non la prendi dal carrello della spesa della vita, finché non la metti sul piano della cucina, finchè non la condisci, non la cuoci, finché non la mastichi, finché non ne fai bolo, finché non la inghiotti e finché non la trasformi in energia e poi ne espelli le scorie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c'è una ricetta per cucinarla nè tanto meno  per insaporirla, le rimane sempre un sapore agro, amarostico, di fiele. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il punto è che non la puoi fare marcire, uno perché non ha una data di scadenza anche se tende a fare la muffa e due perché a tenerla lì non risolvi nulla se non intossicarti di più quanto più tardi la mangerai. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque il punto è che, dopo essere passato alla cassa, avere ricevuto lo scontrino e averla portata a casa, bisogna prenderla in mano, guardarla bene e decidere in fretta, più in fretta possibile, cosa farne. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Personalmente sto sperimentando una ricetta, non so se si accoppieranno bene gli ingredienti ma se sperimento potrei avere le quattro stelle sul gambero rosso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-7229265301336665203?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/7229265301336665203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=7229265301336665203' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7229265301336665203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7229265301336665203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/gambero-4-stelle-e-socrate.html' title='Gambero a 4 stelle e Socrate'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3590256122114474265</id><published>2009-01-16T15:42:00.004+01:00</published><updated>2009-01-16T16:35:42.365+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>Postini Volanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;C' è una figura nella mia vita, entrata da poco, che per motivi di istinto, pancia e cuore ho avuta invisa fino a poco tempo fa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi, rimettendo a posto i cassettini della memoria, incastrando i pezzi della razionalità e avendo avuto delle conferme, ho capito che questa persona è stata, per certi versi, provvidenziale e molto più vicina a me di quanto avessi pensato e questo nonostante non mi conosca personalmente. Non nego che continuo a pensare che se una certa situazione fosse stata diversa, le mie parti non le avrebbe prese e avrebbe seguito ciò che il cuore urlava, ma degli universi paralleli non ho cognizione di causa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inoltre ho iniziato il 2009 con la volontà di essere chiara e di ammettere i mie innumerevoli sbagli e i miei numerosi errori, anche se molti fatti in buona fede, e quello che sento è di dovere scusarmi. Non ho fatto del male a questa persona, in realtà, ho fatto del male a me stessa tormentandomi sulla sua figura ma ho il terrore che le energie negative arrivano lontane. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E se arrivano quelle negative perchè non provare ad inviare quelle positive? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Urlo le mie scuse da questo cocuzzolo di montagna telematica e chissà che l'eco viaggi lontano e passi dal mio cuore stanco ad un'onda di vibrazione di un altro grande (credo) cuore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;So che sarà impossibile dirlo a voce perchè probabilmente, nonostante degli straordinari, quanto incredibili punti di contatto fra la sua e la mia personalità e vita, non ci incontreremo mai.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scuse con un piccolo rimpianto: sono sicura che guardandoci negli occhi avremmo avuto un muto scambio di sorrisi per avere incentrato forti energie su unico obiettivo e su altri che non sapremo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3590256122114474265?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3590256122114474265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3590256122114474265' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3590256122114474265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3590256122114474265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/postini-volanti.html' title='Postini Volanti'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1668183236499071549</id><published>2009-01-12T16:28:00.000+01:00</published><updated>2009-01-16T16:29:44.100+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>La coppietta di Cairoli 2</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Giusto per. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Li ho rivisti. Lei ha tagliato i capelli, lui è dimagrito, si abbracciavano e sembravano volare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni tanto qualche certezza...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1668183236499071549?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1668183236499071549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1668183236499071549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1668183236499071549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1668183236499071549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/la-coppietta-di-cairoli-2.html' title='La coppietta di Cairoli 2'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8218475040989819173</id><published>2009-01-11T12:30:00.001+01:00</published><updated>2009-03-29T18:16:32.105+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>Libri sotto la neve</title><content type='html'>Arriva presto questa strana creatura che ho trovato sotto la neve.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8218475040989819173?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8218475040989819173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8218475040989819173' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8218475040989819173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8218475040989819173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/libri-sotto-la-neve.html' title='Libri sotto la neve'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-325499961170913451</id><published>2009-01-09T03:14:00.004+01:00</published><updated>2009-03-29T18:16:52.430+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>Casa Editrice Zero91</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fra i regali di Natale che ho ricevuto ci sono stati dei libri: deliranti, diversi, divertenti ed interessanti. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Li ho divorati nelle notti milanesi che mi hanno colto nuovamente insonne. Sono stati una compagnia. Uno di questi  mi è stato consegnato da quel capolavoro di donna che è la mia amica Rox e quando mi è stato consegnato mi ha anche detto con una certa non frenata punta di giusto orgoglio: 'E' edito dalla Zero91, la casa editrice di mio fratello'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il libro è uno spasso ma allo stesso tempo ha un non so che di drammatico, è uno spaccato ipercondensato, narrato in 24 ore, della vita di un consierge di un albergo di lusso di Londra. Imogen Edward-Jones e Anonimo, gli autori, dipingono graffiti di un mondo che si apre e si chiude insieme agli arrivi e alle partenze degli ospiti e dei dipendenti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evocativamente il nome dato al fantomatico Hotel è Babylon, da cui il titolo del libro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono contenta di averlo ricevuto sia perchè il libro andrebbe letto per storcere il muso davanti a come è mutevole il senso che si dà al danaro e per dare conferma ad un vecchio adagio e cioè che &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;pecunia non olet&lt;/span&gt; ma anche perchè, al di là del contenuto letterario, quel che mi è piaciuto è la scelta editoriale di Beppe e della sua cricca per questa 'quasi' neonata casa editrice che promette bene. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Indi suggerisco ai miei 17 lettori assidui e ai 4 casuali, di sbirciare gli interessanti titoli della casa su www.zero91.com e di comprarne qualcuno come ad esempio Hotel Babylon. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E scusatemi tanto ma un pò di sano peculato ogni tanto ci vuole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grazie Rox. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-325499961170913451?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/325499961170913451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=325499961170913451' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/325499961170913451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/325499961170913451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/casa-editrice-zero91.html' title='Casa Editrice Zero91'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3556878808969026693</id><published>2009-01-07T23:54:00.001+01:00</published><updated>2009-01-11T17:23:19.693+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Non è poi così male</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La solitudine è come la neve. Copre ogni cosa che tocca.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Blocca nel tempo quello che sotto trova.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Imbianca i paesaggi dell'anima, cade quando l'anima va a zero, riempe l'aria di silenzio, cade giù in mille forme diverse, si posa lieve, soffice, impalpabile, non si annuncia, arriva e basta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fiocca per ore ma poi si stratifica, un passo dopo l'altro tu affondi nel suo volume e inizi a percepire il freddo che trasuda ed emana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le voci, i sussurri, la musica, è tutto attutito, quasi cancellato, scompaiono i rumori se non il suo muto suono. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La solitudine è come la neve quando non nevica più: prima è bianca, poi la vita riprende a scorrere dopo il primo momento di attonimento e la neve si trasforma in uno strato duro di ghiaccio, che fa scivolare, che imprigiona, che acceca quando fa capolino il sole. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E si scioglie creando fango, sporcizia, acquitrini e cola lungo i bordi delle strade fino a trovare un tombino dove ingrossare le acque di scolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La solitudine è come una nevicata che arriva improvvisa, ti sbigottisce, ti raffredda, ti fa scivolare, rallenta i movimenti, insegna la cautela, insegna ad ascoltare il silenzio, insegna a guardarsi intorno, insegna a vedere con nuovi occhi gli oggetti, la vita che si nasconde sotto e che tu guardavi soltanto senza vedere più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La solitudine è come la neve e non è poi così male se non diventa un ghiacciaio perenne.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3556878808969026693?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3556878808969026693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3556878808969026693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3556878808969026693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3556878808969026693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/blog-post.html' title='Non è poi così male'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2988438792592931026</id><published>2009-01-06T23:51:00.003+01:00</published><updated>2009-01-11T18:01:06.818+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>I tetti di Milano scompaiono</title><content type='html'>Ipnotizzante fioccho bianco che rincorre i suoi amici con la soavità di una carezza di un bambino, con la lentezza di un uomo anziano che incede per strada. &lt;div&gt;Tutto si avvolge nel silenzio irreale e tutto scompare. Lordure, sporcizie, bruttezze. Tutto si ammanta di virgineo splendore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scosto la tenda e osservo, il freddo permea dal vetro, una patina di lieve brivido si posa sul viso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli occhi seguono le evoluzioni infinite di piccoli pezzi di ovatta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I tetti di Milano scompaiono, scompare Milano sotto la neve, scompaiono le idee, le sensazioni e cumuli di neve si innestano nelle pupille astraendo i pensieri. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I pensieri sono nel movimento di quei fiocchi e almeno per qualche momento si accumulano fuori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I tetti di Milano scompaiono.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I miei pensieri anche...per poco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoltJpfFbI/AAAAAAAAAH8/QBB6n7qZQqs/s1600-h/Immagine(49).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoltJpfFbI/AAAAAAAAAH8/QBB6n7qZQqs/s200/Immagine(49).jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290082169914332594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoltGQ3IcI/AAAAAAAAAH0/rrGzwWVOYGY/s1600-h/Immagine(48).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoltGQ3IcI/AAAAAAAAAH0/rrGzwWVOYGY/s200/Immagine(48).jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290082169005744578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2988438792592931026?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2988438792592931026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2988438792592931026' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2988438792592931026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2988438792592931026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/i-tetti-di-milano-sono-scomparsi.html' title='I tetti di Milano scompaiono'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoltJpfFbI/AAAAAAAAAH8/QBB6n7qZQqs/s72-c/Immagine(49).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5682159626680767699</id><published>2009-01-03T23:44:00.002+01:00</published><updated>2009-03-29T18:25:25.856+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Se e il tempo'/><title type='text'>Questo anno che va</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è chiuso. E' andato. E' finito.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L' otto ha perso una curvetta ed è un nove. Un passaggio, un rituale, un gesto collettivo apotropaico rumoroso, godereccio, mangereccio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono seduta sulla mia sedia, col mio vestito lungo nero, scarpe alte col tacco e fra una chiacchiera e l'altra mi astraggo un attimo immergendomi in un blu. Le bocche delle persone si muovono ma i loro fiati sono silenziosi. Sorrido, aggiusto un ricciolo ancora umido da una phonata frettolosa e mal riuscita. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutti sono lieti sereni ma portano con loro un anno di più, con un portato in più, una lastra di piombo che fa da vassoio a massi o a prati in fiore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rincantuccio lo sguardo nel fondo del vino da dessert. E' liquido oro, intenso, dolce. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dolce stride con il sapore amaro di molte cose dell'anno che stacca gli artigli dal legno del tavolo mentre scivola inesorabilmente sul pavimento e si polverizza raggrumandosi nella bocca aperta della clessidra di cristallo consunto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dolce stride con il muscolo che si è allungato e che si è rafforzato. Stride ma non urta, consegna e forse rimpiange. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E il giorno dell'inizio si avvolge alla sua fine nell'abitacolo ovattato e con un liquido di parole fluide, anch'esse liquido oro, intense, dolci e agrodolci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I denti aguzzi dell'anno che muore rantolando dal mal di pancia, si conficcano nella gamba del tavolo ricordando le paure, le emozioni,  i dispiaceri, gli amori, gli umori, gli sbagli, le riconquiste. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tavolo del 2009, graffiato, morso, è solido e se una gamba traballa qualcuno metterà una zeppa, un restauratore distratto metterà lo stucco, un' apprendista levigherà con la carta vetrata grossa e poi fine, il lucidatore penserà a ridare lo smalto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tavolo degli anni ha le radici fisse nella foresta dell'esistenza e da lì trae la linfa vitale, il veleno mortale di ogni positivo e di ogni negativo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' così. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tavolo ha la vita di cerchi concentrici che si allargano come quelli provocati dal sasso nello stagno.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ondulano, increspano, segnano, danno sempre segni di vita, insegnano. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A ridere, a capire, a guardarsi dentro e a proporsi a se stessi sotto forma di impiallacciature di legno diverso di cui ricoprirsi anno per anno con sempre buone intenzioni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le mie buone intenzioni sono quattro, tre le ho dette, una la tengo stretta stretta fra la colla ed un intarsio. La cercherò alla fine del nuovo che fra poco artiglierà il tavolo che oggi è.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5682159626680767699?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5682159626680767699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5682159626680767699' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5682159626680767699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5682159626680767699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/questo-anno-che-va.html' title='Questo anno che va'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4020565570126995514</id><published>2009-01-02T10:43:00.000+01:00</published><updated>2009-01-07T22:04:19.701+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>Bussoooolaaaaaaaaaa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ultimi giorni nella città natale, prendo l'autobus per andare giù al centro, cuffiette inserite, Annie Lennox che urla nei miei padiglioni auricolari. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Inaspettatamente attendo pochi minuti, arriva il 704 con aria da Formula Uno nonostante sia vecchio, bruttino e abbastanza male in arnese. Frena davanti alla fermata, apre le porte e ci fa salire. Sono stupita dal fatto che non abbia dovuto aspettare. &lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;A Palermo è una costante, biglietto più caro della media e tempo di validità del biglietto ridotto, il che farebbe presupporre un efficente e copioso numero di mezzi che ti trasportano. Pie illusioni. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Timbro con difficoltà il biglietto, l' obliteratrice deve avere problemi alla dentiera ma dopo uno, due e tre tentativi morde il biglietto lasciando traccia dei denti blu inchiostro. Lo ritiro dalla bocca di ferro e cerco un posto. Davanti a me, messo di profilo, un uomo minuto anziano, con un cappello calzato sulla testa fino alle orecchie che escono dal bordo di lana blù, baffi folti, occhiali spessi  e bocca in continuo movimento come se stesse masticando qualcosa. ha le mani incrociate e giunte sotto il mento e si muove come un periscopio aprendo gli occhi curiosi, incassando o alzando il collo quando va in immersione o in emersione.&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stazione Notarbartolo, prenotazione fatta, il bus non si ferma. L'uomo corpulento con voce soave e delicata, lievissimo accento indigeno accenna ad una soave protesta:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'BUSSOOOOLAAAAAAAAAAAAAAAA' &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di fronte a tanta gentilezza l'autista inchioda facendo precipitare i poveri utenti in piedi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'Ma chi ffa lei non si ferma se sente suonare?' &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le porte si aprono più per le vibrazioni della voce che per un fattore meccanico, l'uomo scende e va verso la porta dell'autista, batte contro il vetro si fa aprire, l'autista accenna ad una timida scusa adduccendo una semi sordità e un mancato funzionamento del trillo e l'uomo, sempre delicatamente risponde:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'' su facissi aggiustare stu campaniieeeeeedddu' &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'omino davanti a me mi guarda spalancando gli occhi e mi parla, levo velocemente le cuffiette e socializzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'Noi amu a paare u bigghiettu ma poi...' e rincagna le spalle a volere dire che a noi che paghiamo non spetta niente. Gli dò corda, gli dico di Milano e del costo del biglietto, l'autobus Ferrari zigzaga nell'inferno di via Notarbartolo con una scioltezza al limite della sopportazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'Maci chi traffico...u paleimmu gioca a simana prossima, lei ci va u stadio?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'No costa troppo per me e lei?'&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'Iu ci ava: prima tribuna poi gradinate poi curva ma a curva un si virieva nienti, solo cantare e ballare, uora mi vio la sette a casa mia'&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il bus inchioda d'improvviso, la gente rumoreggia. Schumacker alla guida non accenna a migliorare la guida.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fra me e l'omino di fronte c'è un attimo di silenzio poi lui si scioglie dal suo crocchio di mani, allunga la manina piccola con le unghia nere e mi dice trionfante 'Piacere Rodolfo', ricambio e stringo la mano e rodolfo mi intrattiene sul povero palermo, sulla sua antiiuventinità, su come perdiamo con le piccole e vicnciamo con le grandi. Mi aggiorna sul campionato e sulle scelte di Zamparini, intanto altra frenata, altra fermata, vedo una signora con la coda dell'occhio, le chiedo se vuole sedersi e lei approfittando di me risponde urlando: ''No signurina, la ringrazio assai ma mi contento di scinniri a prossima ma no stare cu chistu. Ma chi ffa guira a cincuciiient0? ma accussi si guirano l'autobussi? talè a chistu...ma cosi cosi...' &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Standing ovation, la popolazione dell'autobus si unisce al discorso della signora, Rodolfo accenna un si e mi chiede dove scendo &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;'io a a pigghiari u 102 e poi mi fazzu un giro ma pozzu pigghiari puru u 101 tanto passa ogni tre minuti' &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Via libertà, Rodolfo si alza e improvvisamente, incomprensibilmente, comincia a saltare e rivolto all'autista, 'Fiemmati fiemmati, u 101, u 101, u 101', comincio a ridiere, siamo fermi alla fermata, il 101 è davanti a noi fermo '' amunì, amunì, amunì, m'inna ghiri, m'inna ghiri, m'inna ghiri' ogni ripetizione fa tre salti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si aprono le BUSSOLE, Rodolfo educatamente si gira, mi saluta e  se ne va insieme alla signora della cinquecento, saltanto come un pazzo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Palermo è così, tante cose storte ma è un multistrato di varia umanità colorata e imprevedibile che ti fa sbellicare dalle risate. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4020565570126995514?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4020565570126995514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4020565570126995514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4020565570126995514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4020565570126995514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2009/01/bussoooolaaaaaaaaaa.html' title='Bussoooolaaaaaaaaaa'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4258271372819164126</id><published>2008-12-24T17:46:00.001+01:00</published><updated>2009-03-29T18:20:41.198+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>Dialogo assurdo?</title><content type='html'>‘Prendi la mano’&lt;br /&gt;‘Non ne vedo il motivo’&lt;br /&gt;‘Non c’è un motivo per tutto’&lt;br /&gt;‘Illogico se non ci fosse’&lt;br /&gt;‘Logico sarebbe che tu afferassi la mano’&lt;br /&gt;‘Hai visto che c’è un grillo accanto al tuo piede?’&lt;br /&gt;‘Si c’è anche un papero nello stagno’&lt;br /&gt;‘Non mi posso muovere, non riesco a vederlo’&lt;br /&gt;‘Ecco ho trovato il perché?’&lt;br /&gt;‘Direi anche il come’&lt;br /&gt;‘Dove e quando lo darei per scontato mio caro’&lt;br /&gt;‘Eviterei di citarli anche io perché so che adesso siamo qui’&lt;br /&gt;‘Situazione incresciosa, trovi?’&lt;br /&gt;‘Alquanto…ti infangherò le mani, tesoro’&lt;br /&gt;‘Hai infangato molto più che quelle, amore’&lt;br /&gt;‘Sono scivolose non riesco a tenere strette le tue’&lt;br /&gt;‘Qualche tempo fa ci riuscivi’&lt;br /&gt;‘Direi che puoi tirare adesso’&lt;br /&gt;‘Sei scivoloso&lt;br /&gt;‘Un altro po’ e ci sono’&lt;br /&gt;‘Lo ripeti da sempre’&lt;br /&gt;‘grazie angelo mio, quelle sabbie mobili cominciavano a infastidirmi’&lt;br /&gt;‘Ho perso la fede!’&lt;br /&gt;‘Un orafo e un prete ti aiuteranno’&lt;br /&gt;‘E’ ora di cena’&lt;br /&gt;‘Hai schiacciato il grillo’&lt;br /&gt;‘Ho fame’&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4258271372819164126?