lunedì 28 luglio 2008

Imbarcazioni


Si incontrano così per caso i Luciferi. Nel senso di portatori di luce e non nell'accezione più tristemente conosciuta. Anche se forse qualcosa di diabolico in alcuni incontri, in alcuni messaggi c'è.
Il mio portatore di luce è una donna di 40/45 anni, avvolta in un tailleur sartoriale straordinariamente elegante. E' curata, attenta nei movimenti e le sue gambe sorreggono delle riviste. Il bus frena repentinamente, le riviste cadono, la aiuto a raccoglierle. Lei mi ringrazia con un sorriso perfetto, caldo, avvolgente. Comincia a parlare con me. La voce è piena, profonda e ha un modo di parlare accattivante. Si occupa di barche, le vende a persone  ricche e stravaganti. Ha una cultura marinara non indifferente e quello che spicca è la sua passione per il mare e per i gusci più o meno lussuosi che lo solcano. Sono affascinata e rapita da ciò che mi dice, chiedo, ribatto, parlo. 
Lei china la testa un pò di lato e mi dice: Tu sei un come un caicco, nato per la pesca, solido, bello con le sue vele triangolari, silenzioso e rispettoso del mare. Sai i caicchi ora li usano per turismo. E anche tu fai del turismo e non più la pesca.' Mi si dipinge una espressione perplessa sul viso e lei sorride. 'Imparo a conoscere le persone da poche battute e gesti e li paragono alle imbarcazioni che conosco. Tu per me sei un caicco e dovresti usare la tua barca per la pesca non per un' altra funzione, che bella per quanto possa essere, non è la motivazione per la quale è stata creata' 
'Si - dico io - ma tutto si adatta ai tempi e io mi devo adattare' replico sorridendo 
'Adattati ma non snaturarti, il gioco non vale la candela' 
'E' un'esperienza diretta' chiedo incuriosita - 'Purtroppo si, dopo molte leghe ho capito che non ero un pattino ma una bialbero e ora che ho preso consapevolezza di me salpo, navigo, solco i mari e affronto con più sapienza le tempeste'. 
Piego la testa in basso e mi tormento le unghia della mano destra. 
'Sbarca e guardati dalla banchina, capirai molto della struttura, dello scafo e delle dimensioni, risali controlla le vele e appena tira vento dispiegale e vai'
Si alza e mi sorride di nuovo, non ho più parole. Forse si legge sul mio viso la stanchezza di questi tempi duri che attraverso e l'unico mare che vedo davanti a me è fangoso, pieno di deiezioni e mi sento immobile, persa in un liquido scuro che non è il mare. 
Mi giro di nuovo, lei mi fa un cenno di saluto e sparisce in mezzo alla folla.
Devo sbarcare e vedere, controllare le assi e ripararle, devo, devo, devo capire se sono un caicco o un guscio di noce.

1 commento:

Alpy ha detto...

ci sono gusci di noce che possono fare traversate oceaniche.... :p