In questi paesaggi d'anime che vedo ogni giorno, in questo scorrere di vite al finestrino dell'autobus, ci sono degli incontri che ti portano le labbra all'insù. Oggi pomeriggio ho accompagnato instabilo boss a farsi l'orlo dei pantaloni (sic!) e seduta sullo sgabellino viola c'era una signora con capelli (pochi) sale e pepe, a caschetto lisci. Mentre Instabilo provava, levava, metteva la signora parlava di sè. Si vedeva che aveva voglia di comunicare, il suo accento tradiva le sue origini, trapiantata a Milano da 42 anni, originaria di Modena. Donna meravigliosa, lieve come una carezza di una nonna sul viso del nipote, spiritosa, allegra, piena di vita e di voglia di fare. Domenica aveva preparato lo gnocco fritto 'che non andava più nè su nè giù ma che sono buoni', si doleva del fatto che non sapeva tirare le sfoglie per i tortelli alle erbe. 'E il bolognese come dialetto è più bello, sa?, noi abbiamo quel miao scivolato, invece quel bolognese come è allegro...', ' eh ragazza mia questa signora (la sarta nda) è davvero brava, io coi sarti maschi non mi ci sono mai trovata, certo poi se vado io scappano sicuramente ma se si presenta lei così carina e bella, vedrà come le provano i vestiti'. Instabilo da dietro il camerino di prova chiede quanti anni avesse e lei "Settantadue mia cara settantadue", "beh più o meno quanto me" "no niente più o meno, mi dirà quando avrà settandue anni quando ci vedremo per la strada come è diverso da settantuno". Era come i riccioli della panna sulla torta, come i decori sulla cassata, un gioiellino tale che prima di andare le ho chiesto: "Signora come si chiama, di nome voglio dire". Lei mi pianta quegli occhioni dolci e grandi e mi dici fiera "Mitì", all'inizio non capisco, "con due t", dico io "no no con una t", le dico che è un nome strano e lei mettendosi una mano davanti la bocca sorridente mi dice: "maria teresa ma maria teresa mi chiamava mia madre quando l'avevo combinata grossa, per me sono Mitì". Per me sono Mitì. Oltre alla bellezza del personaggio in sè mi ha colpito il senso di pienezza, di appartenenza a se stessa, anch'io vorrei dire "per me sono ....."
3 commenti:
La tua Mitì mi ha fatto tornare indietro nel tempo in un luogo della mia infanzia felice.Un'altalena,mia madre:"vola Giamì,vola verso il cielo e portami le stelle".Giamì era il vezzeggiativo che solo lei usò e se ne andò con lei.
Hai il dono prezioso di dipingere acquareli dai delicati colori e cogliere in un attimo le sfumature dei caratteri
Ho trovato un altro indizio:sei siciliana perchè noi nordici avremmo detto "cassata siciliana"
Giamì...il nome già scivola dolcemente sul palato poi detto da una madre deve essere un ricordo straordinario. giamì sa di paese esotico. Se vuoi sconosciuto amico, triste nell'animo, indagatore di coscienze, curioso navigatore di vite, ti chiamerò così ma solo se non si incrina lo specchio del ricordo.
Quanti dolori nelle vite ,quante sofferenze nelle notti solitarie possono codividdersi sulla rete. Forse è più facile aprirsi con persone mai conosciute fisicamente. Quasi una seduta psichiatrica collettivaall'ombra protettiva dell'anonimato
Posta un commento