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4258271372819164126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4258271372819164126' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4258271372819164126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4258271372819164126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/12/dialogo-assurdo.html' title='Dialogo assurdo?'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-340181602578847997</id><published>2008-12-17T12:38:00.002+01:00</published><updated>2009-01-01T12:45:46.397+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gocce'/><title type='text'>P.S. ambivalente</title><content type='html'>Da un po’ mi definiscono così.&lt;br /&gt;PS.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un acronimo, lettere contratte, significato preciso.&lt;br /&gt;Mi dicono sei una problem solver. Forse no. O forse si ma credo sia l’animo innato della crocerossina che defluisce sui percorsi lavorativi. Quello che mi scoccia è che sono una problem solver di problemi che creano altri che, come atto finale, hanno una rovinosa caduta sulle mie spalle. Le mie spalle sono contratte da spasmi muscolari dolorosi, quindi se voglio attutire la caduta devo necessariamente parare in modo razionale e/o creativo l’impatto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cosicché guardo il problema, scorgo l’angolazione, calcolo la velocità con il quale il problema si abbatterà e lo spezzetto per evitarne uno più grosso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parcellizzato il problema i suoi effetti cadono a pioggia su un raggio più ampio di quello delle mie spalle e così, se non l’ho risolto del tutto, faccio in modo che anche altre spalle si gravino di qualche peso.&lt;br /&gt;Devo dire che la tecnica si sta raffinando e la soluzione comincia ad assumere la stessa velocità della formazione del problema, si sta, cioè, formando una sorta di pre/onniveggenza del fare altrui, che, più semplicemente, collima più con una banale prevedibilità dell ‘incapacità altrui. Essere un PS è stancante e non ti permette di abbassare la guardia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli acronimi mi piacciono, mi piace essere un PS ma con una punteggiatura diversa perchè spesso un punto fa la differenza: P.S. = Post Scriptum. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si, perché a me piace non finire mai di scrivere una mail, una lettera, mi piace aggiungere sempre qualcosa. L’ultima scia, l’ultimo profumo, l’ultima traccia di me su un foglio in bianco e nero o elettronico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ soave essere un Post Scriptum, qualcosa di nuovo ancora in emozioni già espresse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ultimo soffio di pensiero vicino al punto di chiusura.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-340181602578847997?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/340181602578847997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=340181602578847997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/340181602578847997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/340181602578847997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/12/ps-ambivalente.html' title='P.S. ambivalente'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1614586776796546570</id><published>2008-12-04T22:10:00.005+01:00</published><updated>2008-12-04T22:34:05.089+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>Non mi guardare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pelle era solo carta vetrata, le ossa erano incollate solo dal nylon dei tendini, non c'era più tessuto molle. Soffiava il vento, la pelle si muoveva fra le pieghe della pelle aggrinzita. Gli occhi si sgranavano nelle orbite del teschio. I capelli erano radi, qualche dente ancora ballava con le vibrazioni di pochi incerti passi che ancora potevo fare, lo stomaco era solo un budello per contenere un etto di salsiccia, il fiato faceva fatica ad uscire da polmoni rattrappiti su loro stessi  ma tutto era ancora troppo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Troppa pelle, troppe articolazioni, troppi capelli, troppo fiato ancora in corpo anche se il corpo arrancava, non reggeva, dondolava oscillando e cedendo alla schiacciante forza di gravità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non vedevo, non volevo, non dovevo. Tutto era da repellere. Tutto: i liquidi, i solidi, i fluidi sentimenti di chi piangeva lacrime amare.Salato, dolce, speziato, agre. Nulla, più nulla, perchè era così. Un gioco all'inizio, una scelta alla fine, una volontà, l'unica che mi guidava, durante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un rantolo, il penultimo. E tu, disteso accanto che accarezzi questa carta vetrata. Hai parlato a lungo, hai urlato a volte, hai insistito sempre. Non hai mollato ma non hai capito. Neanche io. Io non volevo essere aiutata. Non l'ho mai voluto, sapevo che non volevo rimanere imprigionata dentro questa teca di cellule. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutta era iniziato per una scintilla di candela e questa candela l'ho consumata in fretta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non avere pietà per me, sii indulgente con te. Nessuno ha colpe per ciò che non può controllare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io non ero per me. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un rantolo, l'ultimo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse ho sbagliato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO, adesso il dubbio no. Non mi guardare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso no, è troppo tardi, adesso no, non posso capire, adesso, l'amore. Non posso capire adesso, la vita, adesso che l'ultimo rantolo la fa rotolare con sè fuori da queste labbra di paglia secca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;a volte i sogni, a volte gli incubi&lt;/span&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1614586776796546570?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1614586776796546570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1614586776796546570' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1614586776796546570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1614586776796546570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/12/non-mi-guardare.html' title='Non mi guardare'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3784458201111234910</id><published>2008-12-03T18:34:00.000+01:00</published><updated>2008-12-04T22:10:00.099+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Thanatos</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avete sbirciato intorno?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avete sentito il sibilo della falce quando gli occhi sfiorano i paesaggi di lettere? Avete sentito il vento freddo del mantello nero della Signora Indifferenza che si muove quando siete distratti dall'articolo a forma di glutei della brasiliana di turno?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rutshuru, Kiwanja: passa la morte volando sopra i soldi, si nutre di odio, fa un giro su stessa e ritorna a mordere il collo di milioni di bambini,  generazioni cresciute alla luce di pallottole, sangue, violenze, stupri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lì vicino, a  Rumangabo, la morte si fa beffe di Madre natura strappando l'ultimo lembo di casa ad innocenti animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto tace. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Papua Nuova Guinea: incede la morte sulla strada di un dolore necessario, le madri uccidono i figli maschi per non mandarli in guerra, innocenti epigoni nella sorte, dei bimbi spartani deformi, inutilizzabili per la guerra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il silenzio urla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Calabria: la morte danza sulle anse cerebrali sorde al raziocinio, un bambino si spezza su un pavimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche piccolo vago rumore di indignazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nakhon Nayok, Thailandia: la morte ride seduta sul bordo delle bare dove uomini e donne pagano per far finta di morire e rinascere per soli 5$.   &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La morte sghignazza alle battute finali di una triste barzelletta raccontata da ogni singolo uomo sulla terra, incrostato dentro la sua indifferenza ma nessuno la sente. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3784458201111234910?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3784458201111234910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3784458201111234910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3784458201111234910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3784458201111234910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/12/thanatos.html' title='Thanatos'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-6807375694749522175</id><published>2008-11-28T23:45:00.002+01:00</published><updated>2009-01-11T17:57:59.353+01:00</updated><title type='text'>tre anni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stamattina ho fatto in fretta, alle 6.20 ero già per strada. La città è ancora al buio  ma fiocca la neve. Il freddo è pungente ma lo spettacolo radioso. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La neve ovatta i rumori, cade silenziosa e mi crea quiete interiore. Ho un mazzo di chiavi in mano ma è come se fosse la mia valigia di tre anni fa. Vado a fare delle analisi adesso, tre anni fa iniziavo ad analizzare un'altra parte della mia vita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi siedo sul bus vuoto e freddo, mi rincantuccio dentro il mio piumino marrone, anche lui fa tre anni. Poggio il naso sul finestrino gelato e vedo l'immobilità sonnacchioso di una città che ancora non si sveglia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono immersa nei miei pensieri che fioccano come la neve fuori. Ripercorro strade che conosco e decido di proseguire a piedi il percorso nonostante il freddo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il viale alberato mi accoglie espandendo il ticchettio dei tacchi in modo tronco. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I rami degli abeti si cominciano a piegare sotto il peso della neve. La luce ha cominciato a schiarire il cielo ed i particolari, qualche macchina lenta avanza seguendo il suo percorso. Attraverso la piazza silenziosa, scivolosa, cammino sul marciapiede fatto di lastroni di pietra e finalmente ci passo. Passo dal punto che ha segnato l'addio da quel luogo. Il mio personale incontro con il destino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi rivedo lì a terra e poi mentre mi trascino sulla panchina bagnata. Sono ferma a guardare una scena che si proietta nella sala del mio cervello. Mi vedo lì dolorante che si chiede che fare, come tornare  a casa. Sospiro, una nuvoletta di fumo si addensa davanti ai miei occhi. Guardo l'orologio, ho fatto davvero presto. Supero il laboratorio di analisi, percorro una strada a me cara, attraverso un parco, apro un portone, apro un'altra porta e sono dentro. Saluto secondo il mio rituale e improvvisamente mi sento proiettata ad una sera di tre anni fa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi avvolge una sensazione di calore immenso, sorrido e sto ferma immobile sotto i faretti per qualche tempo. Chiudo gli occhi e mi godo un istante che è lungo l'inizio di un nuovo capitolo, la luce mi taglia la faccia segnando un nuovo incipit.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Col sorriso sulle labbra compio il mio piccolo dovere piacevole e poi torno indietro come un gamberetto, saluto e chiudo la porta seguendo a ritroso il mio percorso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso la neve è più alta, abbondante, il lungo corridoio diagonale che attraversa il parchetto è una coperta bianca di neve. Solo delle orme lo hanno intaccato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lascio anche le mie impronte e nel volgermi dietro a guardare mi ricordo di altre orme lasciata in riva all'oceano non molto tempo fa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le fotografo. Lascio impronte, segni più o meno profondi che la neve coprirà. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;l'azione diretta è controllabile, controllata, so di averle lasciate ma a volte attraverso la mia vita si lasciano altre impronte e queste vengono fotografate male, sfocate, incomprese ma non dipende dalla mia volontà. Il destino gioca sempre scherzi inaspettati, come una caduta, come un'espressione di un volto, come un rossore inaspettato sul viso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma adesso nevica, come tre anni fa, adesso è tutto bello, come tre anni fa, adesso è un luogo inaspettatamente nuovo e solito come tre anni fa, adesso sono rughe che solcano il viso coperto di fiocchi di neve quasi come tre anni fa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Adesso è tre anni fa, luogo modificato con il mio consenso ma temporalmente perfetto per la mia memoria. Manca un piccolo particolare ma quello ce l'ho nel cuore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoktXTlVNI/AAAAAAAAAHs/a25ChGK8kvM/s1600-h/Immagine(53).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoktXTlVNI/AAAAAAAAAHs/a25ChGK8kvM/s200/Immagine(53).jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290081074068935890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoktdQMMbI/AAAAAAAAAHk/r6LhyTEgXgE/s1600-h/Immagine(13).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoktdQMMbI/AAAAAAAAAHk/r6LhyTEgXgE/s200/Immagine(13).jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290081075665318322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-6807375694749522175?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/6807375694749522175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=6807375694749522175' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6807375694749522175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6807375694749522175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/11/tre-anni.html' title='tre anni'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SWoktXTlVNI/AAAAAAAAAHs/a25ChGK8kvM/s72-c/Immagine(53).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-7598874831470576553</id><published>2008-11-24T18:41:00.005+01:00</published><updated>2009-03-29T18:14:52.837+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>La coppietta di Cairoli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ore 8.10. Stazione di Metropolitana di Cairoli, provenienza Duomo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il treno arriva in frenata sulla loro cartolina animata, i miei occhi da presa sono dentro il vagone, il treno staziona e il finestrino li inquadra in Piano Americano, le porte si aprono, Figura Intera, 30 secondi di inquadratura fissa, porte che scivolano verso la chiusura, un breve piano americano di nuovo e dissolvenza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono stati lì, così, per me, assorti in loro stessi, avvolti in aura incantata, immersi in una teca sottovuoto per tre mesi. Imperturbabili ai rumori, alla gente che gli sfrecciava accanto, che a volte li urtava, esposti alla corrente che si intrufolava dai corridoi della metro, incuranti del cambio dei cartelloni pubblicitari accanto a loro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il copione si ripeteva solo nella scelta del luogo fra un angolo e le macchinette delle bibite. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mai poggiati sul muro ma sempre l'uno di fronte l'altra. Lei corvina, alta, con tacchi, capelli morbidi sulle spalle, lui un poco pingue, capelli lisci castani, tagliati corti ma con una piccola frangetta sulla fronte alta e rotonda. Le sue gote sempre rosse di emozione. Le loro mani intrecciate, le loro mani che cercavano il viso, il collo, i capelli, piccoli avvicinamenti per darsi lievi baci. Sorrisi complici, frasi dette a fior di labbra. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L' energia immaterica che si sprigionava dagli occhi li avvolgeva in una campana di vetro cellofanato. Lui sulla cinquantina, lei qualche anno meno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una coppia d'amanti, una coppia di innamorati, marito e moglie, vedovi, compagni?   &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presi da loro, chiusi dai loro gesti, immoti e mobilissimi nella loro passione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una scena che si ripete all'infinito per cinque mesi. Arrivo, inquadro, loro recitano la loro parte inconsapevoli di essere ripresi dal mio cervello, riparto, spariscono e vengono archiviati confusi in una moltitudine di messaggi e immagini che mi invaderanno senza tregua il cervello durante l'arco di una giornata lavorativa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ultima inquadratura ha una variazione da canone inverso, è un gesto audace di lui che le scosta il lembo della camicetta bianca fermata da un maglione a V nero, si china e le bacia il petto intrufolando il naso verso la rotondità del seno, la testa di lei cade leggermente indietro intonando una sorriso di piacere e gratitudine ed un impercettibile moto da brivido.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'obiettivo si chiude sul rosso e grigio del corridoio della metro ma non appare il cartello FINE. Solo ora mi accorgo che mancano del mio repertorio iconografico da un mese e che è calato il sipario su quell'angolo della Metro di Cairoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho perso gli attori, il copione è sfumato, la produzione non ha più pagato il cast. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' finito un amore? E' stato scoperto un tradimento? Lei è dovuta partire? Lui ha cambiato lavoro? Hanno litigato?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spero sempre che sotto il cartello Fine, ci sia, fra parentesi, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;to be continued.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-7598874831470576553?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/7598874831470576553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=7598874831470576553' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7598874831470576553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7598874831470576553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/11/la-coppietta-di-cairoli.html' title='La coppietta di Cairoli'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3954303843246096377</id><published>2008-11-23T21:52:00.003+01:00</published><updated>2009-03-29T18:17:50.747+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>quando</title><content type='html'>quando le porzioni di felicità saranno tagliate col coltello della sicurezza,&lt;div&gt;quando un tramonto in una fredda giornata estiva avrà il calore di un paio di braccia forti,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quando il giorno troverà continuità nel crepuscolo della sera,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quando una mano sfiorerà un brandello di gentilezza,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quando i denti aguzzi del passato smetteranno di affondare sulle candide carni del futuro,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quando lo sguardo si fermerà dentro il riflesso di una pupilla,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quando un bruco proverà ad uscire da un bozzolo di acciaio,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quando le luci di un arcobaleno si poseranno su una pentola d'oro,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quando Giove spegnerà un fuoco,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;solo allora succederà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Solo allora. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3954303843246096377?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3954303843246096377/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3954303843246096377' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3954303843246096377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3954303843246096377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/11/quando.html' title='quando'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8583177001961607152</id><published>2008-11-20T18:10:00.002+01:00</published><updated>2008-11-20T18:16:29.609+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gocce'/><title type='text'>'Ora abbiamo le prove'</title><content type='html'>recita così la seconda parte di una notizia ANS(I)A di oggi il cui incipit è:&lt;br /&gt;Adolf Hitler, aveva solo un testicolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da cui il mio pensiero del giorno: per un coglione perso (ancorchè in battaglia), cento ne rimangono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sic!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8583177001961607152?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8583177001961607152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8583177001961607152' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8583177001961607152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8583177001961607152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/11/ora-abbiamo-le-prove.html' title='&apos;Ora abbiamo le prove&apos;'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-9045221728745564073</id><published>2008-11-18T00:32:00.003+01:00</published><updated>2008-11-18T00:44:53.254+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati d&apos;animo e d&apos;anima'/><title type='text'>ed ecco</title><content type='html'>che ritorna il tempo in cui i mattoni cuociono nel forno, che il muratore indossa il suo cappellino di carta a forma di barca girando e rigirando la calce nel secchio, assaporando il momento in cui tutti i gesti e gli oggetti si uniranno per tirare su un muro e poi un altro e poi un altro e poi il tetto e poi la terrazza e poi e poi e poi. &lt;div&gt;Non hai mai smesso di volere  lavorare il muratore, solo non sapeva se quella era la costruzione da tirare su, da completare, da rifinire insieme ai suoi compagni di lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il capo mastro gli ha detto che si può continuare, che si può rischiare un pò di più. Poi, chissà i soldi, il materiale, il tempo finiranno ma questo non lo sa nessuno, l'importante adesso è tirarsi su le maniche e ricominciare, le fondamenta già ci sono, bisognerebbe tirar giù due muri crepati ma non si può, si riparano nel miglior modo possibile e si continua.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come sarà la casa lo sa solo l'architetto, fra qualche tempo lo vedremo per chiederglielo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-9045221728745564073?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/9045221728745564073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=9045221728745564073' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/9045221728745564073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/9045221728745564073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/11/ed-ecco.html' title='ed ecco'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3558452655143605463</id><published>2008-11-13T18:04:00.002+01:00</published><updated>2009-03-29T18:23:01.789+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>E’ solo una questione di tempo!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;‘Tutta la mia vita è solo una questione di tempo, lo hanno sentito le orecchie di mia madre e di mio padre al riparo dalle mie, lo hanno intuito i miei occhi leggendo il labiale dietro un vetro, lo dico ora io.&lt;br /&gt;Il tempo è così o passa leggero sopra la pelle senza accorgersene o lo senti pesante sulle ossa e sulla pelle. Lui è un fondista ed un velocista. Corre, corre e corre.&lt;br /&gt;Io sono stanca di inseguirlo, stanca di sentirmi dire è una corsa contro il tempo.&lt;br /&gt;La nostra lotta è impari ma io posso giocarlo col paradosso della tartaruga.&lt;br /&gt;Mi lasci libera, mi faccia essere tartaruga e finalmente andrò oltre il tempo.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo aggrottò le sopracciglia e la squadrò da cima a fondo. Era una donna con la D maiuscola, chiusa nel corpo di una tredicenne. Le rughe divennero sempre più profonde, sempre più dure, alzò lo sguardo verso i genitori seduti dietro ai banchi, erano di fronte a lui ma sapeva, seppur non vedendole, che si stringevano le mani convulsamente.