mercoledì 14 maggio 2008

pensieri immobili

Sono in piscina, l'acqua accarezza il mio corpo, mi muovo lentamente attraversando l'acqua piena di cloro.
I miei muscoli si tendono in un ritmo costante, il mio cervello, invece, va a velocità inusitate, vedo quasi le scosse elettriche che lo attraversano. Prima vasca. Tocco il muretto, giro. Il cervello non è leggero sull'acqua come il mio corpo, lui è pesante e pesantemente sbatte contro il cranio e si fa male. Sbatte il dorso della mia mano sul muretto. Seconda vasca. Il mio cervello ricompone una serie di pezzi di puzzle, li incastra lentamente mentre lui è veloce come il vento. Sbatto il dorso della mano. Terza vasca, giro. Il mio cervello va, il mio respiro è più calmo, lento, regolare, il mio movimento anche. Ricompongo pezzi di dinvisibilità. Sbatto. Quarta vasca. Il cervello si espande, non riesce più stare dentro il cranio, continua a farsi male. Fa male il dorso della mano che sbatte di nuovo. Quinta vasca, giro. Perchè i silenzi si uniscono all'invisibilità? Evitare, ecco cos'è. Evitare il contatto. La mano sbatte contro il muretto. Sesta vasca. In cosa ha sbagliato a sentire l'altra me? non sento più bene e non è l'acqua che riempe i padiglioni auricolari. E' il potere di una maga che mi vela. Un velo d'acqua mi passa sugli occhi lucidi e fissi sul tetto della piscina. Li chiudo, brucia rapidamente il cloro. Brucia la mano che sbatte di nuovo sul muretto. Settima vasca, giro. Brucia anche dentro l'anima non essere più. Mi manca un ruolo che avevo e che ho perso definitivamente. Un ruolo che ho rischiato di perdere. Ho perso. Qualcuno lo ha vinto. lo so, lo sento. Brucia anche quello sulla pelle. Dorso della mano. Ottava vasca. Mi fermo a metà. Blocco la corsia. Raggiungo la fine vasca toccando il fondo. Non sono leggera, non trovo sollievo. Otto e mezzo. Avrà senso anche questo come il boomerang e come il resto? Si. tutto comincia ad avere un senso. Ancora ho gli occhi che mi bruciano di cloro e di lacrime e la forma di quel senso non la vedo bene. Ma so che ha una forma. Riprendo a nuotare, riprendono i pensieri, il respiro segue le mie bracciate, il cervello non si spegne. Oggi non c'è sollievo nell'immersione nel liquido. Oggi, domani, dopodomani non ci sarà sollievo finchè non concretizzerò sul bianco immacolato la scelta. Ho anche un livido sulle mani.

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