venerdì 30 maggio 2008

Moving

Questo è solo un piccolo aggiornamento su me per giustificare un’assenza lunga dal mio diario di bordo. Ho continuato a navigare ma non ho riempito le mie pagine con l’inchiostro.
Mi sono trasferita di ufficio. Ho vissuto per due anni in una bara di design ma pur sempre una bara di acciaio e vetro, senza finestre, con l’aria riciclata dell’esterno, ambiente freddo quando c’era freddo fuori, caldo quando era caldo fuori, con un solo collega e la mia Instabilo Boss. Ambiente tranquillo, rotto e spezzato dalle emissioni stridule di Instabilo in giorni frequenti di mestruazioni mentali.
I cambiamenti di qualunque genere spaventano specie se viaggiano su un filo di cotone liso di nome incertezza. E i miei cambiamenti interni ed esterni, fisici e di spirito hanno viaggiato e viaggiano su quel filo ma….c’è sempre un ma.
La nuova sede è in un punto non strategico di Milano ma ha le finestre, tanti uffici con vita dentro.
A settembre dello scorso anno in una fiera mi avevano regalato un barattolino (le famose piantine magiche in lattina che si apre, si annaffia e da miriadi di pezzettini di qualcosa che sembra truciolato nasce la piantina) e guarda caso e coincidenza è una piantina di quadrifoglio. Altro elemento che per ora torna costantemente nella mia esistenza. E sui ritorni scrivo dopo.
Non lo ho mai aperto per una miriade di buoni motivi o di finti buoni motivi.
Lunedì ho aperto la finestra, ho letto le istruzioni della piantina magica: ho staccato la linguetta, messo il tappo sotto e innaffiato la piantina. L’ho messa vicino alla finestra aperta. Aspetto che cresca.
Metafora della vita? Prima o poi le finestre si aprono, prima o poi entra dell’aria fresca e prima o poi i semi germogliano anche su terreni non convenzionali come quel finto truciolato.

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