&lt;br /&gt;Era abbastanza vecchio da non sapere più tenere a bada i sentimenti, aveva abbastanza esperienza da avere due centimetri di pelo sullo stomaco, aveva abbastanza naso da amare le aule polverose e ne aveva abbastanza di quel lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazzina lo guardava fisso, le pupille dilatate e la voglia di spiegare perché. Gli occhi dell’uomo canuto sembrarono darle il permesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Perché, signore, il tempo ha vari odori, rumori ed azioni. Non voglio più sentire il tempo del disinfettante, il tempo degli zoccoli degli infermieri, il tempo dell’ago infilato in vena, il tempo del colore bianco sulle pareti dell’ospedale. Non voglio che mia madre Kirsty racchiuda più il mio tempo incastrata nelle linee del parcheggio autorizzato dell’ospedale mentre si asciuga le lacrime prima di raccogliere il coraggio per vedermi sempre sdraiata in una stanza che non ha potuto arredare per me. Non voglio più che il tempo si intrecci a quello delle gocce di chemio che si infilano su per il braccio. Perché è quello che succederà, di nuovo. Non ho avuto il tempo dei capelli, non ho avuto il tempo delle corse. Non ho avuto il tempo di farmi abbracciare da mio padre Andrew o di farmi spingere su una altalena perché il mio tempo scorreva nella clessidra dell’ospedale. Voglio essere tartaruga e non lo chiedo per favore.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo si chinò un poco verso lei.&lt;br /&gt;‘Hanna potresti vivere!’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanna alzò lo sguardo sfidando la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Potrei! Ho un buco nel cuore perchè con le cure avrei potuto vivere! Potrei vivere se mi facessero un trapianto. Potrei morire, potrei ricominciare le cure appena mi sistemano i pezzi rotti ma non è certo. Invece vivrò quello che mi resta quando sarò tartaruga: lenta lenta verso ciò che mi aspetta, svegliandomi nel lettone fra mamma e papà, facendo colazione con Sir Paul che mi salta addosso, vivrò il sole la mattina, la pioggia dell’inverno, l’erba bagnata del prato e vivrò senza un tempo che non ho mai avuto ma col mio tempo, quello che dovevo avere, quello che non ho mai avuto. Il tempo con gli odori di casa, con la carta da parati scelta dalla mamma, il tempo di un cinema con gli amici.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo si aggiusto la toga, mirò lo sguardo verso le due statue di sale sulla panchina e ci pensò. Ne aveva abbastanza di molte cose, di decisioni da prendere che segnavano vite ma non aveva mai capito abbastanza dell’animo umano sorprendendosi ogni volta, nel bene e nel male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘E tartaruga sarai!’&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.leggo.it/articolo.php?id=12103"&gt;http://www.leggo.it/articolo.php?id=12103&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;oppure&lt;br /&gt;&lt;a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgxMTExMTM1OTE0LnhtbCI7fQ"&gt;http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgxMTExMTM1OTE0LnhtbCI7fQ&lt;/a&gt;==&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3558452655143605463?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3558452655143605463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3558452655143605463' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3558452655143605463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3558452655143605463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/11/e-solo-una-questione-di-tempo.html' title='E’ solo una questione di tempo!'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-796718779687792471</id><published>2008-11-04T16:41:00.004+01:00</published><updated>2009-03-29T18:21:57.432+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gocce'/><title type='text'>Invettiva</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dal cuore sgorga un assalto di nausea che pervade il senso dell’essere.&lt;br /&gt;Dal chiuso di questa setta si alzano miasmi nauseabondi che si intrufolano in ogni anfratto dove sbarluccica la pepita del potere. Questi sbuffi di aria si nutrono di questo finto - ossigeno fino a prendere forma carnale e spettrale di vampiri assetati di potere, soldi e sangue. Raggiungono una poltrona e vi si avvitano. Cominciano a nutrirsi e pascersi delle briciole che vengono dai tavoli più grandi e con le bocche spalancate, come Leviatani affamati ingoiano fuoco, merda e brandelli di corpi che hanno tritato con i loro artigli.&lt;br /&gt;Le loro poltrone scivolano su tracce segnate dalla bava del mostro più grande, del loro mentore e quando questo scivola su un’ altra poltrona, questi delfini saltano per tenere caldo il posto lasciato. E così sotto di loro tanti miasmi si trasformeranno in vampiri e percorreranno gli stessi passi dei loro mentori.&lt;br /&gt;Del lavoro non sanno, non hanno mai saputo, non fanno e non faranno mai, il loro è un lavorio nell’ombra, un rimestio delle foglie secche del sottobosco, un cercare i frutti del loro potere nel frutto simbolo che è il blackberry.&lt;br /&gt;Tessono le reti, vomitando filo in cui depositano le uova di ragno che quando si schiuderanno rimpolperanno la folla degli adepti, dal centro di potere diffondo il bubbone della peste, sotto le loro ascelle crescono le pustole che si gonfiano, si enfiano finché esplodono ed il liquido infetto generato fertilizza gli strati di letame della base e fa proliferare la razza.&lt;br /&gt;Sono protetti, intoccabili, si battono il petto, si fanno il segno della croce, vanno a Messa, si confessano, professano una fede che è incentrata su perdono, carità ed amore,, si bagnano con l’acqua benedetta e, orrore degli orrori, prendono il corpo di Cristo transustanziato.&lt;br /&gt;Con le labbra ancora attaccate alla pila si esibiscono nello sprezzante spettacolo del razzismo, del classismo, della misoginia, dell’arrivismo.&lt;br /&gt;Ebbri di potere si sentono protetti dalla croce stessa senza sapere che respiro dopo respiro, loro sono i carnefici, loro ribattono senza pietà i chiodi a mani e piedi del crocifisso.&lt;br /&gt;Loro uccidono il senso della parole Amore e carità. Loro sono i Giuda, i Barabba, i Pilato.&lt;br /&gt;A casa con le loro donne, urne di procreazione continua, mettono la maschera della dolcezza e del rispetto, fuori con le donne che lavorano per vivere sono cani rabbiosi pronti a disfarne le carni o a farsi quelle carni con rabbia, lascivi. La loro lancia si conficca nel costato.&lt;br /&gt;Passano e ripassano la spugna imbevuta d’aceto sull’assetato quando, falsi e cortesi, godono dei loro guadagni facili e deridono coloro che tentano di farcela da soli.&lt;br /&gt;Sputano sul corpo martoriato quando le loro bocche si impastoiano di volgarità e bestemmie.&lt;br /&gt;Fra questa marmaglia che tira a sorte e straccia le vesti dov’è il pio Longino?&lt;br /&gt;Dove sono i piedi nudi e piagati di S. Francesco? Dove sono le figure come &lt;em&gt;mi tio cura&lt;/em&gt; che la Domenica delle Palme arriva in groppa all’asinello per i sentieri dell’ &lt;em&gt;hacienda&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Dov’ è l’arca dell’Alleanza? Dov’è il vostro don Giussani?&lt;br /&gt;La vostra saliva è acqua reflua, le parole solide deiezioni.&lt;br /&gt;Siete vestiti da sacerdoti del tempio ed intanto vendete la vostra merce avariata all’interno. Vi battete il petto e vi stracciate le vesti. Prefiche del potere vi strappate i capelli per finto dolore. 30 denari sonanti tintinnano nelle vostre tasche, lo vendete, lo tradite per vederlo immerso nell’orrido scempio della Passione di cui voi siete i più grandi fautori perché dal sangue di lui Vittima, e di tutte le altre che vi lasciate intorno, vi abbeverate.&lt;br /&gt;Arriverà il giorno in cui lo Psicopompo peserà le Vostre anime e queste rotoleranno lungo il fiume infernale, dritte nella bocca del Leviatano, quello vero, quello che non perdona, quello che vi regalerà l’eternità della disperazione, vindice ultimo di noi vittime dissanguate.&lt;br /&gt;Ma un attimo prima della pesatura delle vostre putride anime, quando ancora il corpo avrà sussulti di vita, una donna, quel sesso da voi usato, maltrattato e ucciso, arriverà con la sua bilancia e la sua spada anticipando i tormenti della sorella Giustizia Divina. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-796718779687792471?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/796718779687792471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=796718779687792471' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/796718779687792471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/796718779687792471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/11/invettiva.html' title='Invettiva'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-7264430073623257255</id><published>2008-10-04T20:06:00.004+02:00</published><updated>2008-10-17T23:27:29.459+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>Aspettando tram</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Torno da Malpensa, salgo le scale che dalla Metro portano al Duomo, il trolley nero è pieno di documenti, pesante, l'ho trascinato per due giorni e la mia spalla ne risente, dolendosi con il collo della mala sorte toccatagli. Il solito dardo conficcato sul deltoide irradia un bruciore persistente e non mi dà tregua.&lt;br /&gt;L'aria è frizzante, non fredda se paragonata a quella umida e pesante, invernale di Dusseldorf che però sa di aria mentre qui non sa. Non sa di essere aria, non sa più di cosa sia fatta.&lt;br /&gt;Aspetto che il semaforo diventi verde, la zona è stranamente tranquilla, i miei occhi già corrono dall'altro lato del marciapede e si allungano su Via Orefici nella speranza di vedere il profilo del tram. Ma è quasi deserto il panorama urbano di questa Milano di fine settembre.&lt;br /&gt;Scatta il verde, attraverso la strada, le ruote del trolley si incastrano sui binari delle rotaie, devo dare uno strappo e il muscolo si tende in uno spasmo così come quello della mia bocca. Tiro avanti. Gli occhi sono puntati davanti a me e sono attratti da una coppia insolita. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei, con giacca di pelle nera, è di spalle, capelli corti, rossicci sopra e sale e pepe sui lati rasati. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il corpo è appesantito dall'età e scarica il peso su scarpe bianche da ginnastica. Lei sta! Letteralmente sta ferma davanti ad un uomo, un ragazzo vestito di jeans i cui capelli sono neri corvino come la maglia che indossa. Le sue mani sono nascoste dentro le tasche, affondate fin sotto i polsi, i pugni sono chiusi. Dondola leggermente a destra e sinistra. Guarda di sfuggita la donna, più bassa di lui, poi fa vagare lo sguardo a volte infastidito, a volte smarrito intorno a lui.&lt;br /&gt;I loro corpi sono ravvicinati ma è la donna che quasi si appoggia a lui mentre il ragazzo è schiacciato in atteggiamento di fuga impossibile, appoggiato al muro che vorrebbe lo inghiottisse per farlo sparire da quel momento agghiacciante a cui non si sfugge.&lt;br /&gt;Continuo il mio percorso, li sfioro con il corpo, con l'udito, con i sensi, con l'olfatto, sento la puzza della paura, della disperazione, del punto di non ritorno, abbasso lo sguardo mentre li incrocio perchè mi sembra di invadere un momento di dolore, mi appare su un tappeto da esterni la scritta dell'Hotel Sir Edward, quasi cancellata dal calpestio costante.&lt;br /&gt;I due attraenti il mio interesse bisbigliano, sento un no ripetuto uscire a fior di labbra dalla donna. Proseguo il mio cammino e mi metto ad aspettare un tram che non vuole arrivare. Leggo sul display che i mezzi riprenderanno la loro corsa dalle 22, evidentemente c'è stato sciopero. Mi metto pazientemente ad aspettare che trascorrano questi lunghissimi minuti.&lt;br /&gt;Si alza un pò di vento, tiro su il bavero dell'impermeabile e stringo la sciarpa. Mi appoggio al muro e la mia prospettiva cambia.&lt;br /&gt;Vedo la donna di tre quarti, sono già abbastanza distante ma non tanto da non vedere i gesticolii moderati, la postura dei corpi ed il loro linguaggio. Lei avrà sessant'anni, lui una trentina. I tratti del volto del ragazzo tradiscono una mediterraneità del Nord Africa, Marocco o Tunisia. Il seno di lei è prosperoso, cerca di sfiorare inconsciamente il petto di lui, il contatto non è cercato ma rivela un'attrazione che esula da un rapporto di lavoro o di amicizia. Le mani, piccole, sono alzate e con i palmi rivolti verso di lui e stanno chiedendo di aspettare, si muovono per spiegare, lui è sempre più attratto dal muro e il suo petto è incassato per evitare il contatto con il seno di lei.&lt;br /&gt;Guardo l'abbigliamento di lei che indulge ad una femminilità grottesca e male assemblata come in un collage fatto da un bambino dispettoso. Ha una gonna a balze di pizzo nero ed una maglia rossa con palleittes luccicanti, aderente, che rivela una pancia gonfia, tesa e tonda, troppo tonda rispetto a gambe magre strette in calze nere, pesanti.&lt;br /&gt;Ora è lui che diniega con la testa lasciandola vagare come se non avesse più muscolatura, come se scuotendola, cercasse nell'invertebralità del collo, una via di fuga. La situazione è tesa, la percepisco dal mio spicchio di marciapiede. Lui è stanco, avvilito da una situazione che, forse, ha toccato il limite di sopportazione per la sua giovane carne. Lei è tesa e cerca di tirare sulla sua secca una barca di legno, colorata di giovinezza che ha messo la prua verso il mare aperto. Le condizioni del tempo sembrano cambiate, lui non vuole stare più in quel porto vecchio e malandato. E' lui che ha deciso di prendere il mare e lei cerca di fermarlo.&lt;br /&gt;Lui cerca di abbandonare la solitudine della compagnia di questa donna, troppo ingombrante fisicamente e ora anche spiritualmente, lei cerca di non tornare alla solitudine del tempo naturale del tramonto. Sono due forme concave e convesse che non si incontrano e con ogni probabilità non lo hanno mai fatto, si sono adattate alle urgenze della necessità di un mondo che non li ha accolti, che non li ha accettati o a cui hanno fatto fatica ad abituarsi.&lt;br /&gt;Lui è impaziente di finire una tortura che ha raggiunto il momento della discesa della lama sul collo di una relazione impossibile da continuare o semplicemente non più proficua, lei non vuole arrendersi a perdere ciò che ha attratto a lei con speranze di aiuto.&lt;br /&gt;Ognuno è alla sua resa dei conti, ognuno ha preso e dato, uno è arrivato, l'altra non vuole scendere al capolinea.&lt;br /&gt;Distolgo lo sguardo, mi si è annodato lo stomaco, guardo l'ora sul cellulare, forse ci siamo, sento un rumore di ruote su traversine, vicino il numero 16 c'è scritto 4 minuti. Rialzo lo sguardo e lui mi passa davanti con le cuffiette nelle orecchie, l'andamento molleggiato, un monospalla bianco, una leggerezza nei piedi, un sollievo nel viso, l'incedere diventa sempre più sicuro e baldanzoso, cammina e perde la zavorra di detriti sentimentali e fisici che lo hanno ancorato per un certo tempo alla secca di quella donna. Lo vedo allontanarsi sparendo nella penombra di Corso Italia in un moto sempre più simile alla levitazione. Si è tolto un peso e si dissolve dai miei occhi come un ultraleggero.&lt;br /&gt;Lei trascina i piedi zavorrati dal peso della solitudine nelle scarpe da ginnastica, sul corpo raccoglie la zavorra che lui si è lasciato alle spalle, non sembra più avere un equilibrio stabile, ha perso il centro di gravità e si avvicina barcollando come un' etilista all'ultimo stadio verso la banchina del tram.&lt;br /&gt;Indossa occhiali da sole grandi, quadrati che invadono il suo viso contratto in uno spasmo muscolare incontrollato, incontrallabile che ti deforma il viso, che scava le guance, che risucchia gli occhi nelle cavità orbitali. Lo spasmo della cruda verità che ti si avvita addosso senza che tu possa opporre resistenza. La bocca è storta in una smorfia di dolore, il peso della galoppante solitudine si spalma sulla fronte aggrottando le pieghe delle rughe. Il viso è inespressivo, vacuo, gli occhi che si intravedono fra le lenti grigie sono persi, umidi e interrogativi. Il pensiero che scorre sulle sopracciglia aggrottate (potevo fare di più, diversamente, meglio?) si intreccia con un movimento compulsivo di spostamento da destra a sinistra della testa incassata sulle spalle curve. Il 'non c'è più niente da fare' della testa è il primo atto di coscienza di quello che l'anima e il cuore accetterà molto tempo più tardi o mai allorché l'evento luttuoso sarà concreto, allorquando l'abitudine della finta sicurezza si sarà frantumata fra le rocce della vita.&lt;br /&gt;Salgo sul tram e mi siedo, le porte indugiano a chiudersi, il segnale è rosso. Lei è di fronte a me, lui è svanito già. Lei si mordicchia l'interno del labbro inferiore sinistro, si infligge un piccolo tormento fisico per non sentire il tormento lacerante della silenziosa ed incombente solitudine con cui la vecchiaia va a fare compere.&lt;br /&gt;Le porte si chiudono rumorosamente e lasciano quella cartolina animata dietro i vetri, il tram si muove lento sulle rotaie, quel pezzo di vita scivola fuori dal mio campo visivo. Abbasso la testa, la scuoto, ho pagato un biglietto per un dramma beckettiano, ma non troppo, recitato dalla compagnia dei dirimpettai. Unico spettatore di questo spettacolo muto e misurato, pagante il fio, i miei occhi, il mio odorato ed il mio trolley pesante. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-7264430073623257255?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/7264430073623257255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=7264430073623257255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7264430073623257255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/7264430073623257255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/10/aspettando-il-tram.html' title='Aspettando tram'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1870732920712813625</id><published>2008-10-03T23:05:00.001+02:00</published><updated>2008-10-17T15:06:47.390+02:00</updated><title type='text'>Ritornando in Europa</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1870732920712813625?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1870732920712813625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1870732920712813625' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1870732920712813625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1870732920712813625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/10/ritornando-in-europa.html' title='Ritornando in Europa'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3345130694080607649</id><published>2008-10-03T16:45:00.003+02:00</published><updated>2009-03-29T18:10:20.104+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Verso il Montenegro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;‘Domani sveglia presto e si parte presto, buonanotte’ mi dice mio padre dopo avermi dato il bacio della buonanotte, datomi la benedizione segnandomi la croce sulla fronte e salendo le scale che portano alla sua stanza da letto. Rimango sola davanti al camino crepitante, acceso per il piacere di stare noi tre davanti al camino più che per effettiva necessità e freddo.&lt;br /&gt;Guardo svagata qualche fotogramma che proviene dalla tv poi decido di spegnere, un saluto al mio vecchio e spelacchiato cane che ronfa beatamente sul divano e vado nella mia stanzetta. Crollo quasi subito ma ricorderò quel sonno, la mattina successiva, come profondo e pieno.&lt;br /&gt;L’indomani alle 8 sono già pronta, porto il mio Fido giù ma di mio padre neanche l’ombra, esordisce intorno alle 9.30 con la sua solita battuta: ‘Allora. Io sono pronto, forza che è già tardi’. Mia madre, seduta ad aspettare da mezz’ora, lo guarda in procinto di volergli azzannare il collo, io invece sono rassegnata.&lt;br /&gt;Il viaggio è lungo e inaspettato ma mio padre e mia madre sono di buon umore come me d’altronde. E’ da molto che non passiamo del tempo insieme e vedere le loro teste che ciacolano con me mi fa stare bene. Attraversiamo una serie di paesaggi a me noti, cambiati nei profili paesaggistici, mio padre mi indica un punto oltre le colline dicendomi che lì è stata l’ esplosione della santa barbara avvenuta qualche mese fa nel villaggio di Gerdec che ha causato la morte di 17 persone, lo sventramento del paese e devastazioni in un raggio di centinaia di chilometri.&lt;br /&gt;E’ impressionante vedere come l’onda d’urto, scavalcando colline e percorrendo ampi spazi abbia fatto esplodere vetri e saltare ondulati che ricoprivano i tetti. A casa dei miei questa misteriosa signora ha creato un effetto sottovuoto che ha scardinato la porta d’ingresso del piano rialzato lasciando intatte le finestre ed il portoncino di ingresso.&lt;br /&gt;A guardare il paesaggio sembra che la signora Onda d’Urto abbia sbadigliato e abbia risucchiato e poi espirato violentemente in un gesto annoiato da vecchia lady.&lt;br /&gt;Finita l’autostrada giriamo in direzione di Scutari, le strade si fanno più strette, costellate di case a forma di baite di montagna, coloratissime come le case all’ingresso di Tirana, le case in costruzione con i ferri che tendono le dita verso il cielo in cui sono conficcati pupazzi e bandiere albanesi in funzione apotropaica per scacciare spiriti maligni.&lt;br /&gt;Ci fermiamo a fare rifornimento presso una stazione di rifornimento che ha una copertura alta come il teatro di Sidney e dove svetta il nome Alpet, colosso che sta lottando contro la Taci oil per il predominio delle numerosissime e alquanto inutili pompe di benzina sparse per il territorio. Comincio, per gioco, a contare il numero delle stazioni di rifornimento ed i loro nomi e le appunto sul mio quaderno di viaggio: in 200km di percorso cioè dallo scorrimento veloce Vora – Skoder più il tratto per raggiungere il confine con il Montenegro gli occhi incrociano i seguenti nomi di stazioni di rifornimento:&lt;br /&gt;Eri Oil, Lacy Oil, Alpet, Sara Oil, ExERI, EIDA, Laci Petrol, Jet Oil, Laska Oil il cui logo è identico a quello dell’Agip anni ‘70, Taci Oil, Ada Petrol, EKO, EuroMati, PalucaPetrol, Noloka, Lezha Petrol, Ldedaj, Sterkaj, Riva Oil, Eso con stesso logo della più nota Esso ma con una s in meno e la Kastrati Oil con il logo dell’elmo di Skanderberg, l’eroe nazionale.&lt;br /&gt;Già di per sé questo elenco è impressionante ma il risvolto comico è che ne ho contate ben 68 il cui utilizzo è pari a zero.&lt;br /&gt;La domanda che viene spontanea è: ma se non va nessuno come fanno a campare questi? La risposta è molto eco-logica: RICICLO ovviamente biologico, perché non lascia traccia e produce altra energia, invece su indifferenziato, plastica, vetro e lattine (e spero non rifiuti speciali) si sono organizzati nell’accettare sotto pagamento che alcune aree divenissero centro di deposito rifiuti provenienti da alcune aree dell’ Italia. Così come, sempre sotto pagamento, hanno deciso di vendere l’acqua che serve a produrre l’energia elettrica alla Grecia e, con il contributo di ancora scarsi impianti elettrici, costringono la popolazione, soprattutto nelle aree rurali, ad essere privata dei rudimentali e necessari diritti.&lt;br /&gt;Apro piccola parentesi: a Tirana il problema sussiste ma è diciamo ‘razionalizzato’, più ci si allontana dalle città e si va verso città più piccole o verso i centri rurali, più la situazione diventa drammatica. L’energia elettrica viene erogata solo poche ore al giorno costringendo ad utilizzare generatori o a vivere senza. La cosa positiva è che il cielo di notte in molte zone dell’ Albania è un cielo di notte, manto nero trapuntato di stelle, le lucciole sono ancora visibili e la luna piena illumina davvero il cammino. Chiudo Parentesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorno alle stazioni di rifornimento: queste sono di varie forme, grandezza e dimensioni, quelle più piccole, rudimentali e tirate su con quel che c’è, normalmente sono popolate da uno o due uomini, accovacciati a terra con sigaretta attaccata alle labbra e pendula sul lato destro del labbro.&lt;br /&gt;Se non sono accovacciati sono sicuramente seduti al bar che correda la stazione di rifornimento perché l’unica cosa che supera il numero delle pompe di benzina sono i bar, luogo di delizie, ritrovo e rifugio degli uomini e nelle città VIP anche di donne agghindate, truccate, curate ed estrose.&lt;br /&gt;Nel concetto di numerosità in un recente passato rientravano i bunker molti dei quali sono stai parzialmente o totalmente distrutti, il ferro delle intelaiature è stato riutilizzato o rivenduto e questi monumenti alla inutilità, ormai, sono solo un ricordo letterario o una presenza per gli occhi di turisti e fruitori nuovi dell’Albania che, sicuramente, li vedranno spuntare dalla sabbia della costa o attorniare le pendici di Valona, fare capolino attraverso i rovi nelle montagne, puntare le loro bocche aperte verso il mare da posti insoliti e incredibili ma li vedranno ultimi eroi, pallido ricordo di una fiorente vegetazione cementifera che ormai si presenta in via d’estinzione e con aspetti paleoetnografici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Shkoder in poi la strada si restringe, è sconnessa, scomoda. Ma il tratto non è così drammatico e alla fine con lo spettacolo mozzafiato della laguna di Shkoder (Parco Nazionale Oc Olimini) ci mettiamo a fare coda. Papà mi racconta di un episodio del passato: il fratello di un Suo carissimo amico scutarino per sfuggire al regime di Hoxha, nottetempo, si cosparse di grasso e attraversò a nuoto il lago per raggiungere la costa montenegrina. Il grasso aveva la duplice funzione di annerirlo e di proteggerlo dal freddo pungente.