Io ho i denti spezzati per lo stridore della paura passata, il livido sul naso lungo che sbatte sempre ma nonostante i lividi e i tagli sulla pelle, nonostante i mattoni mi abbiano sommerso ho trovato uno spazio per tirare fuori una mano e ho capito che sbattere e fracassarmi mi è servito, farmi travolgere dallo tsunami è stato terapeutico, utile e necessario.
So, per certo, che adesso quel muro non mi fa paura perché è già crollato, posso solo temere altri muri ma adesso sbircio le crepe ci incollo un pezzo di vetro e guardo che non si incrini e intanto lavoro su di me perché non accada di nuovo. Perché i muri crollano quando le fondamenta cedono.
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