Avete sbirciato intorno?
Avete sentito il sibilo della falce quando gli occhi sfiorano i paesaggi di lettere? Avete sentito il vento freddo del mantello nero della Signora Indifferenza che si muove quando siete distratti dall'articolo a forma di glutei della brasiliana di turno?
Rutshuru, Kiwanja: passa la morte volando sopra i soldi, si nutre di odio, fa un giro su stessa e ritorna a mordere il collo di milioni di bambini, generazioni cresciute alla luce di pallottole, sangue, violenze, stupri.
Lì vicino, a Rumangabo, la morte si fa beffe di Madre natura strappando l'ultimo lembo di casa ad innocenti animali.
Tutto tace.
Papua Nuova Guinea: incede la morte sulla strada di un dolore necessario, le madri uccidono i figli maschi per non mandarli in guerra, innocenti epigoni nella sorte, dei bimbi spartani deformi, inutilizzabili per la guerra.
Il silenzio urla.
Calabria: la morte danza sulle anse cerebrali sorde al raziocinio, un bambino si spezza su un pavimento.
Qualche piccolo vago rumore di indignazione.
Nakhon Nayok, Thailandia: la morte ride seduta sul bordo delle bare dove uomini e donne pagano per far finta di morire e rinascere per soli 5$.
La morte sghignazza alle battute finali di una triste barzelletta raccontata da ogni singolo uomo sulla terra, incrostato dentro la sua indifferenza ma nessuno la sente.
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