&lt;br /&gt;Quest’uomo raggiunse il Montenegro, fu accolto da alcune famiglie albanesi per un certo tempo e poi emigrò negli Stati Uniti. Lui ce la fece, molti altri furono uccisi o morirono o vennero imprigionati e mandati nelle zone paludose e malariche dove trovavano ad aspettarli i dissidenti, la fame, le malattie e spesso la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre papà racconta immagino la scena: la famiglia che lo vede per l’ultima volta, che non avrà notizie per molto tempo, non sapendo se sarà riuscito a sopravvivere alla traversata e se sarà accolto in Montenegro. Lui che si spoglia dei vestiti e quindi della sua vita, degli affetti, del passato e si cosparge del nero dell’oscurità e dell’incertezza, che si immerge in acqua, nudo, per il suo nuovo battesimo, che ad ogni bracciata mette la forza della disperazione e mischia nell’acqua nera e fonda le lacrime della paura, dell’abbandono e della solitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La coda al confine albanese è abbastanza rapida, in Montenegro ci chiede i passaporti uno svettante omone, il primo di una lunga serie, in Montenegro la coda è molto più lunga e il tempo sembra non passare mai. Un cane di confine gironzola attorno alle macchine per raccogliere coccole e cibo e sfoggia un’abilità ed una destrezza da maitress.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fila si muove finalmente, siamo liberi, verso il Montenegro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3345130694080607649?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3345130694080607649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3345130694080607649' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3345130694080607649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3345130694080607649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/10/verso-il-montenegro.html' title='Verso il Montenegro'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-3166750767946625601</id><published>2008-10-02T22:55:00.000+02:00</published><updated>2008-10-10T23:15:18.842+02:00</updated><title type='text'>Introduzione al mio viaggio piccolo nei balcani</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guardo questo paese con l’occhio del ricordo, quello del tempo che ho passato lì, e con l’occhio del presente in una visione strabica e diacronica. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La differenza fra l'Albania del 1998 e l'Albania del 2008 sta in un centimetro. Nel passaggio millimetrico che intercorre fra la strada asfaltata e la strada disconnessa, rotta, piena di buche prima di entrare a Shkoder (Scutari). &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed è un millimetro che separa un secolo corto dieci anni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche se avevo prenotato con Belle Air, sono atterrata a Tirana, al Nene Tereza, giovedì pomeriggio (il 25 settembre) con un volo Click Air, compagnia spagnola, misteri delle compagnie low cost, che poi tanto low non sono. L’aeroporto è nuovissimo, pulito, con ampie vetrate e palme che accolgono o salutano i fruitori dell’aeroporto. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I controlli passaporto, dazio ingresso sono tutto sommato veloci ed ordinati e il sospiro e l’inspirazione di pazienza e sangue freddo di qualche anno fa è solo un pallido ricordo, richiamato solo dal popolo dei soliti furbetti che spinge e si intrufola anche per gli stretti corridoi delimitati. Ma già sono abituata. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le strade sono asfaltate, pulite e davvero si vede poco, almeno sulle assi viarie principali, di quello che ho vissuto io in Albania negli anni passati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi fa piacere che ci siano progressi in tal senso ma mi dispiace che stiano perdendo molto altro con cui faranno i conti a breve. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stanno indiscriminatamente costruendo in ogni dove, non ci sono piani regolatori, ognuno tira su muri, costruisce con stili architettonici differenti (immagino ricordo esperienza dei paesi dove sono emigrati) che vanno dalla costruzione metallica bar/ristorante a forma di aeroplano nei pressi del nene Terza, a quella tirolese, al molto British con tanto di bowindow, al Formula 1 (vedi case con scacchi bianchi e neri sulla prospettiva) o alla case di stile pompeiano, o facendo manbassa iconografica di colonne e frontoni rendendo le case piccoli templi greci. Tutti con giardini curatissimi e pieni di fiori. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finchè ti trovi nella strada che dall' aereoporto conduce a Durazzo e trovi le case spalmate lungo una strada dritta puoi esserne contento e sorridi dei lazzi architettonici ma quando vedi lo scempio compiuto, ad esempio, sulla costa di Durazzo dove fino a qualche anno fa pinete immense precipitavano a mare creando un paradiso naturale mentre adesso si ergono palazzoni a numerosi piani, con uno spazio luce fra un palazzo che non supera i 50 cm, non puoi altro che inorridire. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stessa situazione si sta verificando a Scutari che è, forse, l’ultima in ordine di tempo, delle città toccata dalla maniacale follia edilizia. Scutari, il cui fiume Drin scorre placido, lento avvolgendo nelle sue anse gran parte del territorio, un tempo era navigabile e navigato dalle imbarcazioni fluviali veneziane che durante un lungo periodo di tempo lasciarono traccia architettonica e di nobiltà alla città che, nonostante la dominazione turca e gli sfregi del regime, aveva conservato  reminiscenze dell’età veneta nel suo DNA. Adesso, ad esclusione del centro storico, stigmatizzato solo da due strade principali e ben recuperato, la furia edilizia si sta abbattendo senza mezzi termini. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A parte le brutture architettoniche ci sono altri due aspetti che non si vedono e di cui bisognerebbe tenere conto: come vengono costruite queste abitazioni e cosa distruggono.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Della costa ho già fatto cenno anche se molto si potrebbe dire della barbarie che stanno compiendo al Sud, delle zone rurali più o meno vicine ai centri urbani dico: sotto il regime di Hoxha, per questioni squisitamente politiche, tutto ciò che era albanese, tradita shqiptare (tradizione albanese), era osannato e amato (molte delle meravigliose chiese bizantine custodite in Albania si sono salvate dalla follia distruttiva dell’ ateismo imposto dal regime, proprio perchè considerate prodotto della mano albanese e anche su questo si potrebbe aprire un articolato capitolo) così che le case rurali, particolari e tipiche, sono state studiate e catalogate e almeno se ne conserva memoria storica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcune di queste abitazioni tradizionali (e non parlo dei cubici e spersonalizzanti palazzi imposti dal regime) per fortuna ancora ci sono e sono state recuperate dall’ingegno e dall’acume di persone come Gjon Dukgilaj che ha restaurato una casa, dopo essere stato 15 anni in Francia, in una sorta di museo/bar/ristorante che conserva oggetti e vestiti e dove la sera su un palco fluttuante si esibiscono anche in canti tradizionali. Stessa cosa, per iniziativa pubblica, è accaduto per l’intero villaggio di Berat, ora Patrimonio dell’Unesco. Ma la maggior parte delle case stanno scomparendo cancellate da queste mega e moderne costruzioni o sono abbandonate dal progressivo inurbamento, perse o relegate a fastidiosa memoria. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mia madre in macchina, mentre attraversavamo il Nord dell’Albania, mi ha ricordato ciò che diceva mia nonno Giacomo: ‘Chi non conserva memoria del passato è destinato a non avere futuro.’  Spero davvero che questo non accada, che non cancellino a colpi di cemento e di smania di ammodernamento le loro radici anche se, purtroppo, di fatto è rimasto ben poco e si cede solo e soltanto alla logica del possesso a tutti i costi Sia per gli acquirenti che per i costruttori. Costruire è fin troppo facile, possedere e fare vedere cosa si possiede un desiderio troppo grande per potere stare a sindacare e/o soffermarsi anche come si costruisce o sulla pelle di chi. Già perché ci si dovrebbe chiedere come costruiscono e chi controlla: le risposte sono velocemente e nessuno. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si sta radicando (il che dà per scontato che è prassi ed abitudine) una violenta e mostruosa forma di schiavitù. I costruttori di palazzi, uffici, officine e quant’ altro assoldano, meglio sarebbe dire, schiavizzano operai cinesi e turchi, almeno nelle grandi città. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I turchi sono più fortunati perchè sono considerati un po’ meno numeri dei cinesi i quali sono infilati in container di ferro in cui vengono fatti stare solo per dormire, forse 8 ore, e poi fatti uscire per lavorare le restanti 12 ore. Nei loro giacigli si alternano i corpi dei compagni che hanno finito i turni di lavoro. Dal punto di vista pratico si può dire che dormono sempre in letti caldi!!! Questi operai vivono recintati dentro il cantiere e solo nei container. Quanti ne muiono, quanti stanno male, cosa accada loro nessuno lo sa ma i palazzi vengono su bene, a ritmi incalzanti e servono ad ospitare palestre di lusso, discoteche, ristoranti, uffici dove l’occidentale e il nativo possono ancheggiare con un cocktail in mano. Non ce l’ho con il consumatore finale ma la domanda genera l’offerta. Non c' è controllo, le aziende straniere non fanno più profitto ed ecco che vincono le gare e danno in subappalto i lavori, se ne lavano le mani e così si continua.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quale materiale venga usato per le costruzioni non è dato sapere ma se in Italia hanno usato materiale scadente e chimico per costruire scuole e ospedali, si fa presto a farci un pensierino. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;So che non è un problema solo dell’Albania, accade così a Dubai, negli Emirati Arabi e in forme diverse, forse più raffinate perché si devono eludere regole e controlli,  anche in Europa. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho divagato ma la domanda rimane: chi controlla? Chi sa? &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sembra di ritornare indietro quando passavi da Valona e vedevi gli scafi ormeggiati in porto, quelli che poi arrivavano in Italia pieni di umanità disperate o in fuga dai loro crimini. Tutti sapevano, gli scafi erano in bella vista, gli scafisti al solito bar con la sigaretta pendula fra le labbra in attesa del calar delle tenebre. Poi l’evoluzione degli scafi ormeggiati di fronte al Porto di Valona e finalmente l’accordo politico e fine dei giochi o inizio di giochi più raffinati con timbri falsi su passaporti falsi pagati centinaia o migliaia di euro. Ma anche questa è un’altra storia. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, mi sono persa di nuovo ma allora visto che ho divagato chiudo il lungo post e consegno a quelli successivi le stranezze viste, le memorie di viaggio, gli appunti sconnessi e ricuciti della memoria. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SO_FHaTYfiI/AAAAAAAAAGU/rXyHfnuh5Zk/s1600-h/IMG_9322.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SO_FHaTYfiI/AAAAAAAAAGU/rXyHfnuh5Zk/s200/IMG_9322.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255636021275033122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SO_FHTl_ynI/AAAAAAAAAGc/FGL9t6a45aQ/s1600-h/IMG_9324.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SO_FHTl_ynI/AAAAAAAAAGc/FGL9t6a45aQ/s200/IMG_9324.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255636019474057842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SO_FHkM_pZI/AAAAAAAAAGk/EHupzFkf9RY/s1600-h/IMG_9325.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SO_FHkM_pZI/AAAAAAAAAGk/EHupzFkf9RY/s200/IMG_9325.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255636023932593554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SO_FHk-WXeI/AAAAAAAAAGs/JBHBXuFqnRI/s1600-h/IMG_9330.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SO_FHk-WXeI/AAAAAAAAAGs/JBHBXuFqnRI/s200/IMG_9330.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255636024139603426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-3166750767946625601?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/3166750767946625601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=3166750767946625601' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3166750767946625601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/3166750767946625601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/10/introduzione-al-mio-viaggio-piccolo-nei.html' title='Introduzione al mio viaggio piccolo nei balcani'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SO_FHaTYfiI/AAAAAAAAAGU/rXyHfnuh5Zk/s72-c/IMG_9322.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4377930234741304386</id><published>2008-10-01T11:39:00.002+02:00</published><updated>2008-10-08T11:45:43.320+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thanks to'/><title type='text'>Gli abitanti del castello del piccolo folletto</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il pavimento è galleggiante, pieno di polvere d’oro, d’argento, di bronzo, e di polvere polvere, strisce di petali, rivoli d’acqua, pagliuzze di ferro, trucioli di legno, punte di chiodi, è rigato, usato, reca tracce, orme, segni, è una scacchiera con un gioco di vuoti e di pieni.&lt;br /&gt;Una piccola porta si apre e permette l’accesso a quanti vogliono camminare sul pavimento; ognuno lascia le sue orme, piccole, grandi, con i tacchi a punta, con la suola di gomma.&lt;br /&gt;Ognuno segue una traiettoria, c’è chi si ferma in un angolo illuminato, chi in quello in penombra, chi in quello buio pronto a saltare fuori all’improvviso. C’è chi passa così velocemente che solleva la polvere, crea mulinelli di fiori, modifica le strisce di petali ma poi questi ricadono e coprono le orme di chi non si è voluto fermare, di chi non era gradito, di chi ha solo sbagliato pavimento.&lt;br /&gt;C’è chi si accomoda in salotto, segna un solco, segue un cammino e poi diventa padrone di parte di quel pavimento e della sedia, poltrona o sgabello che ci sta sopra.&lt;br /&gt;C’è hi preferisce la cucina e si muove solo fra un aperitivo un pranzo o una cena.&lt;br /&gt;C’è chi ancora guarda alla finestra di questa strana costruzione fatta di pareti trasparenti e si chiede se deve entrare o no.&lt;br /&gt;C’è chi sta per uscire dopo essersi fermato sotto questo tetto di biscotti e marzapane perché vuole andare altrove o semplicemente è stato troppo seduto sul cornicione interno della finestra o ancora, perché è sazio di questi sapori agrodolci che vengono insufflati dai lampadari e dalla mobilia.&lt;br /&gt;C’è chi è sull’uscio e ha appena suonato per entrare.&lt;br /&gt;C’è chi è di guardia su un torrioncino di spazzolini da denti e avvisa se avanzano carie indesiderate.&lt;br /&gt;C’è chi vende gli ombrelli a chi li apre per riparare dai giorni di pioggia battente le mura di cristallo.&lt;br /&gt;Gli abitanti di questo strano castello abitano lì senza passaporti, richieste o autorizzazioni.&lt;br /&gt;Si sono trovati davanti ad esso e hanno o non hanno bussato oppure hanno soltanto trovato la porta socchiusa e hanno spinto sui cardini oleati e quando questi non erano oleati, sono tornati indietro, hanno preso un po’ di grasso e lo hanno messo semplicemente su per tamponare gli scricchiolii.&lt;br /&gt;I fondatori AnnaMaria e Gaetano hanno scelto il terreno, hanno scavato le fondamenta, hanno posto la pietra d’angolo vicino all’altro castello, eretto due anni prima, sulla collina chiamata Maurizio, altri hanno aiutato a costruire impastando la malta, portando i vetri e così in 36 anni il castello è stato costruito, riparato, allargato, modificato.&lt;br /&gt;Gli abitanti di questo castello si riuniscono per celebrare l’anno di fondazione e hanno identità caratteriali che li contraddistinguono nella pronuncia scandita e lenta dei suoni che producono i loro nomi: la dolce fermezza delle E di Elena, la positività sorridente dell’asserzione contenuta in Simona, la lunghezza della tenacia del nome Alessandra, la morbida riservatezza delle emme tonde di Myriam, la dolce esoticità della e finale abbandonata di Nicole, la ferma scansione della bisillabicità di Anna e Luca, la limpidità cristallina del significato di Chiara, la profondità gutturale di cuore accanto al dittongo di Gaetano, la luminosità contagiosa di Lucia, il rassicurante abbraccio del suono Puccio.&lt;br /&gt;Altre numerose e rilucenti identità precise, altri angoli sicuri del castello, altre chiavi di volta non erano sui merli ad accendere le 36 torce ma erano attorno al camino rosso acceso, cuore della costruzione, pieni di fuliggine perché impegnati a pulire la canna fumaria e ad alimentare con legna di speranza e carta di ottimismo fresco, il fuoco incerto della fine estate di questo anno.&lt;br /&gt;Ognuno degli abitanti è entrato, sta entrando o è uscito o sta uscendo a suo modo, con passo leggero, con pedata pesante, con piedi striscianti, con tocco felino ma ognuno indistintamente ha lasciato almeno una traccia, un dono o un regalo che impreziosisce, arricchisce, costruisce, ripara, raramente ferisce, spesso riscalda il castello di questo piccolo folletto, a volte spaventato e a volte sorridente, che, quando scende la notte sui pensieri, seduto sul lampadario di pellicola per alimenti del salone, si guarda intorno, scorgendo i corpi addormentati e in cuor suo gioisce della bellezza luccicante degli abitanti del suo castello che lo rendono più sicuro di quello che non sarebbe senza di loro. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4377930234741304386?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4377930234741304386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4377930234741304386' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4377930234741304386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4377930234741304386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/10/gli-abitanti-del-castello-del-piccolo.html' title='Gli abitanti del castello del piccolo folletto'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-787675335763466393</id><published>2008-09-24T23:34:00.007+02:00</published><updated>2009-03-29T18:18:06.907+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>Parto per una settimana</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;...non vorrei ma devo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Non ho good vibrations ma non importa sono qui e tutto va fatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ho ricevuto  l'altro ieri una mail da una persona a me carissima, mi ha trascritto una poesia. Calza a pennello per alcune cose. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;A lui dico, a me dico Hai ragione, bisogna rischiare, hai ragione bisogna cambiare, hai ragione bisogna chiedersi e domandare e conosco il tuo senso di responsabilità. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Immagino i foschi pensieri che ti tagliano fra ciò che ti dà il librarti nell'aria e rimanere con i piedi per terra. Ma a terra c'è molto e con quel molto voli tutti i giorni anzi credo che quegli occhi, quelle mani che sanno di te e che ti chiedono e guardano ti fanno fare viaggi interstellari. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ho di nuovo in mano un libro di Richard Bach, un altro caso? Non credo! &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ti ho promesso che ne scriverò, lo farò. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Comunque la poesia fa così e pubblico i pezzi che mi sembrano più interessanti, casso quello che trovo vagamente demagogico poichè ritengo che i consigli sensati abbiano un senso altrimenti non lo sarebbero, perchè penso che non tutti possono cambiare il lavoro anche se quel lavoro non li rende felici, perchè penso che muore anche lentamente chi non si assume le proprie responsabilità di essere umano. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Quindi, mio meditabondo e caro amico, lentamente muore solo chi non rimane fedele a se stesso e chi si prostituisce per pochi denari o per delle poltrone o per il corrosivo senso del potere. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Hai i tuoi piani di volo, hai il tuo vento fra i capelli, hai il 'è bellissimoooooo' anche se stai con i piedi per terra.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Madama Morte porta con sè la falce ed il sacco della riflessione.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Vola comunque anche da fermo, vola volando e lentamente vivi godendoti ogni istante.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La poesia è di Martha Medeiros&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Lentamente muore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni&lt;br /&gt;giorno gli stessi percorso (...) chi non parla a chi non conosce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muore lentamente chi evita una passione (...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(...) Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi&lt;br /&gt;non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente&lt;br /&gt;chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i&lt;br /&gt;giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non&lt;br /&gt;fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli&lt;br /&gt;chiedono qualcosa che conosce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(...)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-787675335763466393?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/787675335763466393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=787675335763466393' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/787675335763466393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/787675335763466393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/09/parto-per-una-settimana.html' title='Parto per una settimana'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-6455048110208013596</id><published>2008-09-18T18:00:00.002+02:00</published><updated>2008-09-18T18:24:32.159+02:00</updated><title type='text'>Ditta Levantino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La ditta Levantino a Palermo è quella che viene citata di più se si parla di traslochi e trasporti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fra i miei amici di teatro (e comunque di vita) c'era anche la battuta circa una persona alquanto tondetta che diceva: Chiama la ditta Levantino per catamiarlo! (spostarlo, farlo muovere).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco! fra le tante altre cose del 2008 mi sento molto ditta Levantino. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho aiutato in tre traslochi e ne ho fatti due personalmente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi è il terzo che faccio con l'ufficio e di nuovo scatole, scatoloni; leva carte, metti carte, archivia, sistema, ricomponi e così via.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so più se sono io che sto ferma e tutto il resto mi gira intorno o sono io che m'affanno e tutto resto del mondo è fermo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Propendo per la seconda.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un'altra cosa curiosa di questo 2008 è che sono passata da spazi immensi a spazi piccoli e angusti. Personali e lavorativi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so più se sono io che mi rimpicciolisco ed il mondo aumenta a dismusura o il mondo è sempre tondo con i suoi tropici al posto giusto mentre io mi dilato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Propendo per la prima tenendo conto anche dell'ultima 'pesa' stamattina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Comunque sia, adesso vado a casa con la schiena dolorante e ricoperta di polvere di archivio e con una strisciante idea che spero si trasformerà in convinzione: devo accettare le cose come vengono e quando non vengono bene provare a farmele scivolare addosso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi fermo e mi rimpicciolisco fino a sparire e poi riappaio sotto altre forme come Maga Magò.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E adesso scusate passo in libreria a cercare il libro delle formule magiche!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-6455048110208013596?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/6455048110208013596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=6455048110208013596' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6455048110208013596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/6455048110208013596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/09/ditta-levantino.html' title='Ditta Levantino'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-1231007186717221502</id><published>2008-09-18T00:30:00.010+02:00</published><updated>2008-09-18T01:01:20.209+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di vite incontrate'/><title type='text'>Pensieri di donna sposa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io ti ho dato molto e molto ho ricevuto. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io sono ancora qui, spesso ormai non mi vedi o fai finta di non vedermi ma sai che sono qui, che, nonostante i pianti, i singulti, i pensieri gialli e neri come corvi, sono qui che ti curo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è difficile parlare di un libro, non è difficile parlare di un pensiero. Tu ed io soli con noi. Da quanto tempo non stiamo soli? