venerdì 27 giugno 2008

El Alamein

'Sior capitano, non pensavo era così, non pensavo...'
Neanche io lo pensavo quando ho vestito questa divisa che ora è la mia seconda pelle, attaccata a questo corpo avvizzito dal sole e graffiato dalla sabbia, non ho più la pelle da quanto tempo non la vedo? Da quanto tempo non mi riconosco in quello specchio che mi serve ogni mattina per darmi un'occhiata, per dirmi se sono ancora vivo.
'Sior Capitano me piasaria veder di nuovo la mia tosa'
La rivedrai dall'alto di quelle nuvole che si addensano sui monti vicino casa tua,  vicino quei fiumi così brillanti pieni di colori vividi e non come questa luce accecante che ti taglia gli occhi insieme alle particole di sabbia che ti graffiano le cornee, ti abradono il viso. la rivedrai senza questo elmetto di ferro che ti ustiona i pensieri, che incarcera la pazzia, che si infuoca sotto questo sole crudele.
'Signor capitano me piacerebbe de rivedè a m madre'
Mamma, quando partìì avevi le lacrime chiuse nell'angolo dell'occhio, ti dissi che dovevi essere orgoglioso di me, che ero figlio tuo, si, ma figlio della Patria, ti baciai la fronte perchè sei piccina e tu inghiottisti il fiele della perdita, straziata come la madre di Gesù sotto la croce. Sentisti la carne strappata dal tuo ventre, impietrita dal dolore fosti soggiogata dall'odore della morte mentre io avevo il petto pieno di sicurezza ed orgoglio. Ora sento quell'odore anche io e mi dolgo di non averti stretta a me, non avere capito, non avere capito ciò che tu già sapevi.
'Signor Capitano perchè siete finito qui?'
Non lo so più, Vincenzo Formichella, non lo so più, ricordo quando arrivai in questo campo e non riuscivo a coprire con gli occhi questa immensa distesa affascinante. Mi chiesi allora perchè fossi finito qui. Perchè mi mandarono qui. Ma il mio destino non aveva una meta da raggiungere se non questa. Il mio destino fu partorito e cresciuto in questo luogo caldo, arido bagnato solo dalle lacrime della disperazione e dall'urina. 
 'Signor capitano, prendete questa sigaretta, nè? ho le n.10 le macedonia,  una finezza da re....Ancora è tramonto, fra poco inizierà'
Inizierà, si, inizierà un altro attacco, un'altra resistenza, un' altra infinita battaglia con la falce della morte. Ho ballato con voi sorella morte, sono stanco, forse prenderò una sigaretta dal Domenico Binello. Le donne stancano, voi stancate, prendete per sfinimento, come si fa con le belle donne vi ho chiamato allo stremo delle forze, come con le donne intelligenti perderò questa sfida, come con le donne testarde mi arrenderò alle vostre ragioni.
'Capitano mi manca u mari, a casa mia c'è un golfo, a mattina presto pigghiava a me canoa e ci furriava tunnu tunnu, partivo dal club canottieri e m'arricriava a taliari ddu beddu mari mio, mi piaceva assà sentiri i vrazza cca si movevano avanti e n'arrè. Cca reggono sulu sta mitraglietta e si movono ma a mmia un mi piaci comu si movonu, un ci piacissimi manco ad Ada e a a Elsa. No a idde proprio un ci piacissi'
Neanche a me piacciono più questi movimenti, questi rumori, questi silenzi, questi sibili di vento infernale, non mi piace più niente, non sento più gli odori, i sapori, com'è il mare? l'ho visto solo venendo qui, mi ha fatto paura ma ora non sento più neanche la paura, solo i denti che stridono sugli altri denti, le ossa che sfregano sulle altre, le notti fredde mi uccidono, i riverberi del fuoco nemico mi attanagliano il cuore. Com'è il mare? Ora non mi farebbe paura, ora sarebbe la pace.
'Prendete signor capitano, accendete pure..guardate...guardate, l'aranciata'
Si Lui Cesare, l'aranciata sul pacco di cerini, come sarebbe bello berla di nuovo al tavolo del bar del mio paese, sotto l'ombrellone con gli amici che ridono e sghignazzano quando passano le belle ragazze. Mi piacerebbe bere, ho la lingua spaccata con tre grossi tagli dalla sete, la poca saliva che ho brucia al passaggio delle ferite sanguinanti, le mie labbra così sottili sono solo una feritoia screpolata e arsa, i miei occhi sono carta vetrata che non riesco più a chiudere se non tenendo in gola un urlo di dolore. Quando arrivai in questo posto bevvi subito dalla mia borraccia, mi dissero di stare attento, che per l'acqua si impazziva. Poi Vito Bruno mi dette una gomitata 'Bevila che se no se la beve il caldo e il deserto'
Oh Dio, il sole sta calando, la notte si avvicina, eccoli i rumori dei colpi messi in canna, tutti dentro le postazioni, hanno ancora la forza di chiedermi, di parlare, io non ho più parole, non ho più risposte, i miei pensieri non hanno più suoni. Ci hanno dimenticato qui, seppellendoci in questa enorme clessidra, gli inglesi l'hanno rovesciata e ormai ci è quasi piovuta addosso tutta la sabbia. troveranno le nostre misere cose, le lettere, gli occhiali, i cucchiai sepolti con noi, forse questo oggetti racconteranno di noi ma fra quanti anni. Fra quanti anni? ma io sono vivo adesso, sono vivo adesso. Mio Dio, Mio Dio faccia che finisca presto. Sono lontano da casa, lontano da me stesso, lontano da Maria, lontano dal mondo. Vienimi a trovare, non mi lasciare solo in questa terra non mia, non lasciarmi.
'E' ora Capitano, andiamo. Per la Patria e per l'Onore'
'Si amico mio per la Patria e per l'Onore' 
Mi alzo da questo giaciglio zuppo del mio sudore, vado nella postazione che diventerà il mio sudario, stanotte stessa dopo un unico colpo sparato a distanza ravvicinata.

