sabato 12 luglio 2008

Eluana, la morte, la vita e le noccioline

Sedici anni, sedici anni sdraiata su un letto, curata amorevolmente accarezzandole la mano, detergendole il viso mentre un sondino la nutre. L'altro ieri la sentenza. E' una di quelle notizie che leggi e ti stringono lo stomaco e ti ritrovi fragile come un vaso di cristallo sopra uno scaffale durante un terremoto.
Cosa è giusto? Cosa è sbagliato? Immagino che non vorrei essere tenuta in vita se fossi morta. Si morta solo con la sfortuna di avere la zona cerebrale deputata alla respirazione ancora funzionante. Lì sdraiata, immobile, con qualche riflesso neurale che mi fa muovere le palpebre, incapace di vedere cambiare il mio corpo, impossibilitata a vedermi invecchiare, senza poter andare a letto la sera stanca e svegliarmi l'indomani lamentandomi mentalmente di un altro giorno di lavoro, non potendo gioire del viso di mio padre, di mia madre, di mio fratello, di mia cognata, di mio nipote, delle persone che amo, dei miei amici, senza potere arricciare il naso quando sono sull'autobus sentendo l'acre odore di sudore, senza potere andare a vedere un documentario al cinema. No, io sarei morta e i morti non sono nutriti da un sondino ma il punto è che io sarei morta ed incapace di decidere per me, coloro che mi stanno accanto o i superstiti che mi rimanessero accanto sarebbero costretti a guardarmi e vedermi morire vivendo. Io non sarei cosciente e quindi la mia volontà sarebbe annullata dall'immobilità, dalla deformazione degli arti, dal carcere di un corpo tenuto in vita da una macchina. E anche avessi espresso una volontà è la mia volontà quella ultima, quella suprema? posso io decidere della mia vita che in realtà mi è stata data da mio padre e da mia madre e la loro dai loro genitori e così risalendo all'inizio dei tempi?
Eppure io ho pregato stasera per quella ragazza e per la sua famiglia che si porta valigie di dolore accumulato negli anni, ho ascoltato le ragioni di chi la pensa in modo diverso. E vorrei tanto parlare con qualcuno che mi spieghi se sarebbe stato naturale senza il sondino gastrico che un essere in coma irreversibile vivesse per sedici anni. Vorrei che questo qualcuno mi dicesse cosa pensa che sia l'accanimento terapeutico e se di terapeutico c'è qualcosa nel forzare il corso della natura andando contro di essa.
Io spero che nel nuovo posto in cui Eluana sta andando affinchè compiano per la natura gli ultimi rituali, i suoi occhi si aprano e il suo respiro continui e riprovi il piacere di un bicchiere d'acqua frasca in una giornata calda, il sapore di un pomodorino appena lavato. Io spero e prego perchè dire che è giusto che muoia non riesco. 
Ho fatto un passo in più: eluana si sveglia, Eluana si guarda, Eluana è cambiata, era una ragazza ora è una donna, deve camminare, riprendere se stessa, deve capire chi è, deve amarsi e amare, deve provare, sentire, annusare insomma vivere.
Eluana probabilmente non lo farà, eluana è ancora su quel letto con fili che le entrano e le escono dal naso e dalla bocca, con una macchina che sente il battito del suo cuore e i suoi genitori che lo sentono nello stomaco, Eluana è un chicco di riso, Eluana è un grano di sale, Eluana è una vita fra lenzuola di morte. 
Perchè ho pensato che sia giusto, perchè ho pensato che sia sbagliato? Perchè in un sacchetto di noccioline ce ne sono alcune amare? Chi siamo noi per pensare che la vita è la nostra vita e chi siamo per non pensare che lo sia? Quando viviamo interagiamo con gli altri tracciando complessi ricami e intrecciando milioni di fili e Lui ha in mano l'uncinetto con il filo per creare la grande coperta. Se un filo si spezza, se un filo si tira, se un filo si recide cosa accade al grande disegno generale? Se un battito di ali di farfalla qui provoca un maremoto dall'altra parte del mondo potrò permettermi di essere confusa e seduta su un'altalena di è giusto o è sbagliato?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

In giorni di dolorose ricorrenze il tuo blog e' stato un pugno violento allo stomaco e al cervello. Da egoista qual sono ,avrei preferito anche per tutta la mia vita poter accarezzare le persone amate, baciare il loro volto. Ma sarebbe giusto per loro? non lo so. Le moderne tecnologie hanno buttato sulle nostre spalle pesanti decisioni.Ma io non riesco a pensare di essere un Dio

Piccolo Folletto ha detto...

Mi spiace che i miei post siano pugni ma in queste situazioni estreme quello che mi muove è il dubbio. Mi spiace ancora di più sapere che ci siano giorni di dolorose ricorrenze. So quanto valgono le moderne tecnologie per la cura quello che non riesco a comprendere è la linea sottile fra accanimento terapeutico e aiuto. Se vedo uno scarabeo capovolto lo giro perchè non posso vederlo capovolto in attesa della fine o di un predatore che lo attacchi, e non mi sento Dio, sento solo di avere dubbi su dubbi su dubbi.

Piccolo Folletto ha detto...
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