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo soli, invece e questo fa male. fa male al cuore, all'anima, al fisico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tempo non è un amico dolce, non ti perdona. Segna il viso, il corpo, accartoccia le giunture, invecchia le viscere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sudi ancora per remare controcorrente sul tuo guscio di noce. Non sei mai stanco o quantomeno non dici mai di esserlo. Non ti lamenti ma sei dolorante nel fisico, nell'anima. Non sei più un ragazzino eppure t'affanni come se lo fossi. Io ti vedo, cosa credi, per questo ti contrasto nei tuoi agire perchè a volte sono folli, controcorrente, assurdi, impossibili. Sei cocciuto, chiuso, indurito. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vita ti ha presentato conti pesanti, esosi, impagabili e nonostante tutto hai sempre fatto fronte ai tuoi impegni ma sempre girando intorno alla casa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure la nostra casa è solida, le fondamenta le ho scavate per bene e ha resistito a maremoti, terremoti, diluvi ed inondazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E io? Io sono qui, cucino, preparo, lavo, stiro, sistemo e mi prendo cura di te anche se urlo, piango, tremo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vorrei farti capire che sono sempre con te anche se i caratteri sono contrastanti. Vorrei sentire il palmo della tua mano scorrere sulle mie guance tonde. Vorrei che mi dicessi 'sei bella', a volte una sorpresa, un fiore, una piuma di un cuscino, un cucchiaio di legno, quello che vuoi, avvolto in una carta lucida e con un fiocco sopra e la tua voce che dice: 'ecco per te.' Mi sorprenderesti, mi sorprenderei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non chiedo, non più ma io ci sono, sempre, qui, per te, per noi, per i ragazzi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tempo scorre, prova a sederti qui vicino sulla poltrona, davanti al camino, prendimi la mano, carezzala e passa il tuo tempo con quello che vale, che c'è ora e non pensare che ci sarà. Non sempre ci è concesso il domani, viviamo oggi con due castagne, il formaggio ed il miele da metterci su. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ingabbia il tempo del lavoro a cui hai dato la vita e goditi quello che ci è concesso, perso nel mio sguardo, in quello di un bambino bellissimo, in quello di suo padre orgoglioso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono qui, siamo qui con le nostra urla silenziose di richiamo. Torna alla casa, torna da te, rimani con me. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così semplicemente noi. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;dedicato da m a p attraverso il tremore del cordone ombelicale che non si trancia mai e che intinge nel calamaio delle mie sensazioni.&lt;/span&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-1231007186717221502?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/1231007186717221502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=1231007186717221502' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1231007186717221502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/1231007186717221502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/09/pensieri-di-donna-sposa.html' title='Pensieri di donna sposa'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5835285954255675820</id><published>2008-09-14T19:20:00.001+02:00</published><updated>2008-09-14T19:20:00.942+02:00</updated><title type='text'>retroattività</title><content type='html'>...dicevo che avrei recuperato&lt;div&gt;Sto trascrivendo pian piano le emozioni dei giorni in cui non ho avuto voglia di accendere il mio pb. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per chi ha voglia di leggere ancora qualcosa di me. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A breve realizzerò una piccola cosa che spero funzioni e se non funziona, beh, ci avrò provato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Adesso faccio una doccia e me ne vado a vedere un filmone: kung Fu panda. E domani chissà Hancock ma devo ancora decidere chi mi seguirà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Buon fine domenica. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5835285954255675820?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5835285954255675820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5835285954255675820' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5835285954255675820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5835285954255675820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/09/retroattivit.html' title='retroattività'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4786418810742213008</id><published>2008-09-10T12:28:00.002+02:00</published><updated>2008-09-10T12:32:39.247+02:00</updated><title type='text'>Il ballo scomposto degli interrogativi ad uncino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lo so, devo recuperare. Recuperare in tutti, molti, troppi sensi. Recuperare sul blog innanzitutto.&lt;br /&gt;Puccio mi ha detto che ho lasciato i mie fan all’asciutto (curioso, non ho mai pensato di avere fan)&lt;br /&gt;C’è un dato di fatto che giustifica la mia assenza. Il periodo è stato soffocante, abbrutente e stancante. E’ così quando devi salvare il salvabile, è così quando devi ricostruire il puzzle della tua esistenza rotto da uragani che durano mesi.&lt;br /&gt;Prima bisogna cercare tutti i pezzi sparpagliati qua e là nei recessi del tuo corpo: anima, mente, sangue, fegato, stomaco, mani, piedi, sistema simpatico, nervoso, linfatico, reni e quant’altro componga questo mio essere di carne.&lt;br /&gt;Raccoglierli tutti e iniziare a farli combaciare ma i tagli, gli strappi, le pieghe, purtroppo, non si cancellano e rimangono lì a ricordarti che l’uragano c’è stato ed è bene non dimenticarlo. Quei pezzi stropicciati, malridotti ti fanno sempre guardare il cielo nero con il timore che ancora non sia finita. E non lo è.&lt;br /&gt;Oggi mi hanno detto di non mollare. Io ho risposto che non mollo ma a volte… beh a volte è dura, a volte, sdraiata sul divano, la notte mi chiedo, mi domando, cerco di raddrizzare le curve dei miei punti interrogativi ma loro si ostinano a riprendere posizione e a fare anche di più. Si girano a testa in giù e diventano uncini che mi si conficcano sotto le ascelle, sui muscoli cervicali, alla base del collo, sui fianchi e fra le dita dei piedi, mi tirano su come una marionetta e mi fanno ballare. Ecco. Per ora eseguo il ballo scomposto degli interrogativi ad uncino.&lt;br /&gt;Non mollo ma a volte… a volte, come oggi, si decidono le sorti. Ci sono date che non si scordano, ci sono numeri che ritornano.&lt;br /&gt;Ci sono numeri che ritornano nella mia vita: l’1, il 9, il 18 ad esempio e combinazioni di questi numeri. L’1 è sempre un inizio ed una fine. L’1 sono nata, l’1 sono rinata, l’1 muio e rinasco. Il 18 era una data sognata, il 18 è una data di rottura, di chiusura, il 18 torna ad essere una data di speranza e di sogno. Ma i miei numeri non vanno in linea retta, si chiudono sempre in un cerchio che dà continuità a se stesso. E rotola, rotola lungo la carne del mio corpo, carezzando l’impalpabilità dell’anima onnipresente, segue il perimetro e poi ritorna in bocca, lo inghiotto, segue il percorso degli organi interni per poi tornare su dalla gola e fuori dalla bocca. Ho scoperto che i miei numeri, i miei cerchi non si fermano mai.&lt;br /&gt;Non linee rette, spigolose, non frecce che si conficcano ma rotondità che fanno male quando incontrano un’ asperità, saltano sulla roccia, ricadono più o meno fragorosamente, si feriscono, si tagliano, a volte sanguinano, fanno il livido e poi si rigenerano.&lt;br /&gt;I miei numeri rotondi mi danno alla fin fine motivo di tranquillità, nel fondo dei cerchi si sedimenta un liquido di speranza bianco profumato di gelsomino e quando loro girano, il liquido va in circolo, si spande e macchia il liquido denso, grigio delle deiezioni lasciato dagli uragani. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono piccole venature che rompono la stasi dell’oscurità.&lt;br /&gt;Piccole venature, piccoli oggetti, piccole presenze. E’ la presenza delle piccole cose che rende tutto speciale, diverso, unico. Piccole presenze che diamo per scontate e che invece sono perno, cardine, cuscinetto, cerniera, olio per far aprire e socchiudere la porta dell’esistenza.&lt;br /&gt;Le piccole potenti presenze.&lt;br /&gt;Bisogna farne buon uso, non scordarle, non banalizzarle perché quando non si trovano più nei cassetti disordinati della vita quotidiana ci si rende conto di quanto siano importanti.&lt;br /&gt;Un sorriso, una carezza, il profumo della pelle, il bacio della buonanotte, un abbraccio, la condivisione, i ricordi, i viaggi…..tante piccole venature bianche profumate fra il liquido denso delle deiezioni.   &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4786418810742213008?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4786418810742213008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4786418810742213008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4786418810742213008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4786418810742213008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/09/il-ballo-scomposto-degli-interrogativi.html' title='Il ballo scomposto degli interrogativi ad uncino'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8201435567477448924</id><published>2008-09-05T12:06:00.003+02:00</published><updated>2008-09-10T12:35:42.217+02:00</updated><title type='text'>COMING SOON</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Rientrerò. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per ora sono anestetizzata dal lavoro fino a notte e in fondo non mi dispiace.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho ripreso la penna ed il calamaio (modernamente la bic) e scrivo sui miei quaderni, frasi, pensieri e tanto altro. Ho tutto ben conservato e lo riporterò su queste pagine. Ma il tempo è tiranno e io lotto per salvare il salvabile ed avere piccole certezze per domani e domani l'altro e l'altro ancora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi sarà un fiume quando avrò il tempo e anche la voglia di accendere il mio pb che giace lì con la polvere da agosto. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8201435567477448924?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8201435567477448924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8201435567477448924' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8201435567477448924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8201435567477448924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/09/comig-soon.html' title='COMING SOON'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8979154126368341515</id><published>2008-08-23T22:30:00.000+02:00</published><updated>2008-09-14T18:10:33.564+02:00</updated><title type='text'>...sosta a Parco Sempione, arriva pietro.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facciamo due passi. Andiamo verso castello Sforzesco. Vocii di bambini nei cortili del castello, mamme che si raccontano di figlie che prendono decisioni importanti. Vorrei avere i bermuda, ho le gambe caldissime e i piedi infuocati. Cerchiamo una panchina che sia all’ombra ma sono già tutte accaparrate. Ne individuiamo una che è in penombra, faremo i turni sussurro sorridendo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so come, non so perché siamo seduti su quella panchina e cominciamo a parlare del più e del meno e viene fuori l’argomento insonnia. luio sobbalza e mi rimprovera, lei cerca di smorzare i toni ma lui si infuria. ‘No tu sai cosa ha significato per me l’insonnia, tieni prendi questo numero e quest’altro, la chimica aiuta, il resto non so. Ora sto meglio, dormo sei, sette ore, non piango per una canzone melodica, ricordo quello che faccio, non sto male e non vivo la notte come un mostro da superare’ Lei cerca di frenare l’ardore della discussione perché pensa, giustamente, che io sia ipersensibile all’argomento. Ha ragione. sento i suoi sintomi e mi si inondano gli occhi, faccio fatica a tenere a bada le mie emozioni. Lui insiste e mi da due numeri e due nomi. Entrano e si infilano sul telefonino Pietro e Socrates. Sono convinta che Pietro farà parte della mia vita a breve, di Socrates ho più timore. Socrates è uno che maneggia la mente con la chimica, Pietro maneggia il corpo con il sapere. Timeo Socrates.  Lo dico un po’ perplessa, lei e lui mi dicono di cominciare da Pietro. Forse è meglio, forse è più giusto. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;il sole si sta abbassando e la luce filtra fra le foglie ingiallite, dei ragazzi giocano a pallone, un cane trotterella felice. Continuiamo a parlare in una strampalata versione di terapia di gruppo senza conduttore, liberiamo emozioni senza dirci fatti precisi L’animo è più lieve e non dovrebbe ma chissà se esternando un dolore singolo e immettendolo in un dolore compartecipato, cosmico se ci fosse Leopardi, il peso del singolo diventi più leggero perché trasportato da più persone. Forse è il principio del prosaico mal comune mezzo gaudio. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi viene da pensare che anche nel dolore l’uomo è un animale sociale, alla fine si apre con spiriti simili o trova nel suo innato istinto di sopravvivenza dei modi di comunicare con chi o è simile a lui o lo può capire. Ogni volta un essere diverso ma in qualche modo affine. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8979154126368341515?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8979154126368341515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8979154126368341515' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8979154126368341515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8979154126368341515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/sosta-parco-sempione-arriva-pietro.html' title='...sosta a Parco Sempione, arriva pietro.'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2369837030858786319</id><published>2008-08-23T21:45:00.005+02:00</published><updated>2009-03-29T18:15:55.845+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le tante arti'/><title type='text'>L'Ultima cena di peter greenaway e ...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho aperto gli occhi stamattina dopo 5 notti di insonnia feroce e tormentata, non ho l’impegno del lavoro, chiamo ma sono tutti fuori. Chiamo la mia donna scricciolo che mi sostiene e mi consiglia sul da farsi e mi ascolta, ascolta le note dolenti e le armonie disarmoniche, mi dice di usare la chiave di violino, di non usare i bemolle ma i diesis, mi dice di interrompere le sincopi e cercare di suonare cose semplici. Oggi non riesco, oggi sono dodecafonica e mi lascio cullare dalle sue armoniche parole di madre e confessore. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bevuto il calice amaro tento un lancio di sos e per fortuna qualcuno risponde. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alle 14. Palazzo reale. Sono lì dopo avere preso la posta e organizzato mentalmente gli spazi di ciò che dovrò fare domani. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La giornata è decisamente calda, prima un boccone all’immondezaio dell’autogrill e poi verso Palazzo Reale. Finalmente riesco a vedere ‘L’Ultima cena di Peter Greenaway’.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All’interno della Sala delle Colonne è stata ricostruito in scala 1 a 1 lo spazio architettonico di S. Maria delle Grazie ed è stato ricostruito l’affresco dell’Ultima Cena di Leonardo. Fra la parete dell’affresco e la parete bianca sul lato opposto campeggia una lunghissima tavola che riproduce la tavola dell’Ultima Cena. Tutto è bianco come passato a calce, la tovaglia è rigida, gli oggetti, il cibo sono posati nelle stesse posizioni in cui sono state bloccate da Leonardo nell’affresco. La tavola si illumina dal basso di un colore rosso quando si abbassano le luci ed inizia lo spettacolo. Lo scopo ultimo è far parlare l’affresco, far si che racconti la sua storia in modo cinematografico. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il percorso narrativo è doppio, una proiezione di 20 minuti sulla parete dell’affresco e un’altra di 20 minuti dall’altra parte in contemporanea. La musica ti avvolge e ti accompagna, il tavolo si illumina di colori diversi. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parte in penombra ed in sordina la resurrezione di qualcosa che è morto nel suo essere oggetto ma non nella sua essenza portatrice di messaggio. La luce sorge dallo sfondo paesaggistico, come l’alba di qualcosa di nuovo ed il tramonto che prelude la sera, l’inizio della morte. La luce bagna tutto l’affresco portandolo a colori vividi, all’inizio del suo tempo che fu per breve tempo a sua volta. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con straordinari effetti speciali, le luci tagliano i bordi, scontornano, sezionano e poi vivificano staccando le figure dal fondo, riempiendole, avvolgendole in un tutto tondo, le figure non sono più dipinte, diventano sculture che vivono illuminate singolarmente di una luce grigia, terrosa come fossero scultura di pietra. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La luce adesso scivola sugli Apostoli che sembra si muovano verso il centro: Cristo. L’affresco sembra dipinto ora da Caravaggio, ora da Tiepolo, ora dai neon dell’arte contemporanea. I tagli di luce, il cangiare dei colori, i tagli sui profili raccontano un episodio unico narrabile da cento interpreti. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli occhi sono rapiti, estatici (i miei),  un occhio di bue accarezza i volti dell’affresco rendendo ogni singola espressione, ogni singolo gesto unico, irripetibile, un sintagma, un’aforisma, un motto, un epiteto. Si staccano i singoli di un affresco corale per esprimer la forza del singolo, struttura, colonna di un tempio di diversi elementi, tempio possente, complesso. Tutti vivono ma tutti tacciono di fronte la sorgente primaria ed unica che è Cristo, rivelato dopo l’introduzione sinfonica con un leggero accento riservato alla figura di Giovanni. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Brilla la lama fra Pietro e Giovanni, sottolineata da un acuto suono della colonna sonora, brillano gli oggetti che imbandiscono la tavola dipinta e lentamente l’affresco torna nell’oscurità. Pochi secondi ed inizia il canto celestiale di mani illuminate con ritmicità avvolgente, mani che parlano sussurrano, che volano via dal fondo come se stessero suonando i canoni inversi di Bach. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ un tripudio di conversazioni, di gesti che non appartengono ad un corpo immerso, dialoghi di dita, polsi, dorsi, palmi. Mani che conversano freneticamente, gesti concitati battuti dal ritmo della luce e della musica. Gli occhi saltano da una mano all’altra senza posa, senza tregua. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono rapita, entusiasta. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E d’improvviso altri arti terminali parlano: i piedi, avvolti nei sandali, poggiati alla gamba del tavolo, ravvicinati gli uni con gli altri, nascosti dalle pieghe della tovaglia, avvitati a terra a reggere un corpo che si chiede: ’Sono forse io?’, piedi comparsi, mozzati secoli fa da un’apertura di una porta e ora vivi, presenti, immaginati, illuminati per brevi attimi di tempo. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una donna canta e i suoi acuti toccano il cuore, è il momento della sospensione, senti risuonare  nella tua testa l’ultima eco dell’affermazione di Cristo &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;‘uno di voi mi tradirà&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;’ e i volti assumono le espressioni stupite, addolorate, emozionate, spaventate, incredule, basite, paurose, rabbiose.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dalla finestra sulla parete sinistra dell’affresco  proviene un altro taglio di luce che inonda con moto circolare la scena. La finestra a S. Maria ha una grata, la luce passa ingrandendo o diminuendo la proiezione della grata sulla scena. E’ impressionante e stupefacente vedere i bianchi brillare alla luce del sole, le stoviglie illuminarsi mentre nell’ombra segnata dalla grata, la tovaglia si inonda di sangue che percola su tutto e poi sparisce col passare della luce. E’ un’alternanza spaventosa del presente e del futuro: il sangue prelude alla passione e alla morte in un banchetto di vivi, il bianco vivido che torna a smacchiare il sangue, è la vita di adesso e la resurrezione che verrà. Tutto gira in un loop per cinque, sei volte e poi la luce bagna di nuovo tutto le figure, si concentra sul Cristo, le altre entrano in penombra e da lui promanano dei raggi di luce con un effetto che sembra quello degli affreschi bizantini della salita al Monte Tabor. Il video dura dieci minuti e riprende uguale per altri dieci minuti. Tutti ci giriamo verso l’altra parete su cui scorrono immagini che però non abbiamo potuto cogliere perché troppo presi e poco desiderosi di perderci la rinascita cinematografica dell’affresco. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui il filmato è visionario, non incline al racconto storico anche se dal racconto storico prende vita, non narra dell’affresco usando l’affresco ma usa la macchina cinematografica partendo dal micro particolare e allargandolo a dismisura. E’ un filmato a tutti gli effetti. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo avere ricostruito la vita di Gesù  attraverso capolavori di Leonardo e del Rinascimento, lo zoom digitale scivola su un particolare del manto di Giovanni e come un dermatologo vola sulla patina pittorica e la stacca, la parcellizza come quando si solleva il craquelè da un quadro vecchio. Polveri di colori si sparpagliano sullo schermo parete mentre la macchina da presa è su distanza ravvicinatissima e percorre tutto l’affresco senza che però si capisca dove passi, dove vada. Noto un richiamo di colori fra la proiezione dell’Ultima Cena e il filmato sulla parete opposta ma tutto è intimo, personale, tutto deve essere realizzato secondo una propria cultura, sensibilità, vissuto passato e presente. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo zoom solca la superficie pittorica e ci gioca, salendo a volte piano verso l’alto, affondando di nuovo i pixel negli strati di colore. Le carezze continuano fino a che lo zoom si rialza come il collo di una giraffa da una pozza d’acqua, lentamente, sinuosamente e riparte dalla figura del viso di Giovanni. Tutto finisce come comincia nel pulviscolo molecolare della pellicola che si scompone ma questa volta viene verso lo spettatore, lo inonda, lo supera e rimane attratta da quella luce che viene promanata da Cristo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buio. Tutto tace. Mi riprendo dopo qualche secondo. Ricompare la struttura di S. Maria delle Grazie e la luce artificiale e banale da uso quotidiano. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiediamo di potere rientrare. Per fortuna Milano ci concede oltre che i suoi silenzi la possibilità di rivedere per cercare di capire meglio i nessi o di trovarne o di fissare le emozioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;P.S. Avrei voluto scrivere prima di questa esperienza e avrei voluto che quelli che avessero letto e avessero avuto la possibilità di essere a Milano fossero andati a vederla. Io l’ho trovata un’esperienza straordinaria. Il sei settembre è stato l’ultimo giorno.  Adesso sarà itinerante, se dovesse capitarmi di nuovo sotto mano credo proprio che ritornerò. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SM045-LYg7I/AAAAAAAAAF8/V3rykLk9laA/s1600-h/thumb_monreale_duomo-transfigurazione.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SM045-LYg7I/AAAAAAAAAF8/V3rykLk9laA/s200/thumb_monreale_duomo-transfigurazione.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245911709550937010" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SM05vTrrrQI/AAAAAAAAAGE/VTgtY_ILEsU/s1600-h/Greenaway_6.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SM05vTrrrQI/AAAAAAAAAGE/VTgtY_ILEsU/s200/Greenaway_6.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245912625856621826" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SM05vglakXI/AAAAAAAAAGM/5eVuVGbn3C4/s1600-h/Greenaway+7.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SM05vglakXI/AAAAAAAAAGM/5eVuVGbn3C4/s200/Greenaway+7.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245912629319995762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2369837030858786319?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2369837030858786319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2369837030858786319' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2369837030858786319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2369837030858786319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/lultima-cena-di-peter-greenaway-e.html' title='L&apos;Ultima cena di peter greenaway e ...'