martedì 18 novembre 2008

ed ecco

che ritorna il tempo in cui i mattoni cuociono nel forno, che il muratore indossa il suo cappellino di carta a forma di barca girando e rigirando la calce nel secchio, assaporando il momento in cui tutti i gesti e gli oggetti si uniranno per tirare su un muro e poi un altro e poi un altro e poi il tetto e poi la terrazza e poi e poi e poi. 
Non hai mai smesso di volere  lavorare il muratore, solo non sapeva se quella era la costruzione da tirare su, da completare, da rifinire insieme ai suoi compagni di lavoro.
Il capo mastro gli ha detto che si può continuare, che si può rischiare un pò di più. Poi, chissà i soldi, il materiale, il tempo finiranno ma questo non lo sa nessuno, l'importante adesso è tirarsi su le maniche e ricominciare, le fondamenta già ci sono, bisognerebbe tirar giù due muri crepati ma non si può, si riparano nel miglior modo possibile e si continua.
Come sarà la casa lo sa solo l'architetto, fra qualche tempo lo vedremo per chiederglielo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

i muri crepati bisogna abbatterli sen za pietà,altrimenti la nuova costruzionecrolla miseramente.e si possono ipotizzare anche delle vittime.