mercoledì 7 gennaio 2009

Non è poi così male

La solitudine è come la neve. Copre ogni cosa che tocca.
Blocca nel tempo quello che sotto trova.
Imbianca i paesaggi dell'anima, cade quando l'anima va a zero, riempe l'aria di silenzio, cade giù in mille forme diverse, si posa lieve, soffice, impalpabile, non si annuncia, arriva e basta. 
Fiocca per ore ma poi si stratifica, un passo dopo l'altro tu affondi nel suo volume e inizi a percepire il freddo che trasuda ed emana.
Le voci, i sussurri, la musica, è tutto attutito, quasi cancellato, scompaiono i rumori se non il suo muto suono. 

La solitudine è come la neve quando non nevica più: prima è bianca, poi la vita riprende a scorrere dopo il primo momento di attonimento e la neve si trasforma in uno strato duro di ghiaccio, che fa scivolare, che imprigiona, che acceca quando fa capolino il sole. 
E si scioglie creando fango, sporcizia, acquitrini e cola lungo i bordi delle strade fino a trovare un tombino dove ingrossare le acque di scolo.
La solitudine è come una nevicata che arriva improvvisa, ti sbigottisce, ti raffredda, ti fa scivolare, rallenta i movimenti, insegna la cautela, insegna ad ascoltare il silenzio, insegna a guardarsi intorno, insegna a vedere con nuovi occhi gli oggetti, la vita che si nasconde sotto e che tu guardavi soltanto senza vedere più.

La solitudine è come la neve e non è poi così male se non diventa un ghiacciaio perenne.

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