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SM045-LYg7I/AAAAAAAAAF8/V3rykLk9laA/s72-c/thumb_monreale_duomo-transfigurazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4412819986170397125</id><published>2008-08-22T23:57:00.001+02:00</published><updated>2008-09-14T18:11:49.495+02:00</updated><title type='text'>Persone speciali</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ritornare al lavoro è perdere la piccola carica di autonomia di energia e di buoni propositi che avevo voluto crearmi, la situazione è sempre più ingarbugliata e fastidiosa. Gli uffici sono ancora vuoti e nel cortile risuonano le voci dei commentatori delle olimpiadi che i ‘terminati delle ferie’ guardano in streaming, non avendo nulla da fare. Io non oso, meno navigo, meno mi connetto meglio è. Ho la terribile sensazione che sia vittima di un grande fratello e non voglio dare il fianco a questo covo di aspidi. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All’ ora di pranzo arriva l’sms che aspettavo. Arriva Elena dalla Germania e si ferma a Milano per un solo giorno. Nonostante la sua stanchezza, l’arrivo in ritardo e gli amici abbandonati a casa per uscire con me, andiamo in pizzeria e ci mettiamo a raccontare i nostri viaggi, le nostre sensazioni. Elena è una persona speciale. Lei ha fatto il Cammino di Santiago ed era entusiasta nel sentirmelo raccontare, lei è stata investita di un riconoscimento del Cammino di Santiago. Mi ha chiesto se voglio farlo con lei, ancora non le avevo detto che è un’intenzione ferma. Niente per caso. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Elena è una persona speciale. Ti legge dentro, è una persona illuminata da una forza particolare, è dolcissima ma risoluta, ha una marcia in più ed una fede incrollabile. E’ instancabile, vulcanica e  straordinaria. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre mangiamo poggia una mano sul dorso della mia e mi chiede come sto. Non si può resistere davanti all’intelligente semplicità. Mi avvolge in un caldo abbraccio di parole senza chiedere nulla e dicendomi tutto. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Milano è diventata meno silenziosa nel paio d’ore in cui c’è stato un intenso discorso fra anime.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Elena si sposa l’anno prossimo. Elena si sta sistemando con il lavoro e a breve non sarà più precaria. Sono felice, felice che coroni due sogni. Lei se lo merita. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4412819986170397125?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4412819986170397125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4412819986170397125' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4412819986170397125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4412819986170397125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/persone-speciali.html' title='Persone speciali'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-4047173702019611007</id><published>2008-08-22T18:00:00.000+02:00</published><updated>2008-09-14T18:12:49.916+02:00</updated><title type='text'>Milano è vuota</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Milano è vuota. Non emette rumore. Tutto sembra irreale, ovattato. Milano ha la bocca chiusa come se qualcuno le avesse cucito le labbra con il fil di ferro. Non si sente nulla, neanche il rumore dei tram che sferragliano sui binari. Forse l’amministrazione comunale ha messo il volume a zero, ha bloccato per qualche tempo il vocio vomitato dalla bocca di questa città ogni giorno. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già perché Milano ti mangia, ti mastica e ti vomita, ti mangia ti mastica e ti vomita in pezzi sempre più piccoli, sempre più minuscoli ma non smette mai ti raccogliere quel vomito e di ributtarlo fuori. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è la Milano da bere è la Milano che ti beve. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma stanotte è tutto silenzio. In aeroporto solo il brusio di persone che hanno finito le ferie, il rumore dei motori dei taxi che scivolano in moto continuo davanti la fermata. Salgo su uno. Poso lo zaino pieno di regali bellissimi e fragili. Sto attenta, basta poco per romperli. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tassista ha voglia di parlare, ha fame, mi chiede dove poter mangiare, mi dice che si sente solo, che è da tanti anni a Milano, che non riesce ad avere una relazione stabile e duratura, lo ascolto distrattamente, guardo le indicazioni stradali e mi si stringe un attimo lo stomaco, non giriamo a destra alla seconda uscita, proseguiamo dritto. Non girerò più alla seconda uscita, dovrò tirare dritto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tassista è di Mazzara ma vive a Milano da quando è piccolo, è alto, corpulento, molliccio, sudato eppure a Milano non c’è caldo. Mi comincia a fare domande, mi chiede se torno dalla mia famiglia, non è qui la mia famiglia, dai miei bambini, non ne ho, ah allora torna da suo marito, non sono sposata, dal suo compagno? non ho un compagno. Rispondo in automatico anche alle successive domande con quella spinta spontanea che ogni tanto dovrei tenere a freno. Non è sposata? e come mai? non lo so, non mi importa molto adesso. Eh questi uomini, una bella ragazza come lei, simpatica. Faccio spallucce ‘capita’ rispondo. ‘beh anche io sono sfortunato con le donne, con me non sono mai sincere, io ho fame, lei ha mangiato?’ mi risveglio da quell’effluvio di sfilza di domande e un’altra fitta allo stomaco, stavolta un allarme.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho il telefono in mano, da quando sono atterrata ho cancellato cinque volte un messaggio, chiedo scusa e faccio finta di rispondere ad una chiamata  e faccio finta che siano i miei coinquilini che mi aspettano per mangiare. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In poco più di tre secondi dopo la domanda del tassista ho realizzato che la città è vuota, che ho confessato di essere sola e che con ogni probabilità nel mio palazzo non c’è nessuno. Quell’uomo lì è il quadruplo di me e io sono fragile come i miei regali. Conduco la telefonata finta fino a quasi sotto casa, pago e poi scendo con faccia allegra e saluto. Non trovo le chiavi e lui è fermo lì che guarda, magari è l’uomo più buono del mondo ma per ora è solo un enorme fonte di ansia. Faccio finta di citofonare e dico che ho trovato le chiavi e scatto su. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infilo le chiavi nella toppa, casa si schiude nel buio e nel silenzio. Poso le valigie, appoggio delicatamente lo zainetto. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Urla solo il silenzio. C’è un leggero odore di chiuso. Annaffio le piante e apro il divano-letto, domani torno al lavoro ma non ho sonno e così apro la valigia, prendo i miei averi cartacei e comincio a scrivere i miei resoconti. Scrivere è ancora come se fossi ancora in viaggio, vedere la guida, gli scontrini, le mappe, vedere le foto mi inebria e mi fa sorridere. Riempio il silenzio di ricordi e adesso non è più silenzio, è l’aria profuma della notte. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-4047173702019611007?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/4047173702019611007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=4047173702019611007' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4047173702019611007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/4047173702019611007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/milano-vuota.html' title='Milano è vuota'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2977902128216437705</id><published>2008-08-21T23:58:00.002+02:00</published><updated>2009-03-29T18:06:51.557+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>di nuovo Sintra e di nuovo l'oceano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono posti in questo viaggio che ci erano sfuggiti, ci sono piatti come la cataplana che non eravamo riusciti a mangiare, ci sono cose come i mulini che non avevamo trovato e magicamente gli ultimi due giorni si sono materializzati come a chiudere un cerchio, come per dire che tutto quello che doveva essere visto era stato visto, quello che doveva essere fatto era stato fatto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Sintra vediamo la Quinta de Regaleira, addentrandoci per le stradine vicine all'oceano vediamo i mulini e finalmente ad Ericeira mi viene fatto un altro regalo. Il tramonto sull'Oceano Atlantico. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni tramonto ha un suo sapore, ricordo quello di ferragosto dello scorso anno ad esempio ma questo è la fine del viaggio. Questo è accolto nel silenzio dei cuori, nella resa delle armi, il tramonto è commovente, la palla infuocata viene assorbita da una distesa infinita di blù cangiante nei suoi riflessi, una barca a vela, che chissà dove va, proviene dal fondo incerto della luce, naviga verso di essa e per un istante, lungo una vita, si ferma nel pieno del sole, illuminata dalla perfezione. Il tempo di uno sbatter di ciglia e ritorna verso il trascolorare del paesaggio marino. Sembra la metafora di un viaggio, di una storia, della vita: passare dalle ombre delle incertezze, scorgere il sole, puntare verso la luce piena, esserne avvolti e poi tornare lentamente verso le ombre ma pieni di una luce vissuta, tonda, ricca, navigando verso un'altra rotta che alla luce prima o poi dovrà portare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Febo Apollo conduce il suo carro verso il tramonto cedendo lentamente il passo alle stelle e all'oscurità. Scivolo anche io sul sedile e vengo avvolta dallo spettacolo della natura e da calore e forza che conosco. E' un effetto straniante, le lacrime imprigionate negli occhi non sono salate, salato è il mare che si vaporizza nell'impatto sulle rocce, salata è la patina che copre la carne e che rende le lacrime dolci. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' un gioco di contrasti quello che mi annienta davanti al supremo spettacolo del tramonto come il freddo dell'oceano, il caldo del contatto della carne. Vorrei che quel momento non finisse mai, vorrei che tutto si fermasse lì. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noi in quella posa di attimo sospeso davanti al giorno che sparisce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto è quiete tempestosa, tutto è all'inizio di un nuovo inizio. Tramonta. E' notte. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il paesaggio notturno scorre attraverso i finestrini dell'auto e nonostante il buio brilla, laggiù, la Stella del Nord, la stella polare. La stella su cui avvitarsi e a cui ululare quando il bisogno verrà a bussare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo dico a voce alta poi sento tornare la stanchezza di una vita da vivere. Chiudo gli occhi e scivolo nel sonno. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBxJ8lJr4I/AAAAAAAAAF0/kL1kK7Eiq8s/s1600-h/IMG_9263.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBxJ8lJr4I/AAAAAAAAAF0/kL1kK7Eiq8s/s200/IMG_9263.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237810782326599554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2977902128216437705?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2977902128216437705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2977902128216437705' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2977902128216437705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2977902128216437705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/di-nuovo-sintra-e-di-nuovo-loceano.html' title='di nuovo Sintra e di nuovo l&apos;oceano'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBxJ8lJr4I/AAAAAAAAAF0/kL1kK7Eiq8s/s72-c/IMG_9263.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5088796296833015451</id><published>2008-08-21T23:50:00.002+02:00</published><updated>2009-03-29T18:07:36.204+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Porto, la fine del tempo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Porto ci accoglie male, piove la notte, piove la mattina, Porto non è un bel risveglio, la pioggia di fuori corre anche sul mio viso. L'aria è pesante, umida, piena di elettricità, Porto segue il pensiero dell'anima rassegnata, Porto è decadente, Porto racconta di tempi andati, belli, gioiosi, ricchi e allegri e che non torneranno più. Porto è triste. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Porto mi assomiglia oggi ed è per questo che non mi piace, c'è tanto a Porto da vedere ma c'è un luogo che mi prende. Nel monastero accanto al tripudio di oro e di legno intarsiato della chiesa di &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Sao Francisco&lt;/span&gt; ci sono delle insolite catacombe. Guardo di qua e di la questi luoghi in bianco e nero dove sono sepolti fratelli e sorelle in Cristo. Seguo il cartello Ossario e fra ghigni e battute di alcuni turisti che irrompono nel mio cervello anestetizzato dalla tristezza arrivo all'ossario. E' ad un livello sotto i miei piedi coperto da una lastra di vetro. Mi ricordo della cappella delle ossa ad Evora dove invece le ossa facevano parte delle pareti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi ritrovo a fissarlo e a pensare quando è caduca la vita, quanto lo siano i sentimenti, quanto tutto quello che ci sembra importante davanti ad un Ossario scompare. Rimango con la testa bassa a fissare le ossa sotto di me. Ed improvvisamente mi si affolla il cervello come una piazza alle dieci del mattino. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi dico: Se questo è l'ineluttabile perchè privarsi delle piccole cose? Se questo è l'atto finale perchè non aspettare di vedere lo spettacolo intero? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho risposte sul perchè si decida di farsi male contro ogni ragionevole dubbio e non avendo risposta mi si installa nel cervello un'altra idea. Forse è per me così, per gli altri l' abbandonare le piccole cose felici è perchè,  forse, da quelle cose non reputano di trarne più felicità. E se per te hanno ancora significato per altri ne hanno un altro. E allora non c'è più ragione, allora hanno ragione quelle ossa, allora non è destino, non è fortuna ma è la normale vita che scorre, allora se tutto è dentro quelle ossa lo è anche la parola fine con o senza ragioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così mi trovo a risalire la corrente verso il ritorno, così il fiume che risalgo posa la sua acque sul mio corpo e fa risentire la pressione. Ma non si può risalire sempre e così Cascais con i suoi paesaggi incantati, con un ecclissi di luna mi regala momenti dolci, momenti di piccoli lievi sollievi come una carezza di vento, come un abbraccio senza fine. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBv4-E74bI/AAAAAAAAAFs/aGYcAifbX8g/s1600-h/IMG_9220.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBv4-E74bI/AAAAAAAAAFs/aGYcAifbX8g/s200/IMG_9220.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237809391158944178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5088796296833015451?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5088796296833015451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5088796296833015451' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5088796296833015451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5088796296833015451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/porto-la-fine-del-tempo.html' title='Porto, la fine del tempo'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBv4-E74bI/AAAAAAAAAFs/aGYcAifbX8g/s72-c/IMG_9220.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2829319877194845756</id><published>2008-08-21T22:49:00.005+02:00</published><updated>2009-03-29T18:10:00.097+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Santiago de Compostela arrivi e partenze</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Santiago, la sera davanti ad un boccone, il cuore torna ad essere inquieto, è già in tumulto, Santiago ti porta a chiedere, non ho i piedi piagati come i pellegrini ma le scaglie hanno cicatrici e parlare, pregare è impellente. Lancio l'amo e vedo spegnarsi una luce. Ho sbagliato di nuovo? Dove vanno le anime quando peregrinano? Quando non trovano neanche un ricovero notturno? Quando non si danno tregua? &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le anime sono come i piedi dei pellegrini cercano la strada e non si fermano finche non sono stanche. Le anime tormentate cercano riposo ma anche dopo mesi di cammino, mesi di sofferenza non lo trovano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per una serie di casi fortuiti veniamo guidati davanti la cattedrale proprio per la Messa del Pellegrino. Riesco a vedere anche il lancio del turibolo che contiene l'incenso, è qualcosa che avrei voluto vedere quando ho vissuto in Spagna ma che non ero riuscita a fare. Raggiungo il salmone che mi fa cenno di seguirlo e, in un incredibile serie di ondate di turisti che escono e pellegrini che vogliono entrare, ecco che ci troviamo lì quasi in prima fila fa turisti, veri pellegrini con i loro zaini, sporchi, polverosi e commoventi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' l'Assunzione di Maria, è la messa del pellegrino. Celebra il vescovo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sembra tutto incredibile, non può essere un caso che siamo lì, che siamo davanti a tutto questo mentre torme di pellegrini vorrebbero entrare. seguiamo la funzione, ci sediamo ed alziamo a e da terra fra bastoni, zaini, conchiglie e concentrazione. E' l'omelia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vescovo dà il benvenuto in molte lingue e poi dice delle frasi che mi ronzano ancora in testa e assumeranno sempre più significato nei giorni a venire: fare il pellegrinaggio è fare un percorso di silenzio, di solitudine. Si entra in dialogo con se stessi, ci si mette alla prova, ci si sfida, si dialoga con se stessi e durante il percorso questo fanno i pellegrini: dialogano con la parte di loro che non sentono più, che non parla più e che deve ritrovare la voce. Sofferenza, concentrazione, stanchezza aprono il dialogo a voi stessi. E qui si arriva chiedendo. E qui si avranno delle risposte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma nel cammino ci sono tanti altri pellegrini ed è con loro che cominciate a parlare perchè siamo anche fratelli e non possiamo sempre vivere soli. Bisogna conoscere gli altri per arrivare a capire se stessi. Molti compagni di cammino saranno ora e poi mai più ma ci sono stati e ci sono stati perchè dovevano esserci, altri li ritroverete dentro le vite che vivrete e saranno le vostre voci silenziose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potrei dire tanto di Santiago, della piccola chiesetta dentro la cattedrale dove un raggio di sole filtrava nel buio come una voce che rompe un silenzio, potrei dire della pausa pranzo con una pizza al polpo alla gallega o dei colori straordinari che tagliavano il cielo in onde ritmate di azzurro e di blù, potrei dire dei mille pellegrini che affollano la piazza, potrei dire delle risate dei bambini, delle coppie che si stringevano per mano, felici di avere compiuto il cammino fino alla fine ma non lo dirò. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dirò di Santiago che è un punto fermo, che capirò perchè è capitato esserci il 15 agosto, perchè esserci con i compagni di viaggio, perchè dalla mia bocca sono sgorgate le domande, perchè nell'incertezza e nel timore di rispondere ho avuto subito la chiarezza di ciò che sarebbe stato. Dirò che il vescovo ha ragione che a Santiago ottieni delle risposte quando ti fai delle domande.  Dirò che ho iniziato un cammino a Santiago svoltando una curva a gomito verso una strada scoscesa e ripidissima che sale verso il cielo e scende verso le viscere della terra. Dirò che a Santiago ho sentito spezzarsi una corda di violino che ha rimbalzato sul cuore come una scudisciata, dirò che a Santiago è iniziato il mio pellegrinaggio che mi farà avere i piedi piagati, i vestiti laceri e lo zaino più pesante di prima. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dirò che a Santiago tornerò da vera pellegrina perchè adesso che tutto è Silenzio, adesso che tutto urla senza suoni, adesso che la corrente riprende forte, fortissima e devo risalirla, adesso che il viaggio volge al termine, dirò che adesso sono una pellegrina della vita che deve iniziare a parlare con se stessa nella solitudine che la circonda e dare un senso alle domande e dare un senso alle risposte perchè alcune risposte, per me, davvero non hanno senso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un ultima cosa: torno in Spagna con i miei compagni dopo 5 anni. Arrivi e Partenze. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBh4J77mhI/AAAAAAAAAFk/NrxOgCkLiL0/s1600-h/IMG_9183.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBh4J77mhI/AAAAAAAAAFk/NrxOgCkLiL0/s200/IMG_9183.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237793983999744530" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBhjYYytkI/AAAAAAAAAFc/hH3lSHjTfew/s1600-h/IMG_9178.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBhjYYytkI/AAAAAAAAAFc/hH3lSHjTfew/s200/IMG_9178.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237793627101640258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2829319877194845756?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2829319877194845756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2829319877194845756' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2829319877194845756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2829319877194845756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/santiago-de-compostela-arrivi-e.html' title='Santiago de Compostela arrivi e partenze'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBh4J77mhI/AAAAAAAAAFk/NrxOgCkLiL0/s72-c/IMG_9183.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2856719783322518482</id><published>2008-08-21T21:35:00.003+02:00</published><updated>2009-03-29T18:07:55.937+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>da Coimbra a Braga passando per l'Oceano Atlantico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sorge lì sopra il fiume Montego, Coimbra. Il fiume (sporco in verità) riflette i profili della città che si erge su una collina. Ma noi non affrontiamo subito la prima collina, decidiamo di risalire verso il convento di Sta Clara a Nova, dall'altra parte del fiume, e si dischiude davanti a noi uno scrigno il cui fulcro è la tomba di cristallo e foglie d'oro della regina Santa Isabella, poi verso il Convento di S. Francesco, molto sgarrupato e con una mostra sulla ceramica di Coimbra da €1 ma che forse ne valeva la metà. Poco male, andiamo a piedi facendo una bella passeggiata e costeggiamo il fiume, poi affrontiamo l'&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;acchianata &lt;/span&gt;(la salita) suggerita da Fiona (la guida). Coimbra è tutta in salita ma proprio tanto in salita, ci vogliono gambe salde e buon fiato, gli scorci però sono belli, Sè velha è scura e con un bel chiostro e lì vendono delle mattonelle carine, una delle quali ha una sfera armillare (simbolo del potere portoghese e presente ovunque) che non prendo subito per regalarla, non lo farò più, è un rimpianto che ho. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il centro di interesse di tutta Coimbra è la sede universitaria ma Coimbra è un soffio che vola via col vento che ci accompagna e così via verso Aveiro. Piccola cittadina vicino l'Oceano, ha poco da visitare se non le caratteristiche barche dipinte, le viuzze con le sue case azulejate e quel tesoro imperdibile che è il Convento di Gesù.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vicino Aveiro, a Costa Nova, ci sono delle caratteristiche casette dipinte a strisce, molto molto graziose ma quello che rimane nel cuore e ti coinvolge, ti assorbe, ti prende, ti strazia, ti sconvolge è l'Oceano. Mi tolgo le scarpe ed affronto le dune, fa freddo ma per fortuna ho appena comprato una felpa. Il suono dell'Oceano arriva rombante attraverso le dune mentre i miei piedi affondano sulla sabbia e quando le dune finiscono e l'Oceano si apre allo sguardo ti coinvolge fino al midollo. E' davvero uno spettacolo mozzafiato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fa paura ed attrae esattamente come l'amore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le onde arrivano da lontano, si arricciano su un fondale più basso e poi si infrangono con una potenza inimmaginabile schiumando rabbiose verso la battigia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono esterefatta e sorpresa. Mi avvicino all'acqua, non calcolo la potenza dell'arrivo dell'onda e vengo raggiunta fino alle cosce dall'acqua gelida e frizzante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rido come una bambina e mi giro verso il branco. Mi sento felice, molto molto felice, mi sento libera e leggera. Sento il sale addosso, il vento che mi scuote e mi rendo conto che sono davanti alla potenza pura. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è un termine che in italiano è poco usato ma non in spagnolo ed è PODEROSO. Ecco cosa è. L'Oceano è poderoso, così lo vedo, così lo sento e lo sento addosso. Mi sento piena e felice. Mi piace condividere questo angolo di Creazione con chi è con me. Mi piace l'idea che abbiamo gli stessi piedi freddi e bagnati, che il sole ci punta la luce addosso, che brilliamo negli sbarluccichii dell'acqua, che le ombra si proiettino nella stessa direzione. Mi piace vedere i sorrisi e lo stupore sul viso degli altri. E' bello vivere, è bello essere vivi lì, insieme. