martedì 13 ottobre 2009

La signora delle tazze turche e quella delle rose, temi per indagini sociologiche.

Chi mai si sia addentrato in una fiera agroalimentare aperta al pubblico sa cosa accade nelle corsie.
Esiste una sorta di magnetica attrazione fra il cibo e la gente che induce ad una sorta di compulsività isterica.
Se in uno stand mettono fuori dei piattini di plastica, improvvisamente artigli rapaci si aprono e chiudono con uno scatto sul contenuto del piatto senza l’utilizzo del senso della vista per rendersi conto del contenuto. Ho visto mangiare palline di plastica decorative e sputarle subito dopo con maledizioni ai proprietari dello stand la cui unica colpa era decorare con dei mok up la loro vetrina.

Gli stand che rischiano di più sono quelli che mettono fuori gli espositori con il prodotto esposto sul ring.
Ovviamente ci sono le categorie dei dilettanti, meno scafate, con meno tecnica ed esperienza e che tentennano e si fanno mettere ko.
Seguono, però, le categorie dei pesi medi, così detti perché alla bilancia pesa il loro carrelino/trolley, definibili anche i visitatori alla Óscar De la Hoya. Con stile da puncher, rapinano con tecnica abilissima: si riscaldano, si fermano nel corridoio, respirano, danno uno sguardo, studiano velocemente gli avversari, saltellano con gli occhi, camminano davanti all’espositore e nell’istante in cui lo coprono con il corpo sferrano un montante sul prodotto, afferrano i pacchetti dal basso verso l’alto prendendone il più possibile (pieni o vuoti che siano, la conta dei punti partita si fa alla fine), segue incrocio del braccio davanti al busto e ricaduta delle prede dentro il trolley aperto. Il tutto avviene in pochi secondi e con classe degna del migliore Cary Grant in Caccia al Ladro. Dopo due o tre attacchi andati a buon fine segue piccolo defatigamento o si ritenta l’attacco fino al raggiungimento punti prefissato per il corridoio prescelto.
I Mini Mosca, Mosca, Gallo, Piuma, Leggeri sono senza attrezzatura, per questo pesano poco, al limite una busta di tela di iuta recuperata in qualche stand. Sono più veloci, colpiscono con ganci precisi e stanno in difesa con l’altra parte del corpo, schivano le occhiatacce, i rimproveri e fuggono rapidamente ai bordi del ring.
Nel panorama variegato trovi anche i picchiatori o anche dette facce di bronzo che afferrano sampler, prodotti interi, gadget, barattoli di salse e marmellate aperte portandole via senza i coperchi o che cercano di portare via, ad esempio, una coppa piacentina saldamente legata allo stand; carenti di tecnica e di gioco di gambe hanno potenza e capacità di incassare cazziate potenti e rischi di denunce.
Ma i migliori sono gli aggressori. Tendenzialmente donne, di bassa statura, l’essenza dello stile di questi soggetti è l’aggressione senza soste. Così ‘la signora delle tazze’ o The Koeln Blockbuster*, appostata davanti lo stand della Camere di Commercio turca, priva di tecnica compensava con l’aggressività della razzia, con un destro formidabile riusciva ad afferrare le tazze gadget della Turchia a tre alla volta, schivava il rimprovero abbassandosi per riempire il trolley, affondava il secondo ed il terzo colpo senza sosta. In 2 o 3 minuti al massimo aveva 9 tazze che gli valevano il titolo del campionato razziatore.
Caso più unico che raro in cui il ko lo riceve anche il pubblico che rimane sconcertato e senza parole.
Come nei migliori incontri di pugilato, però, si incontra anche chi, fra una ripresa e l’altra passeggia sul grande ring della fiera portando momenti di inaspettata dolcezza. A colonia vedi girare una non proprio leggiadra donna, con cespugli di rose in testa e sul vestito, casacca nera di maglina, leggins blu e infradito d piume bianche che saluta con un leggero cenno della testa, dispensando sorrisi, stringendo le mani, come fosse una principessa in visita di cortesia al Gran Ballo di beneficenza per i diseredati del mondo.

Stranezze di questo strano mondo.

* mutuo dal soprannome dato a Rocky Marciano

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