martedì 22 aprile 2008

Chiese, viaggi e sincope

Al recriminare che nel mio blog non ci fossero commenti, un mio caro amico mi ha risposto:

Sul tuo blog è difficile postare qualcosa: i tuoi post sono molto chiusi, sono emozioni raccontate agli altri per raccontarle a te stessa. Scrivere dietro ad uno dei tuoi messaggi è un po' come entrare in Chiesa e parlare a voce alta: lo si fa solo pregando.

Ha ragione. I miei pensieri fluiscono qui come l’acqua nel greto di un fiume.
I miei pensieri viaggiano in mondi che sono sconosciuti ai più.
Io non viaggio, non sono in posti esotici o in luoghi complicati da vivere, sono ferma qui fisicamente ma la mia mente è uno straordinario esploratore.
Io vedo in un palazzo grigio le porte colorate su muri tirati a candida calce di Sidi Bou Said, nella riproduzione di una quadro della Madonna in un negozio di cornici vedo l’affresco della Theotokos nel “mio” monastero di Ardenica.
Cammino per la strada bagnata di pioggia dalla palestra a casa e sono lungo il boulevard de La Rambla del Mar.
Il mondo è nei miei occhi, la mia casa è ovunque voglia stare, io ho la mia casa dentro, ho il mio mondo dentro.
E la notte, quando finalmente riesco a dormire, il mio cervello s’apre in universi onirici in cui cammino con un iridescente fagiolo di luce che mi trascina sopra la stella polare e mi fa vedere il mondo dall’alto, cavalcando la via lattea saliamo verso universi paralleli e scendiamo in picchiata sui mari di Marte.

Non smetto mai di viaggiare e di conoscere. Non mi fermo in un luogo fisico anche se sono ferma ad aspettare l’autobus.
I miei pensieri costruiscono una cattedrale gotica, svettano le guglie della mia fantasia e dentro di me si entra in silenzio per trovare una panca su cui sedersi e ristorarsi, per guardare la luce tremula delle candele, per parlare, per riflettere, per ritrovarsi.

Viaggiare è esplorare, scavare la sabbia, trovare l’oasi, viaggiare è camminare, viaggiare non è la meta, ma il raggiungimento di un caravanserraglio dove sostare per ricominciare a viaggiare. La vita è un movimento di viaggio, è una sincope irregolare fra note di diverso valore.

Io viaggio e viaggio, in mari tempestosi come in questi mesi, ho viaggiato in acque placide e tranquille nelle mie precedenti vite, in specchi d’acqua di mari tropicali o su alte montagne ripide.
Non mi fermerò e il vento di “donna-scirocco” che soffia per allontanarmi dalle mie certezze passerà come tutte le tempeste di sabbia nel deserto con il meraviglioso risultato che dovrò di nuovo scavare per recuperare un tesoro. Il mio unico grande tesoro. E quando lo avrò trovato, recuperato, lo luciderò affinché splenda sotto la luce del sole di settembre.

Nessun commento: