domenica 29 marzo 2009

E fuori piove

Ci sono appuntamenti a cui non puoi mancare, neanche se Milano decide che deve avere di nuovo i tetti, le strade e i suoi cittadini bagnati fino all'osso. E' un anno piovoso, mettiamo radici e produciamo muschi e licheni ma i fiori sugli alberi ci fanno timidamente sperare che prima o poi i cieli blù cobalto di giovedì scorso si ripresenteranno copiosi ed in fila per due.
Piove più o meno distrattamente, attraverso l'acqua delle pozzanghere per vedere l'acqua dell'arte. 
Vado a vedere Anima dell'Acqua, da Talete a Caravaggio, da Segantini a Bill Viola. Grondante acqua sfilo accanto ad una fila chilometrica che acqua sfida per vedere la mostra sui Samurai. Piove acqua dentro l'ombrello nero, sgangherato e prestato visto che, grazie alla mia sbadataggine, il mio mini ombrellino azzurro, che dall'acqua ripara solo la chioma, non lo trovo più. 
Salgo gocciolante le scale di Palazzo Reale, pago il biglietto e mi incuneo per i percorsi della mostra: gli spazi sono piccoli, stretti e angusti, c'è folla. Accedere alle spiegazioni è difficoltoso così come vedere le opere ma quelle che ci sono, sono talmente belle che ti scordi di tutto il resto. Allo spettatore viene chiesto se l'acqua ha un'anima e a partire dai miti di teogonia acquatica delle antiche civiltà, passando dalle ipotesi sull'origine del mondo formulate dalla filosofia di Omero, Socrate, Platone, Aristotele, e attraverso Bellezza, Viaggio, Morte, Paura Trasformazione e Purificazione la risposta affermativa alla domanda arriva fluida. 
L'acqua si trasforma, si rigenera, piove dal cielo, 'passa attraverso' così come lo spettatore passa attraverso le sale, strette, labirintiche o ampie come attraverso le anse di un percorso fluviale. (lettura di un concept di mostra a cui invece più prosaicamente la tortuosità è attribuibile alla ristrettezza dello spazio assegnato)
''Water, is taught by thirst'' dirà Emily Dickinson nella sezione Trasformazione, l'acqua è insegnata dalla sete.

Simbolica sete di conoscenza, inizialmente, che si intuisce dai busti di vari filosofi e di Talete che ci introduce con il suo pensiero:
Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima.
E’ fiume, è mare, è lago, stagno, ghiaccio e quant’altro.
E’ dolce, salata, salmastra.
E’ luogo presso cui ci si ferma e su cui si viaggia
E’ piacere e paura, nemica ed amica
E’ confine ed infinito
E’ cambiamento e immutabilità, ricordo ed oblio,
Principio e fine.

Acqua archetipo di vita, placenta fertile della Dea madre, elemento femminino per eccellenza, bellezza incontrastata delle grandi Madri di tutta la tradizione mediterranea, sostanza preponderante del corpo umano, alveo di tutte le cose, urna carnale di vita portata da Tuaret, la dea protettrice delle donne incinte con corpo da ippopotamo gravido e coda di coccodrillo, o da Iside che con un liquido magico e terapeutico rigenera il mondo, acqua simbolo di vita ma anche di paura, di morte (L’armadio dell’acqua nera” di Fabrizio Plessi).
Acqua madre di vita, liquido amniotico, fluido nutritivo raccolta in una sala dalle pareti rosse, evocative del ventre, che diventa latte versato dai teneri seni delle Madonne che allattano, nuove dee madri, iconograficamente sdoganate dal Concilio di Efeso e trasformate in Madri di Dio, colte nel gesto supremo di dare la vita dopo il parto, di dare nutrimento e sostanza al Figlio, metafora di tutti figli dell'umanita. Seno rigonfio di latte che si trasformerà da quello della “Madonna dell’Umiltà” di Masolino da Panicale ad Arca dell'alleanza nella Madonna del Parto di Piero della Francesca (non presente in mostra). 
Acqua che, come il latte materno, disseta e rigenera, divenendo fonte a cui abbeverarsi, acqua sorgente di amore a cui si appressa la giovane coppia di Segantini ne “L’amore alla fonte della vita'', acqua sorgente di Bellezza eterna, pioggia che dà vita, pioggia dorata di fertilità che inonda la fonte in cui Venere si bagna, fonte fra le pareti degli affreschi pompeiani in cui sembrano vivere i versi allegri degli uccelli mediterranei…l’usignolo, la rondine, la quaglia…nascosti tra le rigogliose fronde delle piante. Ancora fonte di salvezza dalla morte per Ismaele sulla tela di Cantorini "L'arcangelo Michele con Agar e Ismaele nel deserto" o nella statua raggelante per il suo verismo di ''Ismaele abbandonato nel deserto'' di G. Strazza

L'importanza dell'acqua per lo sviluppo delle civiltà mediterranee attraverso pezzi archeologici strabilianti come crateri a figure nere e rosse, o letta attraverso le peregrinazioni di Enea, degli Argonauti,  e di Ulisse simbolo del viaggio per eccellenza provato, stremato, assetato di conoscenza e curiosità, ritratto, fermato incorporato nell'attimo in cui le sirene ghermiscono l'anima con il canto in uno struggente, evocativo ed affascinante "Ulisse e le Sirene" di Herbert Draper. Il mare è distesa enigmatica, inquietante.



La fonte come specchio in cui ci si riflette, ci si trova, ci si perde come Narciso alla Fonte di Caravaggio, immagine di chi va verso le oscure acque della Morte per troppo amore di sè (Chi guarda allo specchio dell'acqua vede per prima cosa, è vero, la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l'incontro con se stesso. C.G. Jung); l’acqua sempre in movimento, permeante si trasforma nuovamente in urna di morte, bara trasparente, grembo materno a cui si abbandoni Ofelia, mai consapevole di sè, destinata a pagare per le colpe altrui con l'oblio della morte. 
E l'acqua è ancora il mare con il mito del ratto di Europa e il terribile mito della Gorgone 
Mare che nasconde  ansia e paure inconscie: ''Ricordati che i mostri non muoiono, quello che muore e' la paura che incutono'' (prometeo di Cesare Pavese)
Acqua fluviale dei riti abramatici, dell'immersione, del battesimo, della rigenerazione, della purezza che lava i  peccati, che monda le colpe chiude la mostra con quadri, fra gli altri di Mattia Preti e Tintoretto. 

Per chi come me dall'acqua del mare viene, per chi dal mare ha tratto origini, per chi l'acqua del mare la sente dentro, per chi dell' acqua specchio infinito, mutevole e saccheggiato, inquinato, impoverito, martoriato, presente nell'anima anche quando lo sguardo è soffocato dai palazzi, non fa a meno nel pensiero, nel sospiro e nella melanconica nostalgia, per chi ama l'acqua del fiume scorrere, per chi ama gli schizzi dei piedi di un neonato nella vaschetta da bagno, per chi sciupa l'acqua e per chi l'acqua la risparmia, consiglio di vedere la mostra aperta fino al 13 Aprile. 

"E' dall'acqua che tutto scaturisce!
E' nell'acqua che tutto si conserva!
Oceano,dacci la tua azione eterna.
Se tu non mandassi le nuvole,
Se tu non gonfiassi i torrenti,
se non portassi acqua ai grandi fiumi,
che sarebbero i monti,
le pianure e il mondo?
Sei tu che conservi
la vita più florida"

Goethe


Anima dell'Acqua, da Talete a Caravaggio, da Segantini a Bill Viola a cura di Elena Fontanella e Cosimo Damiano Fonseca,la mostra è inserita all’interno del progetto EnergiAcqua ideato e realizzato da Fondazione DNArt condiviso e sostenuto da Regione Lombardia Assessorato alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. 
Palazzo Reale Milano fino al 13 Aprile 

3 commenti:

betelgeuse ha detto...

ancche tu sei acqua, acqua di fonte generosa che disseta il pellegrino stanco .

Piccolo Folletto ha detto...

Grazie

Anonimo ha detto...

Lei è più dell'acqua, è anche fuoco terra. Conoscere la sua anima attraverso gli scritti è integrare ciò che già so. Mad.