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sorridiamo, ci fotografiamo. Sarà l'unica ed ultima volta. Ci saziamo il più possibile di quello spettacolo, mi farebbe piacere vedere il tramonto ma il viaggio deve continuare e risaliamo di nuovo le dune girandoci di tanto in tanto a sbirciare ancora e ancora e, forse, per non dare le spalle definitivamente ad un momento unico. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perchè per andare avanti devi dare le spalle a qualcosa anche se non vuoi, anche se sei costretto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di entrare in macchina ci infiliamo le scarpe e, pur sembrando un operazione facile, nell'usarci come perni per pulirci i piedi riesco a fare cadere un salmone. Ridiamo di gusto e ci diamo dei capolavori. Che bello essere leggeri e felici, che bello sentire le risate argentine intrecciarsi con il suono del vento  e sentirle mulinare nell'aria pulita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro mezzo ci porta verso Braga. Arriviamo tardi e la città è semi deserta, nessuno ci vuole dare da mangiare finchè timidamente ci affacciamo su scale del &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;manjar do Campo das Hortes &lt;/span&gt;che scendono ed il proprietario il signor &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;V&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;aldemar Ataìde &lt;/span&gt;, un uomo moro alto, con un viso fiero ma dolcissimo ci fa cenno di entrare. E' disponibile, ci spiega le pietanze, ce le fa assaggiare, ci serve con delicatezza e dolcezza. Prendiamo delle polpettine e la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;franchesinha&lt;/span&gt; un delizioso strato di carne, formaggio e prosciutto tenuto da due fette di pane immerse in una salsa incredibilmente buona. Il locale è piccolissimo ma ci sentiamo a casa, coccolati e voluti bene. E' la seconda sera che succede, a Coimbra in un ristorante altrettanto piccolo due signore ci avevano deliziato con un modo di fare tenero e l'avventore fadista ci aveva anche regalato delle canzoni, solo per noi. Solo per noi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche a Braga stiamo poco, ci vuole poco per vederla e girarla e così subito andiamo nei dintorni della città e continuiamo senza saperlo un pellegrinaggio alternativo. Vediamo il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Mosteiro de Bom Jesus do Monte. &lt;/span&gt;Svetta su una collina, la chiesa non comunica molto, ciò che coinvolge è la doppia scalinata che si intreccia e che ha delle cappelle laterali che riproducono i momenti della passione del Cristo con dei T&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;ableu&lt;/span&gt; quasi &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Vivent&lt;/span&gt; che accompagnano il pellegrino in un percorso di penitenza e di pensiero. Su ogni rampa di scala ci sono riferimenti alla vista, agli occhi, alla saggezza, all'acqua che scorre come simbolo della sorgente vivente che è Dio. L'altro monastero è il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Mosteiro de Sao Martinho de Tibaes&lt;/span&gt;. Ci sono pochi visitatori, il monastero è immenso, lo stanno restaurando, ci sono opere di arte contemporanea sparpagliate per le sale. Durante la visita la guida  ci apre un portone e ci fa vedere il panorama e ci dice che da lì bussavano i pellegrini che andavano o tornavano da Santiago de Compostela. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo al 14 di agosto e noi andiamo verso quel luogo. Dove tutto ci chiama, dove tutto finisce e dove tutto inizia. Dove ti fai e fai domande facendo crollare certezze e metti in confusione e in discussione i tuoi dubbi e i tuoi silenzi.&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBeyZ9tcSI/AAAAAAAAAFM/0U5m0e5oaIo/s1600-h/IMG_9139.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBeyZ9tcSI/AAAAAAAAAFM/0U5m0e5oaIo/s200/IMG_9139.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237790586688074018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBfWe2yPeI/AAAAAAAAAFU/fthfGYvxs-4/s1600-h/IMG_9158.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBfWe2yPeI/AAAAAAAAAFU/fthfGYvxs-4/s200/IMG_9158.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237791206476496354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2856719783322518482?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2856719783322518482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2856719783322518482' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2856719783322518482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2856719783322518482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/da-coimbra-braga-passando-per-loceano.html' title='da Coimbra a Braga passando per l&apos;Oceano Atlantico'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SLBeyZ9tcSI/AAAAAAAAAFM/0U5m0e5oaIo/s72-c/IMG_9139.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8118579148038083903</id><published>2008-08-20T21:55:00.008+02:00</published><updated>2009-03-29T18:08:22.147+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Tomar e l'inizio del pellegrinaggio dell'anima e non del corpo</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Estremoz, Vila Vicoca, Borba sono stati passaggi veloci come i paesaggi fatti di alberi di sughero e cave di marmo rosa che scivolano via dal finestrino della macchina. La sera è di Tomar e dell' &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;estalagem Sta Irìa, &lt;/span&gt;il nostro ricovero notturno, strano e strampalato immero in un parco cittadino circondato da un fiumicciatolo. A Tomar respiri l'aria templare e il &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Convento de Christo &lt;/span&gt;è straordinariamente ricco di significato e di simboli templari, richiamati ripresi, vissuti fra fontane, capitelli e nella straordinaria &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Charola&lt;/span&gt; un piccolo tempio circolare la cui disposizione richiama la Charola del Santo Sepolcro di Gerusalemme, centro attorno al quale ruota l'intero Convento. Spettacolari intrecci in pietra con richiami al potere temporale, ai simboli araldici della famiglia di appartenenza, al potere religioso ti accompagnano senza tregua non lasciando mai riposare gli occhi avidi ed impazienti di scoprire e fare proprio il ricordo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Da questo Tempio di religioso potere passiamo ad un tempio di devozione che è Fatima. Lo spiazzo dove si raccoglie la folla è infinito. Ciò che fa tremare l'anima è la silenziosa devozione che si raccoglie attorno alla cappella delle Apparizioni dove strati di fiori si addensano in profumo intenso e dove devoti in ginocchio girano intorno pregando, chiedendo, cercando perdono e riposo dell'anima. Mi sento quasi un'intrusa ma dal cuore silenziosa mi sgorga una Ave Maria ed un'altra ed un'altra ancora. E l'intenzione che le accompagna non è di richiesta per me ma di amore che inondi il cuore  delle persone che amo, di protezione dei miei cari, di pace nei cuori tumultuosi e questo perchè &lt;strong&gt;non puoi chiedere per te&lt;/strong&gt; in un posto dove l'amore vibra e ti passa sulla pelle lasciandola profumata di rose.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Fatima è la prima tappa di un pellegrinaggio inconscio ed insolito che stiamo seguendo senza accorgercene ed il cui acme raggiungeremo a ferragosto. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E così da Fatima passiamo a &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Batalha, &lt;/span&gt;un monastero tardo gotico il cui centro di attrazione per me sono le Cappelle Imperfette, una struttura ottagonale che doveva essere un Pantheon ma senza cupole, in cui il cielo precipita dentro l'architettura, che accoglie le tombe di due sovrani che si tengono stretti per mano, uniti per passare oltre la morte, dalla pietra ricamata al cielo dell'infinito amore. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKx8xCGBCOI/AAAAAAAAAE8/E_TW4b28lhw/s1600-h/IMG_9011.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236697648542583010" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKx8xCGBCOI/AAAAAAAAAE8/E_TW4b28lhw/s200/IMG_9011.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKx8qUnjmAI/AAAAAAAAAE0/MemmEDygMbs/s1600-h/IMG_9010.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236697533256013826" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKx8qUnjmAI/AAAAAAAAAE0/MemmEDygMbs/s200/IMG_9010.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Si ripresenta in un ricamo infinito, in un altalena di incastri il concetto di morte, vita e amore anche ad Alcobaca, la città che accoglie la maestosa abbazia cistercense. Il fulcro è il &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Mosteiro de Santa maria de Alcobaca &lt;/span&gt;i cui vetri istoriati riflettono i colori sul pavimento bianco. Anche qui una storia d'amore intensa ma sofferta che trova l'unione e la visibilità agli occhi del mondo solo a morte avvenuta. E' la storia di Inès de Castro, dama di corte, di cui si innamora Dom Pedro, principe della corona portoghese, già sposato all' Infanta di Spagna Costanza. Il padre di Inès fa uccidere la figlia Inès senza sapere che Dom Pedro la aveva sposata in segreto alla morte della moglie. Non potendola più avere, il re Pedro, decide di seppellirla nella chiesa del Monastero di Alcobaca, dove si farà seppellire lui stesso, ponendo il suo monumento funerario di fronte a quello dell'amata per averla sempre con sè. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;A volte si deve morire dentro per unirsi nell'infinito.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il Monastero è un susseguirsi di sorprese come sempre è successo in Portogallo, un paese piccolo che è uno scrigno di gioielli sfavillanti. La cucina del monastero è enorme, i camini svettano all'interno di locali dai soffitti altissimi. Completamente piastrellata, la cucina accoglie due camini che, a detta di Fiona, arrostivano fino a 72 buoi contemporaneamente. Davvero impressionanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La giornata è stata densa ma non è finita, bisogna afferrare tutto il possibile e tutto il possibile sarà farsi inghiottire dalle viscere della terra alle &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Grutas de Mira de Aire &lt;/span&gt;un percorso scavato dalla potenza erosiva dell'acqua fino a 110 mt di profondità in cui si alzano stalattiti e stalagmiti e in cui purtroppo la mano dell'uomo ha nascosto luci colorate e fontane finte. Scendere è davvero coinvolgente e se ti giri un attimo a guardare dietro vedi l'imponenza di questa discesa, ti accorgi della potenza della mano di Dio nelle scelte della Natura. Ti accorgi di essere piccolo ma di essere lì, di calpestare l'intestino di Gea e quando le luci si spengono al tuo passaggio senti crescere l'&lt;em&gt;horror vacui&lt;/em&gt; e le gambe ti portano veloci verso la luce. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ultima tappa di questa lunga giornata è Coimbra , la città universitaria, arriviamo di sera e recitiamo il solito copione della ricerca di un ristorante e poi il meritato riposo.&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKyCPSOwOSI/AAAAAAAAAFE/vzJi6LNjfDg/s1600-h/IMG_8999.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236703665828411682" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKyCPSOwOSI/AAAAAAAAAFE/vzJi6LNjfDg/s200/IMG_8999.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8118579148038083903?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8118579148038083903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8118579148038083903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8118579148038083903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8118579148038083903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/tomar-e-linizio-del-pellegrinaggio.html' title='Tomar e l&apos;inizio del pellegrinaggio dell&apos;anima e non del corpo'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKx8xCGBCOI/AAAAAAAAAE8/E_TW4b28lhw/s72-c/IMG_9011.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-8869693344660652833</id><published>2008-08-20T21:54:00.001+02:00</published><updated>2009-03-29T18:08:46.500+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Evora e la caducità della vita.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arriviamo di sera anche stavolta al limite estremo della chiusura cucina, cerchiamo il ristorantino indicato da Fiona (la nostra guida cartacea) ma come sempre è accaduto non abbiamo mai potuto giudicare le scelte della moglie di Shreck. Ci precipitiamo dentro le cinta murarie di questa graziosa cittadina deserta. Colti dal dubbio: tovaglia di carta o tovaglia di stoffa cediamo alla stoffa e proviamo la cucina alentejana con un piatto supremo: maiale con le vongole. LO SO LO SO sembra una follia ma è davvero un piatto delizioso e se poi è servito da un cameriere che sembra Don Camillo con la calma e la lentezza di Lerch è ancora più interessante. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evora e piccola e carina, cielo terso, blù cobalto. Ha un luogo che ti ispira riflessione: la C&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;apela dos Ossos, &lt;/span&gt;un ossario costruito dai francescani a cui si accede attraverso una grande porta sul cui timpano è scritto: &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt; Nos ossos que aqui estamos pe los vossos esperamos. &lt;/span&gt;Noi ossa che qui riposiamo aspettiamo le vostre. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potrebbe sembrare macabro ma se hai un minimo di ingranaggio cerebrale oleato e funzionante e se entri nello spirito francescano più puro capisci che quello che hai di caro e di vero lo dovresti stringere a te fortemente perchè la vita è troppo breve per passarla in solitudine, insoddisfatti, spaventati. Bisognerebbe vivere muovendosi come noi salmoni in  controcorrente per apprezzare quanto è dolce il posto del &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;descanso&lt;/span&gt;, per capire che quando la corrente non è più forte apprezzi fino in fondo la quiete delle cose semplici. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono 5000 teschi e ossa femorali sulle pareti, uno scheletro è appeso ad una parete ed illuminato quando un sensore capta il passaggio di un visitatore. Nonostante quell'intreccio di ossa incastrate tutto è quieto, tranquillo. Una poesia accompagna quel silenzio di vite passate, una poesia che purtroppo non ho fotografato che coglie un attimo di insondabile mistero che è la vita ineluttabilmente intrecciato alla morte. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di Evora c'è altro, fra cui un tempio romano al centro di Evora alta ma preferisco lasciare questo souvenir dell'anima che ha un senso che ritroverò nel Nord del Portogallo quasi alla fine del viaggio.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKx1zDaEIaI/AAAAAAAAAEs/-j3NisAMsuo/s1600-h/IMG_8929.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKx1zDaEIaI/AAAAAAAAAEs/-j3NisAMsuo/s200/IMG_8929.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236689986673451426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-8869693344660652833?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/8869693344660652833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=8869693344660652833' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8869693344660652833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/8869693344660652833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/evora-e-la-caducit-della-vita.html' title='Evora e la caducità della vita.'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKx1zDaEIaI/AAAAAAAAAEs/-j3NisAMsuo/s72-c/IMG_8929.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-662341898192168607</id><published>2008-08-20T20:04:00.007+02:00</published><updated>2009-03-29T18:09:01.861+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Sintra</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sintra è un posto strano nel cui territorio montagnoso si snodano dei gioielli di bizzarre soluzioni architettoniche. E' situata ad Ovest di Lisbona circa 20 minuti ed è Patrimonio mondiale dell'Umanità come molte luoghi del Portogallo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci infiliamo su per le strade strette di Sintra e dopo lungo peregrinare troviamo dove posteggiare. Prima tappa &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Palacio Nacional &lt;/span&gt;centro nevralgico della microscopica &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;vila velha &lt;/span&gt;(città vecchia) di Sintra. E' domenica e ci rendiamo conto che non è proprio il giorno migliore per andare, troppi turisti da dribblare ma animati da serenità e gioia iniziamo la perlustrazione del palazzo, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Sala dos Cisnes&lt;/span&gt; (tanti cigni dipinto sul soffitto a cassettoni) &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Sala das pegas&lt;/span&gt; (Sala delle Gazze) la sala Araba in cui sfavillanti azulejos ti avvolgono con i loro colori brillanti ma la più sorprendente è la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;sala dos Brasoes &lt;/span&gt;in cui con gli occhi al soffitto ti si presentano con autorità 74 stemmi della nobiltà portoghese che ti guardano dall'alto raccontando il loro fasto, la loro potenza, un mondo lontano e ricco, pieno e rotondo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con gli occhi colmi di stupore cerchiamo il nostro scerpa a tante ruote che ci condurrà su su in alto fino al &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;palacio Nacional de Pena &lt;/span&gt;e al suo immenso &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Parque.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ci mettiamo ben ben in coda e dopo avere pagato un salatissimo biglietto di andata e ritorno l'autobus si destreggia fra curve strettissime, strade affollate di macchine, salite ripide e singulti improvvisi. il viaggio è interminabile, le macchine bloccano il passo, non c'è nessuno che regoli  la maleducazione del parcheggio selvaggio degli automobilisti. Bloccati e fermi da un quarto d'ora si levano coretti di un gruppo di romani che decidono di scendere per spostare un auto e poi un altra. I francesi, i tedeschi e i lombardi accanto a noi sono stupefatti e ridono. Purtroppo lo sforzo dei novelli legionari non risolve il problema di un ingorgo che ha bloccato altri autobus da un'ora. Finalmente ci fanno scendere e anche se un pò spazientiti cominciamo una bella e ripida salita. ma camminare fa bene e in poco tempo troviamo il buon umore. Fa Freddo, si con la maiuscola ed ovviamente sono con i bermuda bianchi, una canotta leggera e le infradito nuove con tanto di suola liscia. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho comprato delle cose nuove per questo viaggio perchè volevo essere carina ma a cui il freddo alcune volte mi ha fatto rinunciare e quando, altre, le ho messe ho scelto sempre i giorni sbagliati (metereologicamente parlando)  comunque, visto il freddo e le mie scaglie a pelle d'oca, decidiamo di affrontare l'immenso parco per paura che con il calar del sole io diventi un blocchetto di salmone surgelato. Tira vento ma l'obiettivo è raggiungere la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Cruz Alta&lt;/span&gt; alias il punto più alto del Parco ben 526 mt sul livello del mare. Peregriniamo per il parco incontrando sempre delle sorprese, la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Es&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;tatua do Guerreiro, la Capela menor, &lt;/span&gt;il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;trono da Rainha &lt;/span&gt;tanto per citarne qualcuna. Raggiungiamo l'obiettivo ed è meraviglioso essere lì. Un altro panorama mozzafiato, un altro momento di condivisione, un altro tassello del viaggio. Non sento più freddo, sarà l'affanno e il sangue che circola velocissimo per la ripida salita. Il vento sibila veloce ma lo spettacolo è mozzafiato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ritorniamo verso il palazzo e lunghe area d'ombra proiettata dagli alberi secolari mi fanno godere delle piccole chiazze di sole facendomi alzare braccia e palmi delle mani aperte verso il disco solare e facendomi esclamare "Fotovoltaica, fotovoltaica", assorbo un pò di calore e via verso una singolare  dimora nobile in cui si susseguono arcate, minareti, torri, un ponte levatoio come ingresso che ti conduce al cortile del Castello dove vieni schiacciato dall'Arco di Tritone costruito con un tripudio di conchiglie, coralli e piante di vite.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli interni sono opulenti, mobili intarsiati indiani, lampadari di Murano, stanze decorate ad affreschi o con le immancabili mattonelle. Mentre lasciamo alle spalle la residenza del principe Fernand speriamo che la congestione dei carri metallici si sia risolta, in fondo sono passate tre ore ed invece sebbene sembri che le macchine circolino la nostra attesa in fila diventa sempre più lunga come la mia pelle accapponata. Nelle more dell'attesa  scopriamo la teoria del battito di farfalla a Ovest che provoca maremoti ad Est. Alcuni 'incauti' quanto stupidissimi italiani hanno creato un paradosso anche nella coda invertendone il senso e creando ingorghi pedonali. Non bastavano quelli automobilistici. Cmq finalmente riusciamo a tornare a valle e purtroppo non riusciamo a vedere gli altri posti che Sintra nasconde. ma anche questa scelta del caso risulterà palindroma, il penultimo giorno tornerò a Sintra come una sorta di cerchio che si deve chiudere e ci tornerò di domenica. Imperscrutabilità del destino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come in uno schema accettato ma mai pianificato ci spostiamo la sera per raggiungere la nostra nuova tappa portoghese. Evora, altro destino, altra sorpresa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKxjYkmDY9I/AAAAAAAAAEM/WBgS20LdVE4/s1600-h/IMG_9269.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKxjYkmDY9I/AAAAAAAAAEM/WBgS20LdVE4/s200/IMG_9269.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236669740516336594" /&gt; &lt;/a&gt;  &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKxlKEnvp9I/AAAAAAAAAEU/9z25-PSqFJc/s1600-h/IMG_8919.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKxlKEnvp9I/AAAAAAAAAEU/9z25-PSqFJc/s200/IMG_8919.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236671690438584274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKxsDsq_aTI/AAAAAAAAAEc/JtDzHhoGJ-8/s1600-h/IMG_8922.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKxsDsq_aTI/AAAAAAAAAEc/JtDzHhoGJ-8/s200/IMG_8922.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236679277511928114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-662341898192168607?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/662341898192168607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=662341898192168607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/662341898192168607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/662341898192168607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/sintra.html' title='Sintra'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKxjYkmDY9I/AAAAAAAAAEM/WBgS20LdVE4/s72-c/IMG_9269.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-5503665813573966653</id><published>2008-08-20T02:56:00.005+02:00</published><updated>2009-03-29T18:09:16.759+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Lisbona o Lisboa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo un bel risveglio ed una distrazione piacevole, l' 8 mattina con guida e mappa della città ci avviamo alla fermata del bus e guardiamo incuriositi il cartello dei bus e con la faccia a punto interrogativo chiediamo ai portoghesi che autobus dobbiamo prendere per raggiungere il quartiere di Belèm. Sfodero il mio spagnolo ma mi rispondono con facce a punto interrogativo indicandomi due o tre numeri di autobus diversi. Una signora portoghese, anziana e con pochi denti in bocca comincia a parlare, non siamo ancora abituati alla parlata strascicata, alle s scivolate e arrotondate con la c che formano un suono simile allo shhhh che imponi ad un bambino rumoroso. chiediamo belèm? la signora ci guarda, mostriamo la guida con la Torre e la scritta &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Belèm&lt;/span&gt; e il viso della donna si illumina. 'Ahhhh - Bbe(pronunzia cortissima)leim!!!', un sorriso illumina il volto del mio amico salmone e anche il mio, si ferma un bus, la signora va in delegazione solitaria a chiedere all'autista e torna con un numero. Ovviamente non è quello giusto. Prendiamo un altro bus e finalmente ci avviamo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Civiltà: l'autista fa anche da bigliettaio se non hai il biglietto paghi alla cassa e poi ti siedi in bus climatizzati (anche troppo devo dire), puliti, silenziosi e con il cestino per i rifiuti accanto alla porta di uscita. IL CESTINO!   