martedì 13 maggio 2008

boomerang

Ci sono cose che ritornano.

Ed è insidicabile, inoppugnabile, inarrestabile, incontrovertibile, indiscutibile.

No. Non sono in Australia. Sono sempre sulla mia diligenza di lamina di ferro rossa.
La penultima del gruppo per l'esattezza, quella che mi porta verso la prigione di carcere e vetro in cui trascino stancamente 8 ore della mia giornata. E lì, mentre sferragliano le rotaie, che mi vengono pensieri su pensieri, strani per lo più.
Guardando la gente tristemente assorta in se stessa o coinvolta da voluttuose e altissime partiture musicale veicolate da auricolari di varie dimensioni o assorta in letture varie che spaziano dal libro al corrierino dei piccoli o con sguardo vuoto, vitreo, assente o con dita tamburellanti in attesa che arrivi la stazione di posta a cui fermarsi, guardandoli, dicevo, mi vengono delle strane associazioni mentali fra oggetti e situazioni.
corrispondenze cervellotiche ma con senso remoto valido.

Oggi è successo col boomerang. E dire che non è un oggetto usuale che si mette nella borsetta, nella 24 ore o sotto l'ascella col giornale. Eppure il boomerang da remote connessioni neurali è arrivato a concretizzarsi visivamente.
Nero e blù elettrico con dei puntini in rilievo marrone scuro.
Boomerang vuol dire letteralmente "Bastone che ritorna".
Siccome il boomerang è un arma "da getto", "di getto" ho avuto la visualizzazione dell'oggetto e....

BOO-ME-RANG ----- BANG

E il mio cervello frullatore ha macinato l' idea, triturata, seviziata ed infine ricomposta.

Connessione col passato: oggi ho fatto un piccolo, microscopico, quasi inavvertito viaggio di ritorno. Un luogo, il luogo di molti sensi. Ed è tornato. Il sentimento che mi porta a scrivere, ed è tornata la sensazione che mi accompagna come compagna famelica e salivante, è tornato lo stato di incorporeo senso di inadeguatezza e ricerca del meglio possibile, è tornato quel senso strisciante di tenaglia allo stomaco che non fa bene ma a che a guardare con la giusta ottica è quella che mi dà senso, spazio e voglia di non affondare, di chiedere la liberazione dalla prigione di vetro e di acciaio, di dire a me stessa che sta arrivando il momento del dovere e potere.

Io, boomerang, inavvertitamente, con la forza della necessità, mi sono lanciata per ritornare a me stessa. Nell'incessante moto di rivoluzione e rotazione che è la mia anima peregrina.

E mi rilancerò. E sarò di nuovo boomerang, fendendo l'aria, la vita, i pensieri e ritornerò di nuovo a me stessa perchè come trovai scritto in un aforisma di George Moore (di cui non so più di questo aforisma) "Un uomo percorre il mondo intero in cerca di ciò che gli serve e torna a casa per trovarlo."

Siamo tutti boomerang, ci lanciamo, ruotiamo, ci avvitiamo ma prima o poi torniamo tutti a noi stessi, al nostro io, alle nostre case, non quelle di mattoni ma quelle di cellule, muscoli, sangue, capelli e cuore. La nostra e quella degli altri. Madre, padre, fratello, nipote, marito, moglie, amante, compagna.
Torniamo alla casa dell'uomo, alla casa della nostra anima.

(causa moto ondoso della vita stamattina non vedevo il sole, naviganti, adesso si)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Da giorni vorrei intervenire ma .... ho perso le parole o ... per dirla con parole di Ligabue ... sono loro che perdono me! E così inserisco un piccolo commento sotto forma di una bella e breve citazione di Hermann Hesse Speriamo abbia ragione lui...
"E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita".