venerdì 16 maggio 2008

Le stelle generatrici

E' da qualche giorno che ritorna fra me ed una persona a me molto cara un argomento.
Uno dei modi infiniti con cui comunico con questa persona unica ed indomita in alcuni suoi atteggiamenti è lo scrivere.

E' una persona gentile con modi delicati, incastra le parole (scritte o parlate) come un pittore quando dipinge un acquarello, sceglie colori tenui, li fa assorbire dalla carta e le chiazze di colore diluito disegnano paesaggi morbidi anche se melanconici. Dipingerebbe per se stesso solo tempesta ma quello che mostra al fruitore distratto della sua opera è solo nuvolaglia all'orizzonte.

Questo pittore dipinge, solo per un pubblico intimo, dei ritratti ma sono accenni sbocconcellati di se stesso e di figure antropomorfe e lascia all'occhio del fruitore, la ricostruzione dell'immagine intera che, per ovvietà, si costruisce con l'occhio di chi guarda quindi con la propria esperienza e sensibilità.

Il mio pittore fa in modo che il suo soggetto pittorico diventi parte del soggetto che lo guarda.

In questi giorni dipinge di stelle. Stelle che brillano nel firmamento notturno che, per il colore nero intenso, mi hanno sempre fatto pensare al magma indistinto della creazione che in sè porta un elemento di generazione che io identifico con le stelle.

Le stelle generano luce nel cielo buio, le stelle indicano la via, le stelle sono i bottoni della trapunta del mondo.

Ognuno ha la sua stella, la nostra luce è il riflesso della stella generatrice che ci ha posato qui. E mentre noi, seminati sulla terra fertile, diventiamo piantine, le stelle rimangono a vegliare su di noi, invecchiando. Ci illuminano nel buio della notte, non si vedono nei momenti di luce diurna quando tutto sembra chiaro, in realtà loro rendono più luminosa la luce del giorno. Forti, instancabili sanno qual'è il loro ruolo. Sono sempre lì sia quando le guardi per cercare la guida, la direzione, sia quando distogli lo sguardo.

Hanno sofferto quando ci hanno generato e posato sulla culla della terra, hanno stretto i fasci luminosi sembrando meno brillanti al nostro sguardo ma solo perchè i raggi erano intorno a noi. Le stelle generatrici vivono con noi e dentro di noi ma seguono le regole della natura. Escluse alcune eccezioni, col passare del tempo la loro luce si appanna e via via vengono assorbite dal magma della creazione ritornando nel loro luogo d'origine con il loro bagaglio di gioie, dolori e di vita vissuta. E noi che siamo qui, non acora stelle o mai stelle, vediamo la loro evoluzione. Forti o deboli cominciano ad accartocciarsi sotto il peso della volta celeste ma finchè hanno respiro, finchè il centro vitale pulsa, le stelle generatrici non smettono mai di guardare le loro creature, di illuminare il percorso, di segnare la via.


Il mio pittore cerca nella sua tavolozza un colore brillante da regalare alla sua stella generatrice. Il pittore sta male perchè non lo trova. Guarda la sua stella e la culla fra le braccia del suo cuore. Il pittore non sa cosa fare.

Mio bravo pittore devi solo avvolgerla con lo sguardo la tua stella perchè lei c'è, non angosciarti, è ancora brillante e brilla per te. Se c'è un modo per renderla più brillante è che quel colore che cerchi, tu lo metta su di te.

La ricetta della loro felicità è la nostra felicità. Le stelle generatici hanno tutte un dolce sapore, sono un ambrosia geometrica di linee incrociate. Bruciano e brillano, brillano e bruciano.

Sono come i Serafini, bruciano d'amore. D'amore per le loro creature. Sono potenti ma non possono evitare gli spigoli duri delle meteoriti, non posso evitare le tempeste celesti perchè anche loro sono creature e per quando potenti sono anche dolenti. Nessuno può difenderle dal dolore e non possono neanche impedire che le loro piantine soffrano.

Quello che si può fare è cullarle, curarle, farsi illuminare, sorreggerle, appoggiarsi, amarle ed essere amati. Senza sensi di colpa, senza sguardi tumefatti, senza pesi. perchè il loro amore è leggero come un soffio di vento, il loro amore non rimprovera, il loro amore è eterno, il loro è semplicemente puro amore. Ed è facile, morbido, pieno il loro amore esattamente come il loro nome: mamma.

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