Esco dopo molto tempo, l'occasione è ghiotta, teatro libero, sperimentale ma non tanto, ha un testo, una logica, una storia anzi affonda gli artigli nella storia, una storia drogata che ci hanno consegnata come sana. il percorso è quello della libertà, libertà di pensiero, libertà di parola, liberta di dire. Inizia leggero con un attacco di panico grondante acqua a profusione sul corpo e sul viso dell'attore e si libra attraverso l' ingloriosa e rapida fine dei coniugi Ceauşescu e della Romania, passando per Piazza Tienanmen e il ragazzo con i sacchetti bianchi davanti ai carrarmati, passa per l' ignoranza di questa nuova generazione, per l'idealismo spappolato di quella precedente, per una prostituta canterina e per l'angoscia di una scelta di una scatola di biscotti prodotta chissà dove, chissà quando e chissà come.
Gli attori bravi, scenografia nulla, storia in primo piano, pubblico 2 e gatti 4, prezzo del biglietto basso, coscienze da far riflettere poche. Meglio un aperitivo e due chiacchiere che quattro chiacchiere su come la scelta della scatola di biscotti sia la scelta fra la verità e l'impossibilità che questa ti venga detta.
Bravo'! lo spettacolo finisce e la coscienza si richiude inghiottita dal tram 9 che ti riporta a casa con l'eco di pochi ma sentiti applausi.
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