 A quota 33 nel sacrario di El Alamein si legge:
FRA SABBIE NON PIU' DESERTE SONO QUI DI PRESIDIO PER L'ETERNITA' I RAGAZZI DELLA FOLGORE FIOR FIORE DI UN POPOLO E DI UN ESERCITO IN ARMI. CADUTI PER UNA IDEA, SENZA RIMPIANTI, ONORATI DAL RICORDO DELLO STESSO NEMICO. ESSI ADDITANO AGLI ITALIANI NELLA BUONA E NELL'AVVERSA FORTUNA IL CAMMINO DELL'ONORE E DELLA GLORIA.
VIANDANTE ARRESTATI E RIVERISCI. DIO DEGLI ESERCITI ACCOGLI GLI SPIRITI DI QUESTI RAGAZZI IN QUELL'ANGOLO DEL CIELO CHE RISERBI AI MARTIRI E AGLI EROI.

(i nomi sono veri, gli oggetti realmente ritrovati così come, nella lettura di un articolo del Corsera del 25 Giugno, in un cassetto della mia memoria, il ricordo di un uomo meraviglioso: mio zio Ciccio che tornò da un campo di concentramento tedesco e non da El Alamein ma che fino ad 82 anni prese la sua canoa ogni mattina solcando le acque del golfo di Mondello)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

la tua capacità narrativa, il tuo essere varia è davvero stupefacente. Passi da un mondo all'altro cercando e scandagliando, osservando e scrutando. Rarissimo trovare in una donna d'oggi queste capacità e altre che sono sicuro possiedi. Facile potere parlare con te ad un tavolo davanti ad un'aranciata e cominciare a conoscerti e perchè no, ad amarti. Chi sei? Ho letto tutto ciò che hai scritto in un giorno. aspetterò avido altre storie.

Anonimo ha detto...

Grazie ,tesoro mio, di avere ricordato lo zio Ciccio che allietò la mia infanzia di splendidi grandissimi presepi,dinanzi ai quali suonavano nella notte santa gli zampognari di M.Lo zio partecipò alla campagna (!)d'Africa;poi fu mandato in Iugoslavia,dove venne arrestato dai nazisti per aver rifiutato di eseguire un ordine che avrebbe comportato la morte di numerosi civili.Scampato miracolosamente alla fucilazione,approdò nell'inferno di Birkenau,dove la bestialità umana aveva innalzato il più orrido dei monumenti.Tornò alla sua famiglia,distrutto nel fisico (la madre,la nonna Teresa, non lo riconobbe)e nello spirito.Il fisico riprese la sua corsa vitale ma il suo spirito riusciva a sopravvivere solo ubriacandosi di mare,il canottaggio,e di montagne in solitudine.Mai più viaggiò, mai più frequentò la società dorata di cui era stato assiduo frequentatore, bello come i nostri sanguigni tramonti ,elegante come le palme della nostra marina

Anonimo ha detto...

Sei il frutto meraviglioso delle culture che si sono stratificatenella tua splendida città.Non potrai mai essere un ectoplasma,perché la tua eticità,la tua arguzia,la tua intelligenza creativa è luce anche per chi ti legge soltanto. Il poeta Aragon affermò che sua moglie Elsa"gli permise di staccarsi dalle chimere e dalle ragioni negative che lo perseguitavanoe che gli restituì il valore di essere e,in più,la forza di arrivare ad essere." Questo farai,ne sono certo,per l'uomo che mi oggi o che amerai domani.

Anonimo ha detto...

Bravissima! sono contenta di conoscerti.Mi ha commosso questo post perchè mio nonno morì in quell' inferno di sabbia :grazie

Anonimo ha detto...

Leggo spesso il tuo blog e devo dire che quello che scrivi mi suscita sempre emozioni, quasi sempre molto gradevoli, anche se alla fine c'è sempre una nota di amarezza. Spero per te che questa melanconia no si cronicizzi.
Mi sono deciso a scriverti adesso perchè questo post mi ha suscitato reazioni molto forti, che probabilmente non saranno condivise da Annamaria, ma quasi mai noi andiamo d'accordo.
Io ho un profondo rispetto per tutti i morti in guerra, hanno combattuto per un'ideale che loro ritenevano giusto, ma la giusta pietà umana per le vittime non ci deve fare dimenticare che quella guerra non era giusta (chissà se esistono guerre giuste); era una guerra voluta da dittatori pazzi e sanguinari, su cui deve ricadere la responsabilita storica anche di quelle vittime.
Mio padre come tuo zio l'ha combattuta ed è stato internato in un campo di concentramento.

Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi

Piccolo Folletto ha detto...

Grazie mamma, grazie carla, grazie Giamì, grazie Andrea e grazie anonimo. E' nato nell'inganno del tempo sul bus e ha preso forma lentamente. sono stupita dei vostri commenti perchè nonpensavo di suscitare delle emozioni così forti. Sono io che devo ringraziare voi. Vivo nelle vostre letture e il castello di questo folletto ha tante stanze. Continuate a popolarle. grazie