mercoledì 25 marzo 2009

Ricettario della Memoria

E' accaduto per caso, potrei scrivere, ma sono certa che il caso non esiste e quindi è accaduto perchè doveva accadere. 
E' ancora febbraio, cammino in quella strada a me così familiare, la strada di e per casa e lo vedo scritto: Ricettario della Memoria, corso di scrittura creativa. Fremo perché iscriversi, seguendo gli orari della segreteria mi è impossibile, poi prendo il numero e mi dico che devo chiamare. In ufficio vengo risucchiata dal gorgo infernale dei telefoni, delle urgenze, delle emergenze e arrivo a casa stramazzando a  terra dalla stanchezza e fuori tempo per chiamare. Il giorno dopo, fra una fiammata di Lucifero e una punzecchiata di Belzebù, si apre una finestra di razionalità. Compongo il numero, chiedo ed una voce allegra e simpatica (che scoprirò appartenere al corpo di Luciana, la bibliotecaria) mi dice 'Lei è l'ultima, la Ventesima'. 
Sono felice come la Pasqua che verrà. L'ultima!!! mai come in questa occasione un ultimo può essere felice di esserlo. 
Arriva il primo dei quattro mercoledì del corso, pioggia, vento, stanchezza, dimentico di prendere l'indirizzo ma bene o male so dov'è e arrivo zuppa, infreddolita, in leggero anticipo e con un sorriso stampato fra le guance umide.
Dopo di me una signora alta, magra di una certa età, dopo di lei segue una bassina, grassoccia e di una certa età, a ruota un signore, bassino, col viso simpatico e di una certa età, sulla sua scia una donna esile, minuta, con i capelli a crocchia bianchi e di una certa età. Saluto e rimango a pensare cosa sarà. Poi i corsisti diventano sempre più un magma eterogeneo e si inizia un corso che non è come quello che ho immaginato ma è particolare, divertente e interessante soprattutto dal punto di vista umano. Ricco di storie, di giochi 'creativi', di spunti.
Chi tiene il corso è Paola Buonacasa, seguita da un suo numero di fan accanite, è una donna dolce, riflessiva, attenta e gioiosa. Legge brani di libri che associano la creatività alla cucina, al cibo, è un corso che ti fa venire fame, in tutti i sensi.
Il gruppo si disvela solo l'ultimo giorno, giorno in cui tutti avremmo dovuto portare un lavoro (io sono stata trattenuta da Cerbero & Co. e mi sono vergognata come non mai), attraverso il racconto, il Ricettario della Memoria, il gusto dei dolci o delle ricette fatte in casa, i ricordi lontani di due donne-nonne meravigliose ed incredibili ed attraverso quello di tutti quelli che hanno fatto, scritto, impastato, imbottito, siamo arrivati alla fine. 
Ho imboccato la strada di casa con la torta alla ricotta della Signora dei taralli neri foggiani e con la promessa del mio racconto di fine corso.


1 commento:

Anonimo ha detto...

Bravo istrice, sono proprio contento.