fantastico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il bus ci porta attraverso Lisbona e ce la fa godere, sbirciamo fuori vedendo gli scorci di questa bianca e azelujata città. Ecco la nostra fermata, ci si apre allo sguardo l'imponente e impressionante &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Mosteiro dos Jeronimos&lt;/span&gt; (Musteir du Sgeironimoshhhh). La luce accecante del sole rimbalza violentemente sulle pietre bianche del Monastero che ci svela il primo di una lunga serie di monumenti di stile manuelino. Ci sono già nugoli di turisti accrocchiati in tondo ad una guida che spiega o fermi come lucertole sotto il sole. Ci avviamo all'entrata e ci abituiamo alla penombra della cappella che raccoglie due monumenti funerari uno dei quali è a Vasco da Gama, il grande navigatore portoghese. Il monastero racchiude davvero tesori impressionanti come il chiostro mozzafiato bianco che si staglia su un cielo azzurro intenso. Dopo avere fatto il pieno dei primi souvenir dell'anima e avere impressionato le nostre pellicole digitali riemergiamo nella luce accecante e ci dirigiamo verso il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Tejo&lt;/span&gt; e dopo avere imboccato un sottopasso pedonale, i cui ospiti venditori di qualcosa cambieranno con l'orario, andiamo verso il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Pedrao dos Descubrimientos&lt;/span&gt; (mientoshhhh) opera di un italiano a forma di prua di nave popolata da personaggi storici, l'interno è sinceramente deludente ma la scultura esterna è severa e possente. A pochissima distanza c'è la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Torre di Belèm&lt;/span&gt; ... ops Bbeleim che è una scatola cinese di torre e torrette, passaggi strette, scale, prigioni e sederi delle persone che hai di fronte nelle salite e discese mentre ti appiattisci sul muro per fare passare altri che come te si addentrano fra feritoie, torrette in cerca di foto con smaglianti sorrisi e capelli spettinati dal vento. E' tempo di rifocillarci alla mitica&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt; P&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;asteis de Bbeleim &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Rua De Belém 88&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;, &lt;/span&gt;la cui specialità è un cestino di pasta sfoglia/frolla riempito di crema pasticcera. La Pasticceria è storica, un uomo del millesettecento fissato sugli azulejos ti adocchia all'ingresso  e sembra sorriderti sornione, il locale sembra piccolo, in realtà è pieno di sale che via via diventano sempre più grandi e che accolgono folle di persone che si apprestano a leccarsi i baffi. Sul tavolo ci sono due oggettini che ti permettono di cospargere la pastella con cannella e zucchero a velo. Squisita e deliziosa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma non si  può indugiare e così gambe in spalla e coda spennellante, scaglie lucenti al sole andiamo dall'altra parte di Lisboa nella zona che ha accolto l'Expo. qui si apre una Lisbona commerciale e brulicante di persone. Ci avviamo al &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Parque de Nacoes&lt;/span&gt; ed in particolare all'&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Oceanàrio&lt;/span&gt; di Lisboa. Percorso il ponte le narici vengono colpite da un aria di acqua stagnante, ci viene chiesto di spegnere il cellulare ed entriamo in un ambiente scuro e di fronte a noi si apre una colonna immensa di acqua blù turchese in cui circolano vari tipi di pesce, squali tigre, barracuda, pesci enormi, bruttini ma impressionanti. Lo spettacolo di animali che non vorresti mai incontrare mentre nuoti è straordinario, ti accorgi di quanto sia straordinariamente ricca la natura ma a me questi zoo acquatici e gli zoo in generale mettono tristezza, gli animali fanno gli stessi giri, alcuni si lasciano nuotare come un grande squalo che non muove neanche la pinna caudale. Due pinguini si fanno le coccole su una roccia finta, sono teneri ma non sarebbero più belli se si amassero in libertà e non costretti da un ambiente che li condiziona? non so per me l'amore è libertà...divago e non dovrei. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sera cade su Lisbona e anche il sole va via e comincio a sentire freddo, il vento dell'Atlantico ti sferza ed io ho un vestitino nero di lino che non aiuta molto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli stomaci gorgogliano abbastanza e decidiamo di andare verso il quartiere della &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Baixa&lt;/span&gt; (Baiscia), pieno di ristoranti e turisti, i camerieri sono fuori dal locale che ti mostrano il menù e ti invitano ad entrare. per fortuna noi salmoni non amiamo la confusione e continuiamo a gironzolare finche stanchi cediamo ad un micro mini ristorante, tavoli in formica anni 50 coperti da tovaglia di carte, solo qualche avventore portoghese al banco. Ci ispira e ci sediamo al R&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;estaurante O marques sebastian &lt;/span&gt;in &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;travessa do Forno 11 &lt;/span&gt;e ci lanciamo in un altra cena a base di bacalhao fritto preceduto dalle immancabili entradas. ceniamo offrendoci e rubandoci le pietanze e paghiamo un' inezia nuotando saturi verso l'albergo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giorno dopo saliamo su fino al C&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;astelo de Sao Jorge &lt;/span&gt;e cominciamo a scendere a valle per il quartiere dell'Alfama. Credo uno dei più caratteristici quartieri di Lisbona. Piccole viuzze che si aprono su piazzette che nascondono chiese bellissime, scorci di case ravvicinate le une alle altre, fontane pubbliche avvolte da nicchie stracolme di &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;azulejos&lt;/span&gt;. Al castello abbiamo visto Lisbona attraverso la camera oscura, un ingegnoso meccanismo di specchi panoramici che riflette l'immagine di Lisbona dentro una coppa concava e scopriamo i tetti di Lisbona e monumenti che ancora dobbiamo vedere. Fra questi Il Pantheon con l'immancabile &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Miradouro, Sao Vicente Da Fora, Santa Luzia&lt;/span&gt;, la cattedrale che si chiama Sè e tanto altro accompagnati dal mitico e giallo tram 28.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' caldo e nel percorrere questo straordinario quartiere ci fermiamo sotto un pergolato di foglie di viti americane, corredato di tavoli, tavolini e di un allegra combriccola di ristoratori che si affaccendano a pelare patate, pulire i peperoni arrostiti, servire ai tavoli al ritmo dell'immancabile &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;fado&lt;/span&gt;. Siamo al &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Pateo 13&lt;/span&gt; in &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Calcadinha de Sto. Esteva&lt;/span&gt;o, specialità &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Sò grelhados&lt;/span&gt;. i nostro occhi brillano, e i riflessi della luce del sole si divertono ad inseguire i festoni colorati che arredano i piccoli spazi di fronte alle case. Chiedo dell'acqua gasata e come al solito mi portano una micragnosa bottiglia da 25ml. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Portogallo l'acqua gasata è considerata più come seltz che non come categoria acqua minerale ma per una che beve solo due bicchieri di acqua al giorno può andare più che bene. Sbranate le vivande ci inoltriamo nel percorso e arriviamo alla &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Praca do Commercio&lt;/span&gt; per prendere un bus che non vuole passare. Destinazione &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Museu do Azulejos&lt;/span&gt;. Il Museo è ben organizzato, il percorso è perfetto e studiato con cura e una che ha fatto Museografia e Museologia lo dice con cognizione di causa. Ci sono anche parentesi divertenti per fare delle foto bizzarre. Gli occhi si riempiono di maestria e forse il tempo ci è tiranno, perchè abbiamo poco meno di un'ora per godere di quell'arte esposta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche il secondo giorno volge al termine, ci avviamo al Barrio Alto che ancora non abbiamo visto e che ci dicono essere il centro della movida lisbonese serale. Così è ma nonostante questo i ristoranti chiudono sempre alle 22. Arriviamo per un soffio, ci sediamo praticamente in mezzo alla strada e mentre aspettiamo le nostre cosine si avvicinano due suonatori improvvisati, uno il percussionista e l'altro è un one man show, un menestrello che canta senza parole, saltimbanca su una gamba e poi l'altra, passa da una lingua e l'altra e fornendoci pillole di saggezza tipo: il mondo (o l'Italia) non ricordo più è stato rovinato dalla religione e da qualche altra cosa. Dopo avere riscosso le prebende si allontana con i suoi denti bianchissimi stagliati sulla pella color cioccolato e con la sua magrezza stretta intorno ad una cintura. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giriamo per le strade affollate e allegre e per tornare a casa decidiamo di prendere la metropolitana e lì dietro le scale c'è il nostro menestrello saltimbanco che ripete un copione già sentito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domani si parte, risaliamo il Portogallo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciao Lisbona, ti rivedrò alla fine del mio viaggio concludendo lì dove avevo iniziato.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtrOCaAbzI/AAAAAAAAAD0/YJCrxLfl64Y/s1600-h/IMG_8785.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtrOCaAbzI/AAAAAAAAAD0/YJCrxLfl64Y/s200/IMG_8785.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236396880656625458" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtrOYOme1I/AAAAAAAAAD8/02JZNnURJiU/s1600-h/IMG_8820.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtrOYOme1I/AAAAAAAAAD8/02JZNnURJiU/s200/IMG_8820.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236396886514367314" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtrO0Bh4DI/AAAAAAAAAEE/lJEDV6XZofc/s1600-h/IMG_8902.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtrO0Bh4DI/AAAAAAAAAEE/lJEDV6XZofc/s200/IMG_8902.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236396893975732274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-5503665813573966653?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/5503665813573966653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=5503665813573966653' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5503665813573966653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/5503665813573966653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/lisbona-o-lisboa.html' title='Lisbona o Lisboa'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtrOCaAbzI/AAAAAAAAAD0/YJCrxLfl64Y/s72-c/IMG_8785.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2147910948098334415</id><published>2008-08-19T02:55:00.003+02:00</published><updated>2009-03-29T18:09:34.888+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Insolita descrizione del mio viaggio in portogallo fra salmoni e baccalà. Piccolo affresco di Lisbona</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono partita il 7 agosto da Roma con la TAP alla volta di Lisbona (partire da Milano è un disastro) dopo un improvviso e triste ritorno a casa. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono partita con una valigia rossa piena delle mie cose, uno zaino capiente pieno di speranza e degli stivali di piombo per rimanere ancorata a quel polo magnetico targato Inferno e razionalità datato 1° marzo 2008. Sono partita con i capelli tagliati, i riccioli elastici, un lago nel cuore, il freddo nelle vene, un tarlo nel cervello, un chiodo ficcato nel cuore ed un cinguettio nelle orecchie. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono partita accompagnata da regina Solitudine, da madamigella Speranza, da comare Gioia e dalla vedova Paura. In volo ho incontrato una coppia di avvocati romani che trascorrono l'estate in Portogallo da più di 15 anni, lei è di Roma, lui è di Enna. Carpisco un pò di informazioni, le annoto sulla mia guida (oggetto che merita un capitolo a parte), chiedo dove potere mangiare la sera, al ritiro bagagli mi faccio spiegare bene dove devo andare, parliamo della Sicilia, di Roma e poi loro svaniscono dentro la loro vita e io ritorno nella mia aspettando al nastro bagagli chi mi accompagnerà in questo viaggio. Riconosco l'incedere e vado a salutare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facciamo la Lisboa card (conveniente e praticissima), bus per l'albergo e deposito bagagli in stanza. doccia, chiacchiere, ritrovarsi, ridere, gustare l'inizio di un micro viaggio dentro uno lungo una vita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lisbona è ventosa e fredda, fredda rispetto ad una Roma soffocante ed afosa che ho rivisto frettolosamente la mattina per ingannare il tempo dell'attesa, attraversando fiumi di turisti come un salmone in controcorrente. Perchè è così che mi sento dall'inizio del 2008, un salmone in controcorrente che si dimena e si batte per combattere la forza impetuosa e contraria della portata d'acqua della mia vita che si abbatte contro di me giorno per giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho la branchie sempre più dilatate e la forza dei colpi di coda va sempre più diminuendo ma sono ancora qui che mi dimeno e combatto perchè se mi arrendo, affogo e se affogo il liquido nero della disperazione allagherà polmoni e mente e non posso più permetterlo. Una parte di liquido già ristagna negli alvei polmonari e nelle anse cerebrali e dunque allargo spasmodicamente le branchie e dò colpi di coda più vigorosi che posso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Lisbona c'è un vento freddo che ti fa arricciare le scaglie ma sembra che ci sia meno corrente da combattere, sembra che si possa nuotare con meno sforzo, più lentamente, con più tranquillità, con più ritmo vitale. Scalinate a parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già perchè il Portogallo è pieno di scale ed ha molti percorsi in salita ma l'aria è profumata, la capitale è pulita, abbastanza silenziosa, il traffico è ordinato. Con il micro branco di salmoni cerchiamo la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Cerveceria de Trinidade &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;in&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt; Rua De Trinidade&lt;/span&gt;. Se non sei abituato al Portogallo, alle immense distese di &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;azulejos&lt;/span&gt; che inondano l'intera Regione, rimani sopraffatto dalla bellezza del luogo che accoglie avventori chiassosi e felici, rimani entusiasta dalla maestria dei maestri ceramicai e rimani avvolto e avviluppato dalle distese di colori alle pareti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per tutte le trinche di Nettuno - esclamo - fratello baccalà o &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;bacalhao &lt;/span&gt;lo servono in tutte le salse e modi: fritto, in umido, con la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;sopa&lt;/span&gt; alla piastra, grigliato, a polpette, stufato, impanato, al rosso, in bianco, in brodo, con aglio, con prezzemolo e sempre sempre con tutte le spine che inevitabilmente, anche se cerchi di dribblare, ti ritrovi a masticare infastidito. Il baccalà è il loro maiale di mare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla faccia del cannibalismo cedo al baccalà, anticipato dagli antipasti (&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;entradas&lt;/span&gt;) che con &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;nonchalanche &lt;/span&gt;ti vengono lasciati sul tavolo (poi scopri a pagamento) e dalla &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;sopa&lt;/span&gt;. Ritrovo il gusto del cibo che mi manca da un pò, il piacere di un boccale di birra, chi ho di fronte mi piace così come l'oceano di &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;azulejos &lt;/span&gt;che mi circondano. Si, adesso, qui, a Lisbona, da questo momento le acque sono calme, respiro odore conosciuto, vedo colori di Lago familiari e posso rifocillarmi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lisbona di notte, Lisbona di giorno, Rossio, la Baixa, la Torre di Belèm, (per le pronunce altro capitolo) il museo degli &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;azulejos&lt;/span&gt; (da togliere il fiato), la Ribeira, le chiese barocche, lo splendore dell'oro, la tragicità del sentimento cristiano, la potenza del messaggio religioso, gli angoli votivi ad ogni ansa stradale, la semplicità della gente, l'accoglienza dei sorrisi, i panni stesi al vento, le piccole taverne da due soldi dove si mangia bene, abbondantemente e a poco prezzo, fanno di Lisbona una città moderna ma a misura d'uomo, da vedere e da non perdere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Basta girare armati di macchina fotografica, di guida, di mappa, di voglia di conoscere e di sapere che ad ogni passo che fai stai viaggiando. E un viaggio non è solo la partenza ma il percorso che fai, gli occhi che si riempiono di scorci, i supermercati del luogo (&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;pingo doce&lt;/span&gt; e &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Continente&lt;/span&gt;) dove scopri i buoni succhi di frutta rinfrescanti e da condividere, i profumi portati dal vento dell'oceano, i colori del Tago (&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Tejo&lt;/span&gt;)&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;e le mille emozioni che i viaggiatori, i tuoi compagni ti trasmettono. Viaggiare è scoprire, viaggiare è soffrire, viaggiare è stancarsi e non stancarsi mai di conoscere, viaggiare è così, semplicemente viaggiare in balia di luoghi sconosciuti che diventano tuoi al momento della scoperta e tuoi per sempre, incisi nella memoria, viaggiare è creare i luoghi della tua memoria dove arredi le stanze con gli oggetti a cui imprimi il tuo significato, in cui appendi le foto, le cartoline, in cui imprigioni gli odori della pelle e dove ti rifugi quando il viaggio sembra essere finito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Viaggiare è una &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;wunderkammer &lt;/span&gt;privata e personale con oggetti vivi e persone che respirano ritmicamente nel tuo orecchio per una ragione presente e che nel futuro ne assumerà un'altra con sfaccettature di mille colori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come lisbona domani nel mio racconto perchè l'attimo di presente vissuto si trasforma nei colori di un racconto che è una fetta di passatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Notte, il salmone prova ad adagiarsi sul fondo per un paio d'ore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtWBsn5AVI/AAAAAAAAADk/dr3D3wmDMZU/s1600-h/IMG_8777.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtWBsn5AVI/AAAAAAAAADk/dr3D3wmDMZU/s320/IMG_8777.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236373578906665298" /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2147910948098334415?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2147910948098334415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2147910948098334415' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2147910948098334415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2147910948098334415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/insolita-descrizione-del-mio-viaggio-in.html' title='Insolita descrizione del mio viaggio in portogallo fra salmoni e baccalà. Piccolo affresco di Lisbona'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_23N5oe_toRI/SKtWBsn5AVI/AAAAAAAAADk/dr3D3wmDMZU/s72-c/IMG_8777.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2753291239150291420</id><published>2008-08-03T17:20:00.004+02:00</published><updated>2008-08-03T17:34:52.615+02:00</updated><title type='text'>I viaggi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccomi di nuovo qui, nella città natale, tornata forzatamente con un viaggio allucinante. Giro stordita per casa, è la mia casa d'infanzia, mi appartiene, gli appartengo ma sono straniata. Sarà anche la stanchezza e lo stravolgimento di queste giornate.&lt;br /&gt;Per non stare sola ho chiamato gli amici di sempre, quelli che se sussurri il loro nome arrivano magicamente e sempre. ho ritrovato i sapori, gli odori e i colori. E' straordinario quanto palato, olfatto e vista, abbiano una memoria che si riattiva al minimo input. Il cielo è blù, le mandorle scroccano sotto i denti, il pesce mi riempe le narici. Ascolto e parlo nel mio dialetto e la serata scivola su barche di risate in un mare di allegria.&lt;br /&gt;E oggi, oggi rivedo gli occhi di mio nipote, il sorriso di mio fratello, la testa canuta di mio padre, le guance di mia madre e il mare. IL MARE.&lt;br /&gt;Il mare manca, il mare è un mondo aperto, inifinito, uno stato fisico e mentale, lo guardo per ore e ne sono affascinata, i barluccichii sulla sua superficie, la schiuma prodotta dai piedi dei bambini, lo sciabordio delle onde, le barche alla fonda, le alghe galleggianti. Se sei nato vicino al mare, il mare lo porti dentro, ti è dentro, respiri lo iodio, ti si posa sulla pelle con la sua patina salmastra, il colore ti rimane dentro, il sapore ti inebria il cervello.&lt;br /&gt;Il mare che posso vedere ora è un balsamo, un sollievo, un istinto di sopravvivenza, il mare ti incanta, ti conquista, ti inquieta, ti rilassa.&lt;br /&gt;Il mare, lassù dove sono, è diventato una cosa blù da cercare quando sei in astinenza, si perchè il mare è una droga, il mare si deve inalare, ti fa gioire e ti appaga.&lt;br /&gt;Il mare blù, di acqua e sale, il mare dove si gioca con gli amici, dove si cerca intimità, il mare che solca l'anima e la sopprafà.&lt;br /&gt;Di molte cose sto rendendomi conto in questo periodo ed una di questa è che il mare mi manca, il mare è dentro di me, il mare è uno dei posti dove mi sento a casa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2753291239150291420?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2753291239150291420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2753291239150291420' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2753291239150291420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2753291239150291420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/i-viaggi.html' title='I viaggi'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1614038109765801067.post-2897055356230313790</id><published>2008-08-01T00:01:00.001+02:00</published><updated>2008-08-01T10:54:50.863+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thanks to'/><title type='text'>Il giorno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi è il giorno in cui festeggio. Oggi è il giorno in cui ringrazio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho avuto la fortuna di incontrare lo scultore pittore all'inizio della mia vita. Gli devo molto, moltissimo e lui non sa neanche quanto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi ha ritratta, scolpita e ammirata, mi ha fatto appassionare alla sua vita d'artista. Mi ha regalato la materia prima, colori, malte, marmo e con esse mi ha dato gli strumenti per usarle, spatole, pennelli, scalpelli. E non mi ha consegnato tutto facendo spallucce ma mi ha sapientemente insegnato come miscelare la polvere dei colori, come usare il collante, come sbozzare la pietra, come incidere a bulino e come lucidare il marmo. Mi ha consegnato il mestiere, la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;sabiduria. &lt;/span&gt;Si è consegnato con estrema generosità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Egli non sa, non capisce appieno che regali mi abbia fatto, tento di spiegarglielo &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;de vez en cuando&lt;/span&gt; ma si schernisce e dice  che non è vero. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non importa quel che dice quando dice questo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa pagina è per lui, per dire &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;gracias&lt;/span&gt; di avere disegnato con me le sinopie di questo affresco, grazie per avere steso gli strati e grazie per avermi insegnato a dosare i colori e stenderli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ti sono riconoscente per quello che mi hai dato e se anche qualche volta il marmo si è incrinato per un colpo mal gestito, abbiamo valorizzato quella crepa per dare maggiore compattezza e forza alla scultura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grazie di cuore, il cuore non luogo di sentimenti ma il luogo dove si creano i significati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1614038109765801067-2897055356230313790?l=ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/feeds/2897055356230313790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1614038109765801067&amp;postID=2897055356230313790' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2897055356230313790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1614038109765801067/posts/default/2897055356230313790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcastellodelpiccolofolletto.blogspot.com/2008/08/il-giorno.html' title='Il giorno'/><author><name>Piccolo Folletto</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_23N5oe_toRI/R_vjYsDfSaI/AAAAAAAAAAU/HjqDGB_HH8g/S220